lunedì 5 giugno 2017

SPREMUTI COME LIMONI





PENSIAMOCI SU: Un editoriale di Luigi Orsino

Odio dire “l’avevo detto” ma, purtroppo l’avevo detto. Mentre il sig. Renzi batteva la grancassa gridando ai quattro venti che avrebbe cancellato Equitalia perché ente iniquo che causava giustificato panico tra gli italiani che vivevano nel terrore di ricevere la famigerata cartella esattoriale, qualche ingenuo, possiamo anche definirlo “fesso” pensò che finalmente si alzava una leggera brezza di giustizia. Giustizia? In Italia? Niente di più fantascientifico . Equitalia, ente di proprietà dell’Ufficio delle Entrate e Dell’INPS, quindi i creditori erano autorizzati a farsi esattori, senza bisogno dell’approvazione di un giudice considerato che una cartella esattoriale era già un atto esecutivo. Pertanto potevano procedere al fermo amministrativo di auto, al sequestro e vendita all’asta di immobili talvolta sequestrati per cifre irrisorie fatte lievitare con metodi di pura fattura usuraia. 

Oggi cosa è cambiato? E’ cambiato che tutta la procedura è stata inasprita. Ora i gabellieri dipendono direttamente dall’Ufficio delle Entrate, sai che differenza, il personale è quello di Equitalia passato indenne all’Ufficio delle Entrate riscossione, tutte le procedure artificiose e repressive sono state confermate. Le cartelle esattoriali sono sempre l’incubo degli italiani, in più ora possono sequestrare i conti correnti, tramite l’INPS possono conoscere la posizione lavorativa ed il reddito di chiunque e procedere senza impedimenti alle rapine. Alla faccia dei provvedimenti contro i suicidi.

Volendo sorvolare sull’assoluta mancanza di riservatezza noi italiani siamo perseguitati da un fisco che è un’istituzione repressiva e criminale, che spinge la gente sull’orlo del baratro. E non sono pochi quelli che decidono di saltare.

Ma questi ignobili inquisitori si sono mai chiesti perché le persone si indebitano con il fisco? Davvero pensano di poter raccontarci la favola che sono tutti evasori? Non hanno pensato che non paghiamo perché non abbiamo le risorse per farlo? Non abbiamo le palanche per sfamare la mostruosa bestia infernale che è il fisco italiano, non paghiamo perché siamo poveri, non paghiamo perché siamo stufi di fare la fame mentre i parassiti politici vivono nel lusso, ingrassano con pensioni d’oro dopo qualche giorno di sonno tra gli scranni del parlamento, quando ci vanno.

Noi siamo perseguitati e annientati mentre c’è una classe politica, con i loro parenti, amici, compari e comparielli che vivono aggrappati alle nostre spalle.

I Renzi di ieri di oggi e, temo, di domani possono continuare a raccontarci bufale, menzogne vergognose che nascondono la loro attività criminale.


Ebbene io, ora e qui, li accuso di usura ed estorsione.

Luigi Orsino