lunedì 13 febbraio 2017

ITALIANI BRAVA GENTE


PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino

Ecco i fatti:
In Francia si parla di introdurre un jobs act all’italiana e scoppia una ribellione popolare: il governo ci ripensa. Sempre in Francia alcuni poliziotti pestano e violentano un giovane della periferia parigina che protestava per le condizioni di vita disagiate: scoppia una rivolta popolare, peccato che non ci sia più la Bastiglia altrimenti la tiravano giù adesso. In Albania la popolazione circonda il parlamento per protestare, molto energicamente, per la corruzione che infesta la classe politica. In Grecia innanzi alla possibilità di subire le procedure d’infrazione della UE per non aver rispettato le scadenze nella restituzione dei prestiti ricevuti la popolazione si solleva, per altro incitata dai politici del partito “Alba Dorat”. Negli USA in risposta alla violenza delle forze dell’ordine ci sono moti di rivolta in molte grandi città. Sempre negli USA a molti non va giù l’elezione di Trump e in moltissimi scendono in piazza a protestare energicamente. 

E in Italia? Cosa succede in Italia? Dato per fattore certo che in Italia non c’è un cazzo che funzioni, che la sperequazione tra i molto ricchi ed i molto poveri è un abisso senza fine, che una pessima distribuzione della risorse economiche hanno prodotto ben 20 milioni di nuovi poveri, Che non si riesce a trovare un politico onesto neanche a cercarlo con il lanternino, considerato che in Italia … Inutile che aggiunga altro, ci vorrebbero tanti volumi quanti ne ha la Treccani per elencare tutte le cose che vanno male. Ebbene noi che facciamo? Parliamo, parliamo tanto, parliamo in tv, parliamo in radio, parliamo sui giornali, sui blog, sui social, al bar, in chiesa, ovunque. Ovunque ci parliamo addosso, ci ammazziamo a furia di masturbarci mentalmente. Peccato che le parole non servano a niente. Peccato che il vecchio adagio “ne uccide più la penna che la spada” sia diventata un’emerita cazzata. Agli interessati non gliene frega niente delle parole anche se sono scritte in bella grafia con i congiuntivi ed i gerundi al posto giusto. Chi è sicuro della propria immunità se ne fotte se si sente chiamare ladro. 
Noi Italiani però siamo brava gente, incassiamo tutti i soprusi senza neanche alzare la voce in una debole protesta. Soffiamo, questo si. Ma in fin dei conti siamo nati per soffrire, godremo nell’altra vita… per chi ci crede. Ci illudiamo che domani, o dopo che i politici avranno maturato il loro bravo vitalizio per averci ben fottuto, andremo a votare e allora si che ci riprenderemo la nostra rivincita. Scalzeremo la sinistra e scivoleremo a destra. Ma quelli di destra non erano ladri tanto quanto quelli di sinistra? Votiamo al centro? Ma se non sbaglio non ci hanno preso per il culo anche loro per svariati decenni? Ma noi andiamo a votare! A cosa serve se i ladri sono sempre li e si spartiscono il bottino sicuri che nessuno gli taglierà mai le mani. Noi votiamo sempre, votiamo pure ai referendum e poi non gliene frega niente a nessuno del nostro parere democraticamente espresso. Il potere costituito ha deciso di mettere il bavaglio all’informazione indipendente, perché si prendano questo disturbo proprio non lo so. Noi italiani possiamo essere informati correttamente ma non solleveremo mai un sopraciglia per manifestare il nostro dissenso.  Cari colleghi blogger mi raccomando non incitate alla disobbedienza, non aizzate il popolo alla rivolta. Fate piano, sussurrate, non sia mai che il popolo si svegli.



 WAC

domenica 5 febbraio 2017

27 GENNAIO 2017: L' INIZIO DELA DITTATURA MEDIATICA, PRIMA VITTIMA BYOBLU DI CLAUDIO MESSORA

Editoriale di Stefano Becciolini

Ricordate bene questa data: 27 gennaio 2017. Il 27 gennaio 2017 è il giorno in cui gli effetti della campagna orchestrata contro la libera informazione dalla sig.ra Clinton, il Parlamento Europeo, Angela Merkel, da Laura Boldrini e da tutti quelli che hanno paura di coloro che si espongono in prima persona perché a tutti voi arrivino informazioni, corrette, veritiere e non filtrate dalle censure dei grandi gruppi di potere è arrivata al suo apogeo. L’informazione tradizionale, gestita dai media asserviti al potere a lanciato una campagna denigratoria contro i blog ed il blogger che si sono fatti carico di rispondere esaustivamente alle domande che tutti voi, anzi tutti noi ci poniamo, senza influnze esterne e ignorando le coercizioni del potere. “Oggi è un giorno pesante, il più pesante per l’Italia ed il mondo intero da quando ho iniziato a fare informazione indipendente dieci anni fa”. Questo è l’incipit del video messaggio di Claudio Messora del 27 gennaio 2017 nel quale getta ombre oscure sul futuro dell’informazione libera ed indipendente e presagi di censura. 

Sicuramente molti di voi conosceranno già il contenuto del video messaggio, per chi, invece, non lo avesse ancora ascoltato lo potrà fare cliccando sull'icona di youtube al termine di questo breve editoriale. Ancora qualche parola per chiarire quanto sia importante l’opera di blogger e giornalisti indipendenti, come Claudio Messora e, molto umilmente io stesso, svolgono in rete, lavoro che da molto fastidio al giornalismo mercenario ed elitario che da oltre sette mesi, vale a dire dalla brexit in poi, la perdita dell’egemonia mediatica. L’inizio dell’indebolimento dell’informazione di regime è passata attraverso la vittoria del no all’ultimo referendum, vittoria poi in parte invalidata dalle manovre di un governo illecito, ma questa è un’altra storia, storia che noi porteremo avanti sotto forma di battaglia per andare al voto subito, all’elezione di Trump alla presidenza USA. Parliamoci con franchezza, se non fosse stato per noi blogger che abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica, facendo sentire la nostra voce fino a poche ore prima del voto, il “si” avrebbe sicuramente vinto. 
Certo, come ho detto, questo governo illeggitimo ha poi cercato di parare il colpo ma noi non demordiamo. Torniamo all’offensiva finale per mettere il bavaglio ai blogger,  quindi ad un’informazione non vincolata al servilismo politico ed economico, è iniziata proprio il 27 gennaio 2017 e Claudio Messora  è stata la prima vittima. In previsione delle elezioni in Germania e delle elezioni, che infine saranno costretti a indire, i potentati economici sanno perfettamente ciò che potrebbe accadere, temono che le loro trame e i loro raggiri possano essere messi in bella mostra e svelati da chi ha fatto della libera informazione la sua missione. Il risultato potrebbe essere, ce lo auguriamo, il risveglio delle coscienze, e parimenti della loro forza, delle masse eterogenee europee, avvilite da anni di disinformazione, sviate da propaganda ben studiata e pilotata, manovrate ad arte per renderle inoffensive e per far crescere in loro il totale disinteresse alla politica. L’obbiettivo è: inutile masturbarsi mentalmente con ideologie politiche tanto nulla è cambiato e nulla cambierà mai. Si vuole allontanare le masse dalla politica per scongiurare un’eventuale decisa presa di posizione. Sotto questo profilo l’opera dei blogger èm corrosiva per il potere costituito. 

