sabato 24 settembre 2016

LA RAGGI SPEGNE LA FIACCOLA: PENSIAMOCI SU. RUBRICA DI LUIGI ORSINO



Virginia Raggi ha ribadito il suo “NO” alle olimpiadi a Roma  motivando questa sua decisione non con un’avversione verso lo sport ma con una decisa e inderogabile avversione a tutto quell’indotto disastroso che sempre accompagna questi grandi eventi.
In soldoni la Raggi ci dice che non possiamo pensare di ospitare le prossime olimpiadi quando ancora stiamo pagando i debiti per passati avvenimenti sportivi e non, non possiamo permettere che gli speculatori piombino sul bottino come avvoltoi appropriandosi di appalti milionari, non possiamo permettere che nasca una nuova generazione di cattedrali nel deserto. Sinceramente non so darle torto. Che si sia simpatizzanti o meno del M5S, è innegabile che questi grandi eventi, non dimentichiamoci dell’Expo 2015comportano grandi investimenti che poi puntualmente, nonostante le rassicurazioni contrarie, non rientrano, anzi sempre si chiudono con pesanti perdite economiche che gravano sulle spalle martoriate degli italiani. Le cricche di potere vanno a nozze e si sfregano le mani pensando a quanto possono mettersi nelle tasche, senza fondo, a quanto denaro possono, più o meno legalmente, estorcere ad un popolo affamato, sfruttato e schiavizzato. In un paese in cui la corruzione è regola, in cui ogni occasione è buona per fare utili, anche sulla pelle dei terremotati, come si può pensare di buttare soldi in un pozzo che, inevitabilmente, sarà senza fondo. Come si può pensare di usare soldi a vagonate, ben sapendo che non torneranno indietro, quando vi sono milioni di italiani che vivono nella disperazione della più assoluta povertà. Come si può pensare di spendere ancora quando milioni di Euro al mese vengono spesi per accogliere immigrati, di cui molti sono non “aventi diritto”, mentre i cittadini italiani sono stretti nella morsa della fame. Si della fame perché di questo si tratta e non di semplice “disagio” come vorrebbero farci credere. Un paese che non garantisce ai suoi cittadini un reddito minimo non può impegnarsi in spese faraoniche che cadrebbero, poi, sulle classi meno ambienti (leggi poveracci) che già faticano a merùttere  insieme pranzo e cena. Si pensasse a risolvere i problemi gravissimi e reali che affliggano una massa enorme di nostri fratelli italiani, si investa per migliorare le condizioni di vita dei nuovi e vecchi poveri, si pensi ad una più equa distribuzione della ricchezza, si entri nel “club” dei paesi civili e poi si vedrà. PRIMA PENSIAMO AGLI ITALIANI.  Panem et circenses dicevano i romani, cioè dai al popolo qualche cosa con cui divagarsi ed un tozzo di pane e non penseranno al marciume che li circonda. Ebbene a noi vogliono solo dare un poco di distrazione, negandoci anche il tozzo di pane, così non penseremo allo schifo della politica e al governo dei ladri. Non importa chi ha detto “NO” agli sprechi delle olimpiadi, il concetto è sacrosanto.
 

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venerdì 16 settembre 2016

GIORNALISTI EUROPEI COMPRATI: TUTTI COLLABORATORI DELLA CIA AMERICANA

Editoriale di Stefano Becciolini

Che qualcosa non funzioni nell'informazione dei Mass Media occidentali è cosa risaputa e verificabile giornalmente ascoltando i vari notiziari o leggendo quotidiani che di "libera informazione" hanno ben poco. In un mio editoriale di agosto dal titolo LA NUOVA PROPAGANDA FILO AMERICANA: I RUSSI NON MANGIANO I BAMBINI, LI BOMBARDANO,avevo già affrontato il problema della manipolazione giornalistica per favorire in Europa un sentimento anti- Russo e quindi preparare l'Occidente ad un prossimo conflitto devastante contro quella Nazione che molti Europei vorrebbero amica. La teoria del complotto giornalistico contro Putin è stata anche denunciata dal Reporter giornalista tedesco Udo Ulfkotteex editore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitungche ha denunciato apertamente di essere stato pagato dalla Cia per disinformare ,scrivere articoli non veritieri pro-Usa e UE ma contro la Russia in modo da condurre le masse europee ad appoggiare una guerra contro Putin. In un'intervista rilasciata alle emittenti televisive  RT e Russia Insiderdil giornalista racconta come la CIA Americana corrompe e sottomette i media europei per fargli fare propaganda favorevole agli Stati Uniti e contraria alla Russia. I non allineati perdono il posto di lavoro. Ulfkotte ha riportato la sua testimonianza in un libro, dal titolo molto eloquente: “Giornalisti comprati”,  dove inoltre denuncia che in Europa e Stati Uniti d' America, la maggior parte della Aziende di comunicazione, le così  dette “non-official-cover”,sono al servizio di un’agenzia di intelligence. Ascoltando il video dell'intervista al giornalista si rimane sconcertati dalle sue dichiarazioni che palesano un coinvolgimento dei giornalisti tedeschi e americani per portare la guerra in Europa e di portarla in Russia. La compra vendita dei giornalisti prevede anche una quota di ingaggio, come scrive il giornalista Fabio Marcelli  nel suo editoriale pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" del 3 febbraio 2015, di 20.000 €. Sempre secondo  Udo Ulfkotte, "Tutti i giornalisti che scrivono per i media occidentali sono di fatto membri di questa organizzazione transatlantica… loro ti invitano a vedere gli USA, pagano tutto, ti riempiono di benefit, ti corrompono. Sono contatti non ufficiali, collaborazioni non ufficiali, ti dicono che sono amici, sono scambi di favori continui ed il tuo cervello viene lavato. Ho molti contatti con i giornalisti britannici e francesi: hanno tutti fatto lo stesso percorso. Siamo tutti collaboratori della CIA, spesso vengono a trovarti in redazione, vogliono che scrivi un pezzo. 
Anche i servizi tedeschi sono venuti, mi hanno chiesto di scrivere su Gheddafi e la Libia, ma io non avevo informazioni… me le hanno date loro!! e io ho scritto sulla base delle loro fonti non verificate". Queste sono alcune delle dichiarazioni shock riportate nell'intervista rilasciata dal giornalista. Il gioco è scuramente più grande di noi che cerchiamo di fare contro-informazione o forse informazione vera. Che differenza c’ è  tra un blogger ed un giornalista accreditato? Praticamente nessuna! I Blogger ascoltano, leggono ed in base alla propria cultura ed esperienza scrivono per dare un'interpretazione dei fatti analizzando e valutando le informazioni. I giornalisti (non tutti) invece scrivono i loro articoli non sul campo ma da qualche sede sicura e lontano dal vero pericolo dei campi di battaglia, come per altro avevo già fatto notare in un mio precedente editoriale. Un fatto mi inquietà però, o forse più che inquietarmi mi da la sensazione che sono sulla strada giusta: dopo i miei due pesanti attacchi ai Mass Media, come quello di Agosto, sono stato fatto oggetto di strani ammonimenti da parte di Google, il quale mi "consigliava" di non effettuare promozioni commerciali considerate Spam. Mai fatte promozioni commerciali, sono un Blogger! E per ultimo alcuni giorni addietro sul social Facebook dove sono comparsi sul mio profilo, e non postati da me, due link ad un noto sito pornografico e lo stralcio di una mia conversazione in chat con un'utente di facebook. Posso capire un Virus che posta Link, cosa comunque a cui non credo assolutamente, avendo fatto parte per due decenni della categoria dei Consulenti ed Esperti Informatici. Ma qualcuno ha fatto copia ed incolla della suddetta conversazione e su questo non ci sono dubbi. A parte queste noiose vicende personali, concludo invitandovi a fare molta attenzione a quello che leggete o ascoltate nel mainstream italiano, ponderate sempre le informazioni propinate e cercate anche fonti alternative di informazione, non lasciate che il sistema fagociti il vostro cervello, perchè se le dichiarazioni del giornalista tedesco Udo Ulfkotte sono vere, siamo in guai molto ma molti seri.