Ora, perdonatemi, sono costretto a chiedervi un piccolo sforzo, che potrebbe portare a grandi risultati ma soprattutto potrebbe scongiurare la chiusura di una voce libera quale è BYOBLU. Vi chiedo di aiutare Byoblu ed il suo Direttore Claudio Messora nel poter continuare l'opera di informazione intrapresa ben 10 anni fà, facendo delle donazioni di qualsiasi importo nella sua pagina BYOBLU SOSTIENIMI. 
Un piccolo contributo per non far spegnere una fondamentale fiammella di luce che, insieme a tante altre, possono gettare luce sulla falsa informazione e illuminare la libertà di poter esprimere le proprie idee quando, e soprattutto, sono in contrasto con l’informazione fattasi mera propaganda.
Grazie atutti.

Stefano Becciolini e Luigi Orsino



giovedì 2 febbraio 2017

COSI' LA VERITA' SCONFINA NEL FALSO


Editoriale di Glauco Benigni

Doversoso incipit per questo illuminante editoriale di Glauco Benigni, giornalista e sociologo delle comunicazioni di massa ed attuale Presidente del WAC (Web Activists Community). 
Potrebbe sembrare un pò tecnico, ma credetemi vale la pena leggerlo, soprattutto per coloro che dopo le stragi in Europa e le decapitazioni dell' ISIS si sono posti qualche domanda sulla "perfezione scenica" quasi da film. In questo editoriale verrà pubblicata la prima parte, le altre due le potrete trovare nei prossimi giorni sulla pagina ufficiale del WAC all'indirizzo: pagina Facebook WAC

Prima puntata : i Contenuti e la loro Produzione
A proposito di attentati, narrazioni mediatiche, "false flags", vero-falso e dintorni, credo ci sia bisogno di un'analisi che illumini alcuni aspetti decisamente tecnici, della comunicazione di massa digitalizzata e che consenta pertanto - se condivisa - una maggiore consapevolezza sui fatti di cui affannosamente si dibatte. In alcuni testi e video, peraltro mirabili, che circolano nella Rete, gli Autori che non accettano la versione ufficiale fornita dai Media Mainstream chiedono ai propri lettori e spettatori di guardare il grande mosaico con slanci di intuito, impeti di critica e buon senso. Spesso si tratta di appelli all'appartenenza a forme pensiero antagoniste e condivise , quelle che qualcuno definisce "complottismo". Purtroppo solo raramente si giunge a solide dimostrazioni dei falsi proposti dal Regime . E' pur vero inoltre che tali dimostrazioni si rivelano lunghe, difficili, ostacolate e perversamente commentate dai Guardiani del Potere. Un contributo al dibattito, di natura più razionale, credo pertanto che sia veramente necessario, per poter erigere barricate molto più alte e difendibili e offrire alla opinione pubblica più vigile elementi condivisibili ... (anche un po' se noiosi da gestire).