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domenica 4 settembre 2016

SATIRA O SCIACALLAGGIO? - PENSIAMOCI SU: RUBRICA DI LUIGI ORSINO


RUBRICA DI LUIGI ORSINO

Come noto il periodico satirico francese “Charlie Hebdo” ha pubblicato una vignetta, disgustosa, con la quale intendevano fare satira sul recentissimo terremoto di Amatrice. Noi italiani siamo disegnati con fattezze assolutamente non italiche e le povere vittime vengono rappresentate schiacciate da una montagna di pasta al sugo. La didascalia: Terremoto all’italiana, pasta al sugo, penne gratinate e lasagne. Le ovvie proteste sono state seguite da un’altra vignetta che mostrava una vittima ferita che mormorava, si presume:  “Non è Charlie Hebdo che ha costruito le nostre case ma la mafia”. In risposta, adeguata ma altrettanto inopportuna, un noto quotidiano italiano, “Il Tempo”, ha pubblicato una vignetta che mostrava un uomo incappucciato e vestito di nero che faceva strage di innocenti, con riferimento inequivocabile all’attentato subito dal giornale satirico, la cui didascalia recitava: “ Tartare alla parigina” la lecita domanda è: “Cari francesi vi avrebbe fatto piacere se avessimo commentato gli attentati che avete subito con una simile vignetta?” Questi i fatti, fino ad ora. 
In verità riteniamo che la vignetta di Charlie sia stata inopportuna e sconsideratamente razzista nei confronti di un popolo amico e che ha sempre dimostrato solidarietà per i gravi episodi avvenuti sul territorio francese. Non pensiamo che si possa fare satira su un evento catastrofico che ha causato 300 vittime nel nostro paese, anzi non riteniamo affatto che si possa parlare di satira; pensiamo, piuttosto, che si sia trattato di puro sciacallaggio che fa leva su un sentimento anti italiano, mai del tutto sopito in Francia, un modo indegno per vendere qualche copia in più del loro fumetto. Un paese che dovrebbe essere civile e animato da un forte senso di coesione europeo non può uscirne gratificato da una simile caduta di stile. 
Che dire della seconda vignetta, quella con riferimento alla mafia? Forse i nostri cugini francesi non sono ben informati di cosa sia oggi la mafia, forse non sanno che essa è divenuta un organismo sovrannazionale che opera in tutto il mondo, per gran parte in operazioni ritenute lecite, con il tacito consenso dei governi locali, anzi i governi locali sono fatti proprio dai nuovi mafiosi globalizzati.
La nuova mafia è non è quella del pastore con coppola e lupara ma è quella dei grandi gruppi di potere economico-finanziario che agiscono ad altissimo livello con speculazioni di portata mondiale, condizionando i mercati e le vite di tutti noi. Organizzazioni potentissime che agiscono in un altissimo “Etereo” a cui neanche la nostra più fervida immaginazione può dare corpo. Pensano forse i francesi di essere immuni a tali influenze? Sono sicuri che anche le loro case non siano costruite dalla mafia? Sono certi che le ondate speculative, di cui anche loro pagano le conseguenze, non abbiano un’origine mafiosa? Credono veramente che la mafia sia un fenomeno solo italiano? La terza vignetta (quella de “Il Tempo” ) in risposta alla provocazione del giornaletto razzista è ugualmente inadeguata ed inopportuna: inutile rispondere a degli imbecilli che speculano su una tragedia per vendere un poco in più. Meglio ignorarli.  Forse c’è da porsi la domanda: << Questa calata di stile potrebbe essere dovuta al fatto che gli attentatori islamici abbiano ucciso tutte le menti sane ed intelligenti che lavoravano al giornale lasciando campo libero solo a degli imbe
cilli imbrattacarte?>>