In questa prima puntata e nelle altre 2 che seguiranno, mi sforzerò al massimo di essere chiaro e didattico, ma vi avverto che la materia è molto aggrovigliata e che bisogna addentrarsi in aspetti tecnici di solito in ombra per cercare di individuare il maggior numero di relazioni possibili. Per cominciare bisogna distinguere, quale scelta di metodo dichiarata, per lo meno 7 diverse aree di intervento fondamentali, all'interno delle quali - come vedremo - esistono un gran numero di sotto aree e segmenti differenti e spesso tra loro in contrasto .
Le 7 macro aree sono :
  • i Fatti che diventano i Contenuti;
  • la Produzione della Narrazione;
  • la Postproduzione della Narrazione;
  • le azioni di Networking che servono alla Distribuzione e Diffusione dei Contenuti verso la Rete e i Media;
  • la Ricostruzione degli Antefatti;
  • gli Scopi delle Regie;
  • e , infine l'organizzazione dei messaggi di Rivendicazione e/o Smentita .
I Fatti che diventano CONTENUTI e la PRODUZIONE della Narrazione Con "Contenuti" si intendono sia i Fatti avvenuti che la loro Registrazione su supporti riproducibili (testi, foto, video, grafica e toponomastica 2D e 3D, effetti speciali e virtuali). Un Fatto, Registrato per essere poi Narrato, diventa (per i Media) un "Content"ovvero Contenuto. Il Fatto può anche essere spontaneo-casuale, cioè accaduto in assenza di Regia. Ma questa ipotesi, nel caso di attentati, stragi, disastri inspiegabili , etc...è assolutamente remota. C'è sempre una Regia, una multiRegia e uno o più scopi dietro tali eventi. Di solito pertanto questo tipo di Fatto si verifica a seguito di attenta progettazione e con continuità di Regia.
Al Fatto partecipano molte persone in modo attivo e passivo. Tra le prime si individuano Protagonisti consapevolmente partecipanti e/o altri che diventano Protagonisti al di là della loro volontà. Durante il fatto compaiono strumenti, veicoli e oggetti reali, ma nella Narrazione possono comparire anche elementi estranei e o addirittura virtuali. Il Fatto può verificarsi in uno Spazio Tempo totalmente reale o già in parte modificato dalle regie; in una scena materiale nella quale nel corso della narrazione però si possono inserire scenografie virtuali/digitali. Come vedremo in seguito il Fatto può essere narrato in uno Spazio Tempo ricostruito interamente o in parte ; in un unico circoscritto luogo dove c'è continuità di Spazio Tempo o in N. diversi Spazi Tempi in contemporanea o in differita. In relazione alla Registrazione e Produzione del Contenuto , molto importante è il soggetto/i osservante/i e il punto di osservazione e capturing ("cattura immagini e audio"). Il Soggetto osservante può essere casuale-spontaneo ed è questo il caso per esempio della moltitudine di persone che filmano con i loro smart phones . In tal caso la registrazione si definisce CGU - Contenuto Generato da Utenti , tanto più se il Soggetto spontaneo organizza anche la diffusione autonomamente grazie (per esempio) a Youtube o altre comunità video o siti web ospitanti. Il Soggetto osservante però può essere anche un "professionista" pagato che si trova nella scena per filmare o fotografare altro e filma/fotografa invece anche l'attentato . Ma può essere anche un altro tipo di professionista: pagato da organizzazioni militari, paramilitari e/o di intelligence, che filma da una certa angolazione concordata e che eventualmente non diffonderà o diffonderà solo in parte il Contenuto registrato. Infine il Fatto può essere registrato dalle telecamere di sorveglianza
Quindi ... ottenere e verificare informazioni su CHI ha registrato, sul PERCHE' stava in loco, eventualmente PER CHI LAVORA è già molto importante.
Ovviamente ogni aspetto è importante, ma quello fondamentale è che si individui o meno una Regia avente continuità, perchè , come vedremo la regia è la prima vera responsabile del perseguimento e raggiungimento degli Scopi . A Sua volta la regia rimanda per lo meno a 3 diversi segmenti della Produzione :
  1. la regia dell'evento che i mediologi definiscono "a terra", ovvero le azioni compiute dai Protagonisti ( spari, esplosioni, fughe, inseguimenti, etc...);
  2. la Regia della o delle riprese audiovisive e fotografiche da cui deriva la distinzione tra i diversi punti di "cattura" immagini;
  3. la regia della Distribuzione di quanto registrato e prodotto, cioè: la successiva titolazione, il montaggio e i tempi di apparizione del contenuto nelle diverse reti (stampa, Tv e Web).
Il fatto ovviamente è sempre "live". Il Contenuto di cui stiamo scrivendo può essere però : "live" o registrato. Se "live" può essere distribuito immediatamente e integralmente SOLO grazie a live tv broadcasting o live webstreaming. Sono casi molto, molto rari e comunque c'è sempre da sottolineare che il concetto di "immediatamente" è teorico e può prevedere comunque un ritardo. Tale ritardo, anche se di pochi secondi, rende il Contenuto live comunque un ibrido "live - recorded" e può prevedere un intervento di regia nel passaggio di mano dall'autore originario a una fonte di distribuzione autorizzata. Ciò non esclude quindi che nel "transito" si possa inserire un soggetto i cui scopi possono rimanere occulti . All'aumentare e al variare di tali transiti e passaggi di mano e delle autorizzazioni e dei veti a distribuire, si possono giocare molte partite. E ciò che era "live-vero" può essere facilmente manipolato. Comunque e' nel passaggio di stato tra Accadimento Reale e Fatto registrato che avviene la prima significativa perdita di caratura della Verità. Il "salto" tra il Tempo Reale dell'Accadimento e il Tempo (teoricamente) infinito della sua eventuale riproduzione-narrazione è un "salto" irreversibile che tramuta l'ipotesi di valutazione della verità in valutazione di verità tendenziale , cioè sempre e comunque di caratura minore e mai assoluta . Da questo momento in poi ci si addentra in "interpretazioni" possibili della verità e ci si discosta dalla "testimonianza live".
In ogni caso una volta divenuto "registrato" su supporto riproducibile il Contenuto può essere differito, cioè distribuito in un Tempo successivo a piacimento dei gestori della catena di produzione e postproduzione. Un Contenuto considerabile "live" molto pregiato, nei casi di attentati in luoghi videosorvegliati , è/sarebbe quello effettuato dalle telecamere di sorveglianza . Anche la sua registrazione, se integrale, è pregiata ma solo raramente è messa a disposizione dei Media e del pubblico in modo impeccabile. Quasi sempre invece è "tagliata" , resa disponibile solo in parte o negata per motivi di indagine e di privacy o utilizzata "forzosamente"a sostegno delle affermazioni dominanti. Come accennato , nel caso di Contenuto Recorded, la cosidetta Verità comincia a essere distorta in maniera proporzionale al variare della quantità e qualità dell'edizione o postproduzione alla quale è sottoposto il Contenuto live originario. Il Contenuto infatti, dopo essere stato registrato su un supporto trasferibile, può essere sottoposto a modifiche che giungono a mutare anche quasi totalmente il suo carattere di Verità.
A questo punto bisogna tenere conto di un altro "salto" , stavolta di natura propriamente tecnologica ovvero la distinzione tra supporti di registrazione analogici (che di fatto non esistono più) e supporti di registrazione digitale. Il "salto" in questo caso riguarda 3 elementi: il Tempo di Intervento e Modifica; il Tempo di Diffusione e gli Strumenti Tecnologici che consentono Intervento, Modifica e Diffusione. Nel caso dei supporti analogici i Tempi erano comunque "lunghi" e gli "strumenti" erano grandi, pesanti e rari. In sostanza certe "modifiche" e certe "diffusioni" potevano essere effettuate solo da strutture professionali e le tracce delle modifiche erano maggiormente evidenti. Oggi la registrazione su supporti digitali , grazie alla miniaturizzazione degli apparati di produzione, stoccaggio numerico, riproduzione e diffusione in Rete, consente ad un gran numero di possibili operatori di effettuare le lavorazioni e soprattutto i Tempi di tali lavorazioni tendono al minimo . E' il salto "quantico" nella dimensione digitale infatti che modifica le variabili della tradizione materica : "Spazio, tempo e velocità".  Ciò rende possibile azioni che una volta erano impensabili. Così come i Contenuti Generati dagli Utenti non passano più alla censura delle Grandi Agenzie di News e arrivano direttamente al pubblico;  allo stesso modo i "fakes" dei Professionisti del Terrore, sia quelli prodotti dalle sigle combattenti che quelli prodotti da pezzi di Intelligence di vari Stati, non passano più dalle Centrali Ufficiali dei Ministeri preposti alla valutazione. Si può dire che ormai ogni Gruppo, con conoscenze e strumenti digitali adeguati, è in grado di immettere in Rete una quantità di Vero-falso che sfugge ai controlli tradizionali. La questione è che non si ha a che fare con argomeni da Facebook perchè le Narrazioni che ne derivano riguardano aspetti altamente strategici per il futuro della Pace e della Guerra. Le modifiche possibili sono quasi infinite . Modifiche classiche sono quelle di inserimento di altri filmati o foto che danno una diversa percezione allo spettatore sia dello Spazio che del Tempo in cui si è svolta la scena. Altre modifiche classiche sono quelle delle testimonianze vere e false - a loro volta rieditate - che tendono a pervertire l'interpretazione della realtà. E infine si può giungere a inserimenti di foto e filmati ottenuti con tecniche digitali che riproducono Spazi e Tempi - e secondo qualcuno anche Persone - assolutamente non esistenti . Una modifica importante è quella della Colonna Audio . E' la più semplice da attuare. Ciò è di solito sottovalutato. Ma soprattutto le parole a commento, o riassuntive di quanto accaduto, costituiscono un veicolo privilegiato per l'organizzazione di : opinioni, consenso o dissenso di massa. E' stato ampiamente dimostrato infatti che , non ostante si mostrino sequenze video uguali, le percezioni finali possono essere addirittura opposte al variare dell'audio che le commenta . E soprattutto la gran parte della gente non è in grado di riassumere ciò che ha visto ma ciò che ha "sentito".
Tralascio altri elementi che possono intervenire tra il momento in cui avvengono i Fatti e la fruizione del Contenuto da parte di audience più o meno remote, ma concludo l'analisi di questa prima area facendo riflettere su ciò che viene definito abitualmente il Montaggio. Tale pratica, possibile solo a seguito della nascita e dell'evoluzione, prima della Radio e del Cinema, e poi della Tv, consente di MODIFICARE sostanzialmente il Tempo della Narrazione reale e conseguentemente - se non se n'è molto consapevoli - consente di modificare la percezione e il messaggio complessivo . Concludo l'indagine sull'area Contenuti .
Nella prossima puntata verrà affrontata un'altra grande area delle 7 citate : le azioni di Networking e le strutture di distribuzione e diffusione.