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sabato 27 agosto 2016

RIPRENDIAMOCI L’ORGOGLIO - PENSIAMOCI SU: RUBRICA DI LUIGI ORSINO

RUBRICA DI LUIGI ORSINO

Se qualche lecca culo dei cammelli arabo, integralisti musulmani, fondamentalisti islamici volesse gioire per il terremoto che ha colpito il centro Italia si risparmi pure le masturbazioni mentali. Il loro dio non c’entra. Noi italiani nella nostra storia ultra millenaria abbiamo conosciuto catastrofi di ogni genere, guerre, pestilenze, catastrofi naturali e … governanti imbecilli e corrotti. Abbiamo le spalle larghe e siamo abituati alla sofferenza, non sarà per un cataclisma naturale che ci faremo abbattere; ci tireremo su le maniche e ricostruiremo tutto. Si il popolo italiano reagirà nel modo giusto nonostante l’arroganza colpevole di chi pretende di governarci, nonostante la volontà di speculare sul dolore, nonostante l’azione speculativi degli immancabili sciacalli, che non mancheranno come non mancarono all’Aquila.
Ricordiamoci di essere un grande popolo, gente forte che subisce gli insulti della politica, più dannosa dei più terribili eventi catastrofici. 
Vedremo i terremotati ammassati in tendopoli anonime e umilianti, vedremo i soccorsi lenti e speculativi, vedremo, forse, gli anni passare sulla povere gente stipata in prefabbricati di fortuna e soffriremo nel vedere gli immigrati essere trattati coi guanti gialli, ospitati in strutture ed alberghi, ricevere aiuti finanziari e accoglienza. Vedremo gli invasori trattati da ospiti di riguardo e gli italiani trattati da elementi di risulta sacrificabili. Vedremo questo ed altro ancora. Dovremo ancora vedere i nostri fratelli soffrire la fame e languire in attesa di un lavoro che non arriva mai e … soffriremo. Ma ciò che non ci uccide ci rende più forti e un giorno ci prenderemo la nostra rivincita, un giorno cacceremo via gli speculatori e i corrotti, un giorno ci riprenderemo la nostra dignità. Quel giorno molti dovranno pregare i loro dei perché siano salvati dalla giusta furia di un popolo infuriato. Pregheranno inutilmente perché non c’è dio che li proteggerà, non esiste forza che li possa difendere dal furore degli umiliati e derisi. Oggi soffriamo ancora, forse questo giorno sarà lungo ma non sarà senza fine. Incominciamo a pensare che la rivincita arriverà, in un modo o nell’altro arriverà e la furia del popolo sarà peggio di quella della natura.
Vogliamo che le risorse dell’Italia vadano agli italiani, che si provveda a tutte quelle migliaia e migliaia di famiglie sprofondate nel baratro della povertà, vogliamo rispetto e ce lo prenderemo.  Il disastro che ha colpito la nostra terra non è solo colpa della natura ma è colpa di chi non ha creato un’efficace prevenzione, non certo per sbadataggine ma perché è molto più conveniente ricostruire che prevenire i disastri. Gli speculatori, luridi sciacalli, godono dei disastri e ci ingrassano. Faremo pulizia anche di loro. Non rassegnatevi mai, pensate ai nostri avi e nel loro rispetto affilate le lame che troncheranno i legacci della nostra schiavitù e .. non solo quelli.
Nel prossimo appuntamento parleremo ancora di terrorismo e di guerra ai fanatici religiosi, ora non potevamo dimenticarci dei nostri fratelli colpiti dal terremoto.

Luigi Orsino

Canale Telegram  FAHRENHEIT 912
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giovedì 25 agosto 2016

TERREMOTO: APPELLO ALLE STRUTTURE ALBERGHIERE DEL CENTRO ITALIA


NOTIZIA CONFERMATA TELEFONICAMENTE  OGGI 25/08/2016  ALLE ORE 07.00


L'HOTEL GELSO DI RIMINI, ATTRAVERSO IL SUO GESTORE GIANFRANCO METTE A DISPOSIZIONE LA PROPRIA STRUTTURA ALBERGHIERA PER OSPITARE FINO A 40 PERSONE COLPITE DAL SISMA IN CENTRO ITALIA. TELEFONO PER CONTATTO 0541.331940 - 0541.331152 e mAIL info@gelsohotel.com
AUSPICO VIVAMENTE CHE ALTRI IMPRENDITORI DEL SETTORE ALBERGHIERO SI UNISCANO A QUESTA GARA DI SOLIDARIETA'.

La Redazione del Bog 


domenica 21 agosto 2016

LA NUOVA PROPAGANDA FILO AMERICANA: I RUSSI NON MANGIANO I BAMBINI, LI BOMBARDANO

Editoriale di Stefano Becciolini

Strana estate questa del 2016 che ora mai sta giungendo inesorabilmente al termine. Non è un'estate come le altre, non solo per la scia di sangue degli attentati in Europa e per il misterioso Golpe in Turchia di cui non se ne parla quasi più. Nell'aria aleggia lo spettro di qualcosa di ancora più grave che deve accadere ma la sua percezione ai più rimane un vago presagio o più semplicemente viene vilmente ignorata. In questo scenario di crisi economica che non da segno di finire, di attentati in Europa che sembrano solo all'inizio, si aggiungono lo
spettro funesto delle elezioni Presidenziali  Americane di Novembre e del nuovo corso di una guerra non più tanto fredda con la vicina Russia.
Mai come ora il destino dell'occidente e dell'intera umanità è appesa ad un filo, il filo sottile che potrebbe essere reciso dal nuovo Presidente degli Stati Uniti d' America, chiunque esso sia. Non c'è di certo da stare allegri se il mondo ha come alternativa di pace un Donald Trump