Per leggere le puntate successive vai al link: pagina Facebook WAC



venerdì 27 gennaio 2017

DISASTRI ITALIANI


PENSIAMOCI SU: UN EDITORIALE DI LUIGI ORSINO

Un numero impressionante di disastri naturali si è abbattuto sul nostro paese in questi ultimi anni. Certo non possiamo parafrasare il detto “piove: governo ladro”, ma una cosa è certa molte delle vittime e dei danni che la natura ha riversato  di noi si sarebbero potuti evitare o almeno rendere meno gravi se solo vi fosse stata una politica di prevenzione lungimirante e piani d’intervento rapido efficiente e pronto nelle risposte. E’ innegabile che mai in Italia vi è stato un piano d’interventi preventivi valido ed efficace. Considerato che la nostra terra è ha rischio alluvione, sismico e di eventi idrogeologici in generale potenzialmente a grosso impatto ambientale e con la sicurezza che tali eventi produrranno, immancabilmente vittime e danni consistenti si può affermare che nulla è stato fatto per minimizzare l’impatto di disastri naturali, che  sebbene in larga misura non prevedibili, sono certamente attenuabili nei loro effetti. L’attuazione di una corretta valutazione delle caratteristiche del territorio unitamente a regole costruttive adeguate avrebbero permesso di parare i colpi che la natura sferra periodicamente. Del resto in paesi ben più a rischio del nostro, il Giappone ad esempio, terremoti come quelli ultimi dell’Aquila e del centro Italia non producono effetti apprezzabili. Il nocciolo della questione sta tutto nella mancata prevenzione, rigide regole di costruzione con criteri antisismici ed un’accurata analisi territoriale avrebbe potuto attenuare gli effetti disastrosi. Purtroppo in un paese in cui si permette di costruire in zone ad alto rischio e con criteri che  di antisismico non hanno nulla se non, a volte, solo il nome,  evitare le conseguenze di eventi tanto naturali quanto disastrosi è impossibile. 

Perché non si è mai proceduto ad un’adeguata prevenzione? La motivazione è sempre la stessa. Una politica inquinata dalla corruzione a tutti i livelli (l’Italia è il terzo paese con percentuale di corruzione più alto d’Europa). La certezza che un evento disastroso metterà in moto la macchina della solidarietà, anche internazionale nonché la possibilità di varare leggi speciali che stanziano grosse cifre per far fronte all’emergenza (denaro che prenderà tante strade diverse ma di cui i danneggiati beneficeranno ben poco), l’apertura di un ventaglio di benefici economici che saranno fagocitati, senza pietà, dai soliti sciacalli. Insomma i disastri che per molti sono tragedie insanabili per poco diventano un’occasione di arricchimento. Perché fare prevenzione quando un’alluvione, una frana o un terremoto faranno arricchire chi tiene in pugno le leve del potere? Per evitare che vi siano vittime innocenti? Sono danni collaterali, vittime sacrificabili. Cosa dire poi delle capacità operative della protezione civile? Dovrebbe essere questa istituzione puramente tecnica, invece è soprattutto politica ad incominciare dalla direzione fino agli operatori che per la maggior parte vengono assunti per puro clientelismo e che di interventi mirati ne sanno poco o niente. La protezione civile viene fornita di attrezzature obsolete o addirittura non funzionanti ma che costano a noi contribuenti come se fossero d’oro massiccio. Le mancanze di questa struttura deve essere sopperita dai vigili del fuoco, gli unici veramente operativi ma sottopagati, mal attrezzati e con organici insufficienti. Poi si ricorre alle forze dell’ordine, all’esercito ed ai volontari che certamente non hanno l’addestramento adeguato a far fronte a situazioni disastrose di carattere naturale. Cosa dire poi delle buone intenzioni, o presunte tali? Si fanno promesse a vagonate, case subito, ricostruzione in tempi rapidissimi, messa in sicurezza degli edifici ancora salvabili, aiuti finanziari ai danneggiati e alle imprese non più in grado di operare. Solo parole, le parole non costano niente. Promesse che resteranno tali, salvo quegli interventi che permetteranno di lucrare ai corrotti che fanno dello sciacallaggio professione di vita. Questa oscenità non si limita solo ai disastri naturali ma anche ai disastri causati dall’uomo: ad esempio i parenti delle vittime del disastro ferroviario avvenuto ultimamente in Puglia non hanno ricevuto un centesimo di indennizzo e neanche sanno a chi rivolgere le loro richieste. Insomma un paese che disconosce i suoi figli, li affama, li abbandona, li deride con false promesse, li umilia e toglie loro la dignità può ancora dirsi civile?