pistolero e una Hillary Clinton legata  mani e piedi ai NEOCONS Americani.Per capirci  “Neocons” è un movimento politico Internazionale di origine statunitense, interventista, occidentalista ed americanista che vorrebbe dare vita ad un nuovo corso, un nuovo ordine mondiale, a guida stelle e strisce, e identificato con l'acronimo di PNAC (Project for the New American Century). Quale sarà il progetto Geo Politico dei due aspiranti Presidenti, oltre che debellare il terrorismo islamico creato dalle Agenzie Governative Americane e sovvenzionato dai soldi di Arabia Saudita e Quatar? Quale altro nemico dovranno trovare per alimentare l' oliata macchina della discordia e dell'odio planetario? Un nemico pronto in realtà esiste di già: la Russia di Putin. L'offensiva economica è già iniziata nel 2014 con le sanzioni contro quel Paese, che invece di indebolirlo lo hanno rafforzato come identità di popolo e questo indubbiamente grazie a Putin. La pre-offensiva da tempo è stata preparata, ma alcune cose sono andate storte, come la figuraccia dell' Occidente nella guerra in Siria contro l' ISIS, che solo grazie all'intervento Russo ha avuto una svolta decisiva.
Ma ora contro Putin viene scagliata un'arma ancora più micidiale, la propaganda dei Mass Media occidentali che in ogni modo vogliono contestare alla Russia il primato di "mangia bambini" come ai tempi dell’italico scontro PC - DC.
La notizia della vicenda del piccolo Omar e di suo fratellino morto nei bombardamenti russi ad Aleppo sta facendo il giro del mondo, giustamente commuovendo le persone. L' Occidente e l' Italia soprattutto ha memoria corta o perlomeno solamente per quelle vicende storiche che ogni anno vengono ricordate con riti ufficiali. Ma senza togliere nulla ai vari Olocausti della
storia, vere e proprie macchie di oscenità e abbruttimento dell'essere umano, bisognerebbe ricordare anche le stragi perpetrate in nome dei valori occidentali o più correttamente di quei valori che gli Stati Uniti d' America vorrebbero esportare su questa terra e Dio sa dove altro ancora, Marte? Quanti Omar meno fortunati hanno dovuto subire la distruzione della propria terra e la perdita dei genitori ed affetti? Quello che l'Occidente a guida Americana ha erpetrato ai danni dei mussulmani negli ultimi 25 anni si può definire un vero e proprio Olocausto, circa 4 milioni di morti tra i civili nelle cosiddette “guerre al terrore”.I dati sono del giornalista investigativo Nafeez Ahmedimpegnato sui media internazionali. L’ultima notizia la fornisce
la Prs di Washington: l’associazione “Physicians for Social Responsibility”, composta da medici e Premi Nobel per la Pace, in un rapporto di 97 pagine dichiara che il solo decennio seguito all’11 Settembre «è costato la vita a circa 1,3 milioni di persone, forse anche
2 milioni», calcolando il numero di vittime civili mietute dagli interventi militari statunitensi in Iraq, Afganistan e Pakistan nel quadro delle “operazioni contro il terrorismo”. Questo Olocausto è stato praticamente oscurato dai canali anglofoni d’informazione, ed anche la denuncia di Nafeez Ahmed  è stata completamente ignorata dal mainstream nonostante rappresentasse il primo sforzo di un’organizzazione internazionale di medici nel produrre un calcolo scientificamente provato del numero delle persone uccise nella “guerra al terrore” condotta da Stati Uniti e Gran Bretagna. Solo nella guerra in Iraq, pomposamente chiamata dagli USA “Operation Iraqi freedom”, ovvero “operazione libertà in Iraq”, da un studio, guidato dal team di Amy Hagopian dell’Università di Washignton negli Stati Uniti, calcola che dal 2003 al 2011 ci sono stati circa mezzo milione  di iracheni che hanno perso la vita in bombardamenti e scontri
armati, di cui il 30-40% morti per cause indirette dovute al collasso delle infrastrutture mediche e sociali. Tuttavia, il dato che più colpisce l’attenzione è la predominanza delle vittime civili sulle forze combattenti di ogni tipo (militari iracheni e internazionali, insorgenti).

Ecco alcune delle innumerevoli stragi Made in USA. classificate come

"danni collaterali":
maggio 2004, Iraq Occidentale, villaggio di Al Qaim
Un elicottero USA apre il fuoco sugli invitati ad un matrimonio, 40 morti, tra i quali molti bambini.
3 maggio 2005, Afghanistan. provincia centrale di Uruzgan.
L' aviazione USA bombarda una festa nuziale uccidendo 48 civili e ferendone altri 117.
4 luglio 2005, Afghanistan, villaggio di Chichal
una ventina di chilometri a est di Asadabad, capoluogo della provincia orientale di Kunar. Cacciabombardieri USA distruggono alcune case del villaggio, ma mentre gli abitanti del villaggio stavano cercando di soccorrere le vittime del primo raid, i caccia sono tornati effettuando un secondo bombardamento. E’ stata una strage di civili, donne e bambini. Il bilancio non è chiaro. Il governatore provinciale Assadullah Wafa ha parlato di almeno 17 morti, ma secondo Abdul Latif Hakimi, portavoce dei talebani, i morti sono almeno 25.
2 Maggio 2015, Siria
52 civili morti in un raid aereo della coalizione statunitense nella provincia di Aleppo
4 agosto 2015, Siria e Iraq
Almeno 459 civili, tra cui oltre 100 bambini, sarebbero rimasti uccisi nei bombardamenti condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti nel corso della guerra contro

l'Isis in Siria e Iraq. 
22 luglio 2016, Siria
Un bombardamento degli Stati Uniti ha ucciso cento civili nel nord della Siria, 35 sono bambini ad Manbij, una città nel nord della Siria.

Riferimenti di ricerca:



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lunedì 8 agosto 2016

ITALIANI, POPOLO IMBELLE, SENZA ORGOGLIO NE PIETA'

Editoriale di Luigi Orsino


"Ahi serva Italia, di dolore ostello …" il sommo poeta mi vorrà perdonare se uso questi versi tratti dalla Divina Commedia (Purgatorio canto sesto) ma sinceramente mi sembrano i più adatti a ben definire la nostra martoriata patria. Ovunque volgiamo lo sguardo troviamo marciume qual mai in nessun altra epoca. Siamo governati da una cricca di delinquenti, anzi peggio che delinquenti perché anche i malfattori hanno un cuore, anche i criminali incalliti talvolta si commuovono e sono capaci di azioni umanitarie. I politici no! Il loro cuore è sepolto, molto profondamente, sotto il portafogli gonfio, il loro unico scopo è arricchirsi facendo incetta di denaro e potere da spartire con i burattinai che tirano le loro fila e che di fatto sono, hai noi, i gestori delle nostre vite. Il neo feudalesimo è cosa fatta, il popolo non ha più diritti deve solo ubbidienza ai padroni dispotici che impongono sacrifici e gabelle a ritmo industriale.
Stanno arrivando le bollette ENEL gravate del canone RAI, come può un poveraccio che vive con poche decine di Euro al mese a pagare anche il canone quando non riesce neanche a pagare il consumo elettrico? Come possono le famiglie che vivono al di sotto del limite di povertà a pagare un altro balzello. Un balzello ingiusto in quanto la RAI dovrebbe mantenersi con la pubblicità, che non ci risparmia di certo, esattamente come fanno le tv commerciali.
Perché in Italia non c’è un reddito minimo garantito a chi è a basso, o senza, reddito? Perché non vi sono sostegni alle famiglie disagiate? Perché non c’è nulla di quanto è diritto acquisito in tutti i paesi civili? Forse perché siamo il paese più insicuro del mondo? Le mafie spadroneggiano su tutto il territorio, compreso i palazzi del potere, gli stranieri arrivano a vagonate ad ingrossare le fila degli affamati o, più spesso, dei delinquenti o, meglio ancora, dei terroristi pronti a colpire qui o in qualsiasi altro paese europeo. E’ dimostrato che gli autori degli ultimi attentati terroristici di matrice islamica erano transitati per l’Italia. Il marciume ci soverchia, ci affoga, il tanfo di merda ci stordisce … eppure noi siamo belli tranquilli e mandiamo tutto giù, non protestiamo, non ci ribelliamo. Ma siamo sicuri di essere vivi? Le forze dell’ordine non sono in grado di proteggerci, sono impreparati ed incapaci. Quelli che dovrebbero avere cura della nostra sicurezza badano solo a salvaguardare la loro pelle e, se capita, a mettersi anche qualche cosa in tasca, certo è che loro “tengono famiglia” e solo alla loro famiglia pensano, solo al loro stipendio badano. Noi siamo sacrificabili, salvo poi  fare i prepotenti con i debole e i deboli con i forti. Ribadisco che l’unica soluzione che ritengo possibile sia la spontanea formazione di una GUARDIA CIVICA volontaria che possa prendere il controllo del territorio e garantire la sicurezza nel rispetto della democrazia popolare. Si perché la democrazia è del popolo, la democrazia è il popolo e chi è contro il popolo è contro la democrazia. Ribellarsi è giusto, ribellarsi è un dovere, ribellarsi è un diritto.
Non tentennare, non temere, non avere paura tutti insieme siamo la forza. Uniti possiamo sconfiggere i mostri … stranieri e di casa nostra.