domenica 22 gennaio 2017

BITCOIN: ECCO COME TI FINANZIO IL TERRORISMO ISLAMICO


Editoriale di Stefano Becciolini

Iniziamo il nuovo anno con delle tematiche un po’ particolari, abbiamo chiuso il vecchio anno occupandoci del MES, vale a dire delle strategie economiche europee per tartassare i popoli, noi italiani in particolare, e sottrarre loro sovranità. Oggi parleremo di un argomento che presumo costituisca un piccolo scoop, uno scoop perché attingendo a mie fondi ho appurato dell’esistenza di questa moneta elettronica, bitcoin appunto. In particolare ha destato il mio interesse quando ho ascoltato un’intervista su Radio 24 di Davide Serraamico di Matteo Renzi e noto finanziere della City di Londra, si parlava della FINTECHLa Fintec è la tecno finanza, vale a dire l’uso di tecnologie innovative per operazioni finanziarie. Iniziando la mia indagine mi sono imbattuto nella moneta elettronica che, ormai, possiamo definire tradizionale. La moneta elettronica altro non è che la trasformazione del denaro, depositato in banca o in istituti di credito, in denaro virtuale. Ovviamente questo denaro virtuale deve avere la sua contropartita in denaro reale presente sul vostro conto, in tal modo voi potrete accedere ai vostri fondi senza mai toccare realmente i soldi ma semplicemente usando carte di credito, bancomat o facendo transazioni attraverso canali telematici.  Teniamo presente che in alcuni paesi del nord Europa si stanno facendo esperimenti per eliminare totalmente il denaro reale, cartamoneta o monete metalliche, adducendo a giustificazione il costo di fabbricazione del denaro reale. Effettivamente il denaro ha un costo sia di fabbricazione che di circolazione ma riteniamo che le motivazioni di tali esperimenti vadano ricercati altrove e in argomentazioni molto più occulte: Eliminare il denaro nella sua forma reale e tangibile a chi giova e cosa comporta in termini di rischi all’uomo comune? Questa evoluzione della moneta elettronica denominata bitcoin è nata circa 10 anni fa e per la sua natura sembra prestarsi, particolarmente, per il trasferimento illegale di capitali, ma non solo, infatti la sua natura virtuale e assolutamente anonima ed irrintracciabile si presta ad operazioni illecite e criminali ai più alti livelli: traffico d’armi, traffico di droga, finanziamento a gruppi terroristici o eversivi ( può essere l’isis così come potrebbero essere operazioni occulte per destabilizzare uno Stato sovrano). Non è mia intenzione criminalizzare i bitcoin nata come moneta democratica non soggetta ai controlli ed al monopolio degli Stati e delle banche. Purtroppo questa moneta, che ripetiamo e totalmente anonima e non tracciabile, si è trasformata, dopo un periodo in cui non aveva destato interesse dei mercati, in un oscuro fiume finanziario insondabile, un fiume sotto la cui superficie possono nascondersi, e sicuramente lo fanno, correnti economiche che non possono più viaggiare lungo i canali tradizionali. Paliamo di denaro ombra, virtuale ed anonimo svincolato da tutti i controlli che si applicano alle movimentazioni di denaro reale e di denaro elettronico “tradizionale”. I bitcoin sono una forma di denaro elettronico che è stato creato appositamente per sfuggire a qualsiasi controllo, quindi, non si può andare in banca a cambiare un bitcoin nel corrispondente valore monetario. Inoltre non vi è nessuna nazione o banca che lo emette, manca quindi della tradizionale copertura aurea (ma esiste ancora?) ne la copertura data dallo Stato emittente ( ma gli Stati garantiscono ancora le loro monete?). I bitcoin vengono generati grazie ad un programma che è possibile scaricare sul proprio computer e crearsi un portafoglio in cui far convergere i bitcoin che vengono acquistati. Se scaricate il programma e vi create uno o più portafogli potete acquistare bitcoin, per acquistare questa moneta elettronica occorre versare ad un soggetto, rigorosamente anonimo, del denaro reale. Forse proprio qui è il punto debole di questa nuova moneta, fatto sta che ad oggi, pur avendo destato l’attenzione delle autorità, i bitcoin mantengono la loro totale sfuggente caratteristica di totale anonimato: sarà un caso? Oppure non si vuole indagare a fondo perché dietro i bitcoin vi sono interessi di gruppi di potere talmente potenti da poter rallentare o fermare del tutto le indagini? Chiunque può avere un portafoglio ed acquistare bitcoin, a patto di avere la disponibilità di moneta reale necessaria (un bitcoin è valutato 800 € anche se pare abbia subito, ultimamente un certo calo. Il valore in realtà è dato dal trader che lo commercializza e può oscillare). A noi interessa indagare sulla natura più oscura di questa moneta elettronica che si presta in modo particolare ad operazioni illecite e sicuramente la grande criminalità non si è lasciata sfuggire tutte le implicazioni in merito all’uso di denaro anonimo non tracciabile. La paternità dell’invenzione di questa moneta è sconosciuta, alcuni se ne sono addossati il merito ma la cosa e molto dubbia, una moneta anonima non può che avere un padre anonimo e non perseguibile. Questa moneta, nata nel 2009/10 era inizialmente considerata un prodotto di nicchia destinato a chi vuole un web svincolato da ogni controllo, una sorta di siber anarchia, poi ha trovato la sua ragione di essere in operazioni ombra, pensiamo che sia sfuggita al suo creatore per essere usato da un padre putativo interessato alle potenzialità del suo lato oscuro.  Come dicevamo chiunque può scaricarsi il programma e crearsi il proprio portafoglio elettronico pronto ad accogliere i bitcoin (insieme al programma avremo un codice segreto anch’esso non tracciabile non riconducibile al suo possessore. Posso poi acquistare i bitcoin oppure riceverne in pagamento a fronte di una prestazione (lecita?) oppure per la fornitura di merci. Merci e servizi che necessitano di tanta segretezza e che sfuggono ad ogni controllo sono, a mio avviso, sospette a priori. Sembra che grandi gruppi commerciali (Amazon) siano molto interessati a questa moneta fantasma, i fatto straordinario è che i bitcoin non passano attraverso nessuna banca ne sono garantiti da nessuno stato, sono fantasmi che vengono dall’ombra e agiscono nell’ombra. Il modo per acquistare bitcoin è iscriversi ad una piattaforma di trading e procedere poi alla costituzione di un portafoglio a cui si potrà accedere solo usando il codice segreto criptato, come abbiamo detto,  ovviamente per gli acquisti si potranno usare anche frazioni di bitcoin. La piattaforma di trading è quella che vende i bitcoin a fronte del ricevimento di denaro reale, dopo tale fase il denaro elettronico divine invisibile a tutti gli effetti. Va da se che il portafoglio che accoglie i bitcoin è totalmente anonimo, il portafoglio si può paragonare al vostro conto corrente con caratteristiche, però, di totale anonimato, non tracciabilità e incontrollabile da chiunque che non siate voi. 
Se voi voleste usare i bitcoin acquistati per trasferire i vostri soldi in un paradiso fiscale potrete farlo in tutta libertà, molte banche che navigano ne torbido accettano versamenti di tale moneta elettronica e si fanno, poi, carico di ritrasformarla in denaro reale, ovviamente a fronte di una commissione. Ugualmente potreste acquistare merci illegali e pagare con bitcoin, sarà il venditore a tramutare poi il denaro elettronico in reale. Buona norma è il frazionamento del capitale elettronico, creando molti portafogli elettronici,  ciò per creare una maggiore difficoltà a chi venisse in mente di fare indagini (procedura che già si fa per operazioni condotte con denaro reale). Oggi Panama è il paradiso fiscale meglio attrezzato, più all’avanguardia, nel gestire capitali in bitcoin. I bitcoin, come detto, si presta molto bene ad operazioni illegali non essendovi trasferimento di denaro reale che è, proprio perché reale, rintracciabile e riconducibile a chi ha eseguito la transazione. Si tenga anche in considerazione il fatto che lo spostamento di quantità molto ingenti di denaro reale crea squilibri o increspature nel sistema finanziario del paese titolare della divisa monetaria, tali increspature non passano mai inosservate. In pratica se fate un’operazione di 100 miliardi di Euro (anche molto meno) scatto immediata un’indagine della BCE perché avete creato uno squilibrio nel sistema monetario. Questo non succede usando i bitcoin: è denaro fantasma e gli spettri non lasciano tracce ne creano turbative di mercato. Trasferire bitcoin per pagare merci garantisce l’anonimato, certo le merci non sono ugualmente fantasma.  Ormai è da un bel po’ che si parla di abolire il denaro reale sostituendolo con denaro elettronico, chiaramente non con le medesime caratteristiche di in rintracciabilità dei bitcoin. Questa volontà nasce da una reale necessità o da un paradigma speculativo di portata planetaria?  Ci risulta che le autorità si stiano attivando per approfondire l’argomento bitcoin, ma ne esiste veramente la volontà politica?  