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venerdì 29 luglio 2016

PENSIAMOCI SU: MALA TEMPORA CURRUNT

Editoriale di Luigi Orsino

(N.d.r.) Questo articolo di Luigi Orsino scatenerà sicuramente polemiche per la rudezza con cui viene affrontato l'argomento dell'Islam nell'ottica del suo radicamentalismo. Il mio parere penso che già lo conosciate  riguardo alle religioni (tutte) e sul  fanatismo con cui alcuni adepti vogliono influenzare la condotta civile dell'occidente. Sicuramente la società attuale non brilla di saggezza e lungimiranza, anzi! abbiamo a mio avviso toccato i gradini più bassi  della dissolutezza e dell'impoverimento sociale, ma da qui a identificare come unica speranza di evoluzione il ritorno a una coscienza religiosa integralista, ci separa un'abisso.
Come del resto (sempre a mio modesto parere) deve separarci un'abisso dal condannare indiscriminatamente chiunque abbia una concezione della vita diversa dalla nostra.

Certamente stiamo vivendo un periodo difficile e carico di tensione, non che la storia umana, anche in un recente passato, non ne abbia conosciuto di peggiori, che avvertiamo molto amplificato in quanto, almeno noi occidentali, ci siamo abituati ad uno stile di vita tranquillo, pacifico e alquanto agiato. Anche noi, occidentali, abbiamo di che lamentarci ma è niente in confronto ad altre parti del mondo che per consuetudine indichiamo come “terzo o quarto”. L’occidente ha grandi colpe per tutto ciò che sta succedendo, sull’altare del dio denaro è stato sacrificato la solidarietà e la pace, scenari di guerra sono stati aperti per foraggiare le industrie belliche, la controinformazione ci ha offuscato le menti. Tutto vero! Così come è vero, al di la di ogni altra considerazione, che oggi, volenti o nolenti, siamo in guerra. Una guerra di civiltà contrapposte, una guerra dove la religione è solo il “casus belli”. Siamo sull’orlo di un baratro e non c’è modo di evitare la caduta. Io rivendico il diritto all’autodifesa, si è questa la reale portata del problema: combattere o soccombere. Io preferisco combattere, di morire come una pecora portata al macello non ci penso proprio. A chi vorrebbe impormi il suo stile di vita, la sua religione, le sue barbare regole io dico: << FOTTETEVI>>. So bene che anche noi abbiamo le nostre colpe ma non per questo ho intenzione di votarmi al martirio restando indifeso ed inerme nei confronti di chi mi attacca. Difendersi è lecito ed auspicabile oltre che inevitabile. Non dimentichiamoci che non c’è miglior difesa dell’attacco. Noi, occidentali, siamo stati attaccati già innumerevoli volte, ora dobbiamo dare una risposta forte e risolutiva a chi viene a spargere il nostro sangue sulla nostra terra. Sono un interventista? Si lo sono! Lo sono nella misura in cui sento minacciato i miei compatrioti, sento in pericolo il mondo occidentale, sento sul collo il fiato puzzolente di fetidi cammellieri seguaci di un buffone nato 1500 anni fa che scrisse un libercolo, copiandolo da altri libri “sacri”, ed adattandolo alle genti barbare e sanguinarie che abitavano la sua terra, un pericoloso imbroglione che si impose con faciltà su menti primitive imponendo loro di propagare la ridicola religione da lui fondata con la violenza.Mi rifiuto, anche lontanamente, di prendere in considerazione la possibilità che l’islam possa dettare legge in casa mia, mi rifiuto di prendere ordini da uno scopa-cammelli, mi rifiuto di considerare miei pari dei barbari sanguinari. La situazione internazionale in questi ultimi giorni è notevolmente peggiorata: Il fasullo golpe in Turchia ha permesso al dittatore musulmano Erdogan di perseguitare i laici del suo paese e di appoggiare apertamente i suoi sostenitori islamici nella speranza di divenire il sultano di un rinato impero ottomano e di assumere il comando del neo-espansionismo islamico con il potere che ciò comporta. Purtroppo la Turchia è nella NATO, quindi in questo momento è una serpe in seno, una serpe che va schiacciata, Erdogan va spodestato, la democrazia ripristinata e i fondamentalisti islamici turchi presi a calci nei denti. Occorre fare fronte comune, tendendo entrambi le braccia alla Russia, in un abbraccio fraterno, per combattere contro lo stato islamico e contro tutte le sue diramazioni, perseguitare tutte le cellule terroristiche, ovunque esse si trovino, senza badare a non violare le sovranità nazionali. Chi ospita i terroristi è loro complice e dunque devono subirne le conseguenze. I musulmani, presenti nei territori occidentali, vanno monitorati e, se necessario, temporaneamente isolati. Nuovi arrivi di genti a rischio sulla nostra terra vanno immediatamente bloccati.  Siamo in guerra e ciò impone che i diritti civili siano sospesi. Nessuno si illuda che questa sarà una guerra in guanti bianchi, combattuta dai droni o altre diavolerie tecnologiche, sarà la più sporca e feroce delle guerre che siano mai state combattute, scorrerà sangue a fiumi. Se vorremo uscirne vincitori dovremo sporcarci del sangue nostro e di quello dei nemici. Ritengo tutto ciò inevitabile.   
L’Italia è pronta ad affrontare una prova tanto impegnativa? Assolutamente no! Il nostro esercito è costituito quasi esclusivamente da passacarte, le forze dell’ordine sono più avvezzi ad affrontare rubagalline che reali pericoli. E’ indispensabile che vi siano grandi e necessari cambiamenti, cambiamenti imposti dalla mutata realtà. 
Veniamo all’argomento civili-armi: un’assurda legge rende praticamente impossibile ai civili, in Italia, possedere armi per potersi difendere. In questo modo i delinquenti ed i terroristi sono ben armati, visto che si approvvigionano attraverso canali illegali ma agevoli, mentre i cittadini onesti sono del tutto impossibilitati ad esercitare il loro sacrosanto diritto alla legittima difesa. Se qualcuno vi entra in casa per sgozzare voi e la vostra famiglia, in nome di Allah o del dio dei minghioni, dovete tirargli una pantofola perché il governo teme più voi che non i terroristi. Insomma siete sacrificabili purché il popolo resti disarmato ed inerme e non possa, quindi, neanche mai ribellarsi al malgoverno ed alla dittatura (vedi secondo emendamento della costituzione USA). Considerato che il piano, ormai palese, dei terroristi islamici è di diffondere il panico, impedendo il normale svolgersi delle nostre vite, mettere, in tal modo, in crisi la nostra economia e causare l’implosione della nostra civiltà io penso che essere armati possa costituire un senso di sicurezza per ognuno di noi ed un valido deterrente per i “Kapicazzi”. Se al Bataclan o a Nizza vi fossero stati civili armati state pur certi che i danni sarebbero stati molto più contenuti.  Difendersi è un diritto ma soprattutto un dovere: chi ne è capace deve provvedere alla sua difesa ma anche a quella di chi capace non lo è.
PROPOSTA: Considerato che i siti sensibili di attacchi terroristici sono un’infinità e considerato che ogni sito può ritenersi sensibile, un centro commerciale, uno stadio, un cinema, un concerto, una festa di piazza, una sagra di paese, ritengo che sia diritto di ogni cittadino di possedere un’arma (escludendo, ovviamente, quelle categorie a rischio) con la quale difendersi e difendere. Ritengo inoltre che sia necessario rendere agibile, anzi agevolare, la formazione di una GUARDIA CIVICA volontaria armata alla quale conferire, ne più ne meno, lo status di guardie giurate. Individui, non retribuiti, che si mettano a disposizione per vigilare sul territorio in cui abitualmente risiedono. Ciò renderebbe possibile sventare eventuali attentati, costituire un valido deterrente ed in caso di attacco garantire una velocissima risposta che limiterebbe di molto i danni (vittime) in attesa di una risposta più qualificata ma inevitabilmente più lenta. Non è più tempo di parole di circostanza, di inutili chiacchiericci in burocratese è ora di imbracciare il fucile e ribadire a voce alta il nostro diritto a vivere come ci pare mandando a fare in culo tutti i venditori di tappeti che  vorrebbero baciassimo il culo ad Allah. 


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