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giovedì 12 gennaio 2017

AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE: ESTORSIONE DI STATO

PENSIAMOCI SU: Un editoriale di Luigi Orsino

Agenzia delle Entrate-Riscossione è peggio di Equitalia. Il nuovo organismo che sostituisce Equitalia ha più poteri rispetto a Equitalia: la riscossione esattoriale, in caso di mancato versamento delle cartelle di pagamento, sarà più efficace. La manovra che doveva togliere di mezzo Equitalia e garantire così un rapporto di maggiore collaborazione con il contribuente rivela ora le sue carte nascoste: il nuovo organismo che sostituirà Equitalia, il cui nome è Agenzia delle Entrate-Riscossione, sarà molto più forte e incisivo rispetto a Equitalia stessa, con poteri superiori in materia di indagini e di riscossione. Possibile? Certo, perché si avvarrà dei penetranti poteri già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (come ad esempio l’accesso alle banche dati degli enti creditori) e che erano invece interdetti a Equitalia. Ma procediamo con ordine e vediamo, nelle pieghe del nuovo decreto fiscale, cosa il Governo ha riservato a chi non versa le somme previste nelle cartelle di pagamento.

Il decreto fiscale pubblicato due giorni fa in Gazzetta Ufficiale non regola solo la rottamazione delle cartelle. Il primo articolo detta una lunga serie di norme rivolte alla soppressione di Equitalia: è, in pratica, la messa in liquidazione della società di Riscossione dei tributi erariali e (in alcuni casi) locali. Equitalia sparirà il prossimo 1° luglio 2017 e al suo posto nascerà «Agenzia delle entrate-Riscossione», un ente pubblico economico sotto vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il presidente di Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà il direttore dell’Agenzia. Il che la dice tutta sull’accentramento di poteri, in un unico soggetto: se prima l’Agenzia delle Entrate gestiva solo l’accertamento della riscossione, ora regolerà anche la successiva fase di riscossione coattiva. Insomma, dalle «carte» ai «fatti». 
Che fine fanno i vecchi crediti di Equitalia e le cartelle già notificate in tutti questi anni? Ogni rapporto giuridico passa in automatico ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, che eredita crediti e debiti di Equitalia. Dunque, massima continuità a ciò che era stato sino ad ora fatto e che, pertanto, verrà proseguito, negli stessi termini, dal nuovo ente.
 Chi difenderà, in causa, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione? Il decreto fiscale stabilisce che il nuovo ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio, ma potrà stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti davanti al tribunale e al giudice di pace, salvo che, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, l’Avvocatura dello Stato competente per territorio, sentito l’ente, assuma direttamente la trattazione della causa.
Nuovo ente, vecchia mentalità. Purtroppo, il primo punto che lascia intravedere l’assenza di un effettivo cambiamento nell’impostazione del rapporto con il cittadino è quello relativo al personale. Per garantire la continuità nelle funzioni di riscossione, il decreto legge prevede che lo stesso personale già assunto da Equitalia passi ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento), previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. Insomma, dietro lo sportello, il contribuente troverà sempre lo stesso dipendente di prima che faceva «spallucce» dinanzi alle problematiche sollevate dal debitore, invitandolo candidamente a «fare ricorso al giudice se ha qualcosa da contestare». Insomma, nessuna collaborazione, sul cui vessillo, invece, era stata portata avanti la riforma. Più poteri in fase di riscossione. Il punto nodale è, invece, che il nuovo ente avrà molti più poteri rispetto al predecessore. Il decreto legge, infatti, consente ad Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare banche dati e informazioni già in uso all’Agenzia delle Entrate, ma il cui accesso era invece interdetto a Equitalia, al fine di realizzare al meglio il recupero forzato delle tasse non pagate.
Sul punto il nuovo decreto fiscale dedica un apposito articolo (articolo 3), dal titolo appunto Potenziamento della riscossione. Ne riportiamo il testo.

Art. 3
Potenziamento della riscossione
A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni   relative   alla   riscossione nazionale di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
All’articolo 72-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2-bis, è inserito il seguente: «2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l’Agenzia delle entrate può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.


L’Agenzia delle entrate-Riscossione è autorizzata ad accedere e utilizzare i dati di cui al presente articolo per i propri compiti di istituto.
Cosa significa tutto ciò? Che Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà più poteri di indagine nello scovare i redditi nascosti dei debitori, poteri consistenti nella possibilità di accedere a tutti gli archivi e banche dati degli enti creditori, come Inps, Comuni, ecc.. Se prima tali poteri erano garantiti solo all’Agenzia delle Entrate, per meglio individuare le evasioni fiscali, ora gli stessi saranno utilizzabili nella fase successiva, quella del pignoramento.
Così, Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, ai database dell’Inps. Di fatto, diventa possibile quello che aveva chiesto e auspicato l’Ad di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, nelle audizioni parlamentari in cui aveva più volte sottolineato la necessità di poter accedere anche all’archivio dei rapporti finanziari per poter agire conoscendo la situazione finanziaria del debitore quasi in tempo reale.

Insomma, in un unico soggetto vengono a fondersi i poteri di soggetto accertatore e di soggetto riscossore. Con tutte le ricadute, in termini di indipendenza e autonomia, che è già possibile immaginare.(Fronte Breaking News) Insomma tutto cambia perché nulla cambi. La nuova normativa che entrerà in vigore da luglio 2017 conferisce poteri illimitati all’Agenzia delle Entrate rendendola, a tutti gli effetti, un inquisitore spietato e volutamente parziale. Con Equitalia c’era la possibilità di rateizzare il debito fino a 72 rate, anche più in determinati casi, ora bisognerà pagare il 70% del debito entro settembre 2017 ed il rimanente entro il 2018, ciò consentirà di risparmiare molto sugli interessi maturati e sulle sanzioni, escluso pochi casi. In pratica chi è stato un evasore seriale è premiato, cioè chi aveva le possibilità ma non pagava, come i grandi evasori e le multinazionali, ne avrà un grande beneficio, mentre chi non poteva pagare per mancanza di possibilità economiche sarà fortemente penalizzato. Chi era in difficoltà economiche e non poteva pagare le innumerevoli gabelle che ci inquinano la vita a maggior ragione non potrà pagare con la nuova normativa. Chi non riesce a sfamare i propri figli non potrà certo sanare la sua posizione con il fisco. Con una situazione economica ancora peggiorata nell’ultimo anno (l’Italia è in stato di recessione e di deflazione) è perfettamente inutile inasprire le leggi. Chi non poteva pagare ieri non potrà pagare domani. Mettere in campo degli inquisori addestrati e dotati di poteri illimitati non migliora la situazione. Un poveraccio che non è riuscito a pagare la tassa sui rifiuti solidi urbani ed ha ricevuto una cartella esattoriale, ben lievitata dai meccanismi di brutale spremitura di Equitalia, potrà anche essere sottoposto a tortura, ma se i soldi non ce li ha continuerà a non pagare. Lo stato italiano si dimostra, ancora una volta, ingiusto e rapace inasprendo una politica punitiva dove invece ci sarebbe stato bisogno della massima comprensione per un popolo di cui almeno un terzo vive al di sotto della soglia di povertà. La cosa giusta sarebbe stata mettere la gente in grado di pagare fornendogli i mezzi economici per farlo: Una politica di agevolazione all’impiego (creare nuovi posti di lavoro), varare, finalmente, il tanto sospirato reddito di cittadinanza, agevolare le imprese, con una detassazione, e favorire la nascita di nuove agevolando l’accesso al credito( ed ai finanziamenti UE). Dove reperire i fondi? Per i finanziamenti UE è palese, per il resto basterebbe attuare una politica di immigrazione giusta e selettiva. La solidarietà è una bella cosa ma va espressa solo verso chi la merita e non indiscriminatamente, senza contare che prima si deve pensare agli italiani e poi si può essere solidali con gli stranieri (sempre solo verso chi ne è dimostrabilmente meritevole). Facciamo un conticino: Un immigrato costa allo Stato Italiano 45 € al giorno (fonti del governo ben poco credibili) di questa cifra alle associazioni assistenziali, come quelle che gestiscono i campi di accoglienza) dovrebbero restare 4,5 €. In Realtà, come ammettono le fondi ufficiali, facilmente tali associazioni riescono a ricavare 10 € al giorno per immigrato. Basta risparmiare un poco sul cibo ed il vestiario e il gioco è fatto. Noi riteniamo che la stima sia per notevole difetto, ma atteniamoci alla cifra ufficiale dei 10 € al giorno per immigrato, un’associazione che gestisce 1000 rifugiati guadagna 10.000 € al giorno, vale a dire 300.000,00 € all’anno. Una cifretta niente male. Ciò spiega anche perché nel 2016 ci sono stati ben 190.000 nuovi immigrati in Italia, un business di tutto rispetto, un’enormità di risorse sottratte ai poveri del nostro paese, nostri compatrioti costretti a perdere la loro dignità dannandosi per mettere un piatto di minestra sulla tavola dei loro figli. Questo nostro Paese, questa nostra amata Patria è umiliata ed offesa da una classe parassitaria si si arroga il diritto di imporci leggi inique e di perseguitarci inquinando irrimediabilmente le nostre vite.   
USQUE TANDEM (Fino a quando?)  P.S. Un consiglio per i signori che tengono il culo al caldo in Parlamento: Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovesse dimostrarsi inefficace affidino le procedure di recupero crediti alla mafia. Loro sanno bene come farsi pagare.



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domenica 8 gennaio 2017

IL MES QUESTO SCONOSCIUTO: IL CAPPIO ALLA DEMOCRAZIA



Editoriale di Stefano Becciolini
Anche in questo periodo festivo voglio intervenire con un editoriale radiofonico, che forse potrà anche essere un tantino indigesto, ma sicuramente sarà chiarificatore di molte cose che stanno succedendo in Italia, e nella UE, e di molte altre che succederanno nei prossimi mesi.
Siamo ancora in balia della sovra esposizione mediatica dovuta alla campagna referendaria che ha visto trionfare il “NO”, ora tocca porsi 2 domande:

  1. Cosa avrebbe significato la vittoria del “SI”? Probabilmente la firma di un assegno in bianco per Renzi, preludio di una parte della sovranità popolare all’Europa, una chiave d’accesso incondizionata alla costituzione, un potere che non possiamo quantificare.
  2. Cosa comporterà per il nostro paese l’approvazione del decreto salva Monte dei Paschi di Siena, o più ampiamente “salva banche”? Il decreto prevedendo un aumento del debito pubblico di ben 20 miliardi di Euro (circa quarantamila miliardi delle vecchie lire)
Probabilmente la rispsota a queste due domande è la stessa e cioè la cessione di una parte della sovranità popolare all’Europa. Anzi a favore del MESS (Meccanismo Economico Salva Stati)Per capire meglio di cosa stiamo parlando facciamo un poco di chiarezza sul MESS o EMS, entrato in vigore il 27 settembre 2012 durante il governo di Mario Monti esso è un trattato internazionale stipulato tra gli stati membri dell’Unione Europea che, di fatto, crea una nuova organizzazione tesa a risolvere le problematiche della crisi economica-finanziaria prestando soldi agli stati membri in crisi di liquidità (ultimamente Grecia e Cipro).Nel caso in cui lo stato debitore non sia in grado di restituire il prestito il creditore, il MES, può rivalersi sui beni, mobili od immobili, del debitore (uno qualsiasi degli stati membri della UE che hanno dovuto far ricorso al prestito). Il fondo MES è costituito da un capitale di 700 miliardi a cui l’Italia dovrà partecipare con una quota di 125 miliardi. Viene da chiedersi come possiamo versare nelle casse del MES 125 miliardi, nei prossimi 5 anni, quando stiamo gravando il debito pubblico di ben 20 miliardi per tirare fuori dai guai la MPS e  le altre banche che si accoderanno? Cosa accade se l’Italia diventa insolvente? Per capirlo entriamo nel dettaglio dello statuto del MES.
Art 9- il MESS può richiedere in qualsiasi momento la restituzione delle somme erogate,  il capitale dovrà essere versato entro 7 giorni per non incappare in sanzioni, clausola che definire da strozzini è poca cosa.
Art 10- In qualsiasi momento il MESS può richiedere l’aumento di capitale, vale a dire che il comitato direttivo del MESS può deliberare un aumento di capitale e l’Italia non dovrà versare più 15 miliardi ma 130, 140.
Art 13- La richiesta di intervento di uno stato membro al MESS (richiesta di accedere ad un prestito) dovrà essere valutata dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Si ricordi che dell' FMI fanno parte sia la Trilaterale che il gruppo Bildenberg (non credo ci sia bisogno di chiarire di chi stiamo parlando).Perché si è deciso di creare il MES? Perché alcuni paesi della zona Euro, in seguito alla crisi del 2010, stavano per implodere. Si è provveduto a creare un organismo economico con regole proprie svincolate dalle regole che governano l’economia della UE, con lo scopo di intervenire la dove esiste uno squilibrio che potrebbe creare una falla nel sistema economico europeo. Potrebbe sembrare un fattore positivo se non fosse per il fatto che il MES è nato con un’autonomia tale da renderlo svincolato da qualsiasi regola e quindi  esso stesso diviene una forma di condizionamento economico-politico dei paesi membri ad incominciare da quei paesi che fanno ricorso al fondo ed in seguito ai paesi che hanno costituito il fondo, tra cui l’Italia, che sono costretti a far fronte a richieste eccedenti la capacità del fondo stesso. Può sembrare complicato ma non lo è: ci troviamo di fronte ad un sistema che rende possibile il condizionamento della vita politica e sociale di uno stato sovrano attraverso la manipolazione economica-finanziaria.  Come un usuraio condiziona la vita della sua vittima ugualmente il MES condiziona la vita di interi popoli. Si tratta di un meccanismo quasi automatico per cui se uno stato è in preda ad una crisi che coinvolge le banche, e quindi crea instabilità a livello sovrannazionale, il MES può intervenire. Intervenire in base a regole che sono fuori dall’ordinario, proprio come un usuraio.
Il MES è un organismo che dovrebbe tutelare la stabilità economica degli stati, invece, a causa delle regole particolari di cui beneficia, chi è costretto a ricorrere al fondo è preso in una spirale da cui ben difficilmente verrà fuori. Chi si indebita con il MES sarà costretto a cedere parte del suo patrimonio  e della sovranità nazionale. Insomma il paese debitore diverrà, in qualche modo, sottomesso a questo organo di salvaguardia economica.Il MES in realtà è un sistema per tenere aggiogati i popoli.
E l'aspetto più inquietante è proprio la sua impunità a qualsiasi controllo delle leggi nazionali europee:
Art 32- Immunità dei rappresentanti del MES. Tutto ciò che riguarda il MES è inviolabile e non sottoponibile a nessun organo di giustizia, nazionale od europeo, uomini, beni, documenti, tutto ciò che riguarda il  MES è intoccabile.Neanche il fisco può avere voce. In pratica il sogno di ogni organizzazione criminale: la patente di delinquere impunemente.
 Art 34- I membri del MES sono tenuti alla più assoluta riservatezza
Art 35- Immunità dei membri del MESS e dei documenti che li riguardano.
Art 36- Tutte le operazioni del Mess non sono soggette a tassazioni dirette.
Da chi è composto il MES? In base alle modifiche apportate al trattato di Lisbona del 2011 è divenuto una vera e propria organizzazione sul modello del Fondo Monetario Internazionale dotato di un consiglio di governatori formato da ministri delle finanze dei paesi membri e di un consiglio di amministrazione e anche di un direttore generale. Il commissario europeo agli affari economici ed il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghisono membri osservatori. Il MES ha il potere di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi membri, come dire che possono condizionare a loro piacimento la politica e l’economia di una nazione sovrana. Può emettere strumenti finanziari e titoli, può altresì acquistare titoli di stato di qualsiasi paese membro, ricordiamo che solo giocando su queste possibilità si può variare l’aspetto economico, e quindi politico, di uno o più stati.
Tornando all’Italia … dove troverà le risorse finanziarie, soprattutto dopo aver fatto lievitare il debito pubblico di altri 20 miliardi, per avere una posizione egemone in questa colossale operazione speculativa? Ricordiamo che alcuni articoli di cui si avvale il MES sono inquietanti per la loro perentorietà e per i gravissimi risvolti sul brevissimo termine sulle economie locali: richiedere la restituzione del prestito con un preavviso di 7 giorni significa destabilizzare uno Stato, gettarlo in ginocchio e metterlo nelle mani di chi è artefice di questa organizzazione speculativa (leggi criminale). Lo Stato che non fosse in grado di far fronte alla richiesta di restituzione immediata delle somme dovute viene, automaticamente, escluso dal consiglio direttivo e cede parte della sovranità al  MES. Ovviamente risulta palese che ciò innesta una sorta di selezione naturale per cui, alla fine, resteranno solo alcuni stati ad avere potere e voce in capitolo su tutti gli altri. Con buona pace di quelle che avrebbero dovuto essere le regole di uguaglianza e libertà per tutti i paesi della UE. Matteo Renzi voleva mettere le mani sulla costituzione, come da direttiva della JP Morgan del 2013 ( a tale proposito vi invito ad ascoltare il mio editoriale radiofonico dal titolo: “Si scrive Matteo Renzi si legge G&P morgan, le ragioni del NO al referendum sulla costituzione”  di circa 2 mesi fa.La stessa Germania, che fa parte del MESS, sicuramente più solida e maggiormente candidata alla sopravvivenza, ha espresso, attraverso i politici e le associazioni di cittadini, grandi perplessità. Sono fioccati ricorsi da parte dei politici sicuramente più informati ed attenti dei loro colleghi italiani e dai cittadini meno ottimisti e attenti. La Corte Costituzionale tedesca ha si rigettato i ricorsi ma ha approvato delle importanti riforme alle regole del MESS che, ovviamente valgono solo per la Germania. Prima riforma sostanziale è la riduzione del fiscal compact da 500 a 190 miliardi, la seconda, ancora più importante è che i due rami del parlamento devono essere informati delle decisioni del fondo.  Questo in Germania, in Italia invece pochi sanno cosa sia il MESS e quale grande intrigo vi si nasconda al suo interno, forse perché i nostri politici erano troppo impegnati a fare campagna elettorale nei salotti televisivi. Comunque se volete chiarimenti e/o approfondimenti vi invito ad ascoltare l’intervento di Claudio Messora suo canale You Tube:Attenzione, ecco come vogliono ribaltare il risultato del referendum attraverso l’accordo EMS (o MESS)”.
Ora sta a noi non aspettare oltre, il 2017 è iniziato e rischia di essere un anno peggiore di quello appena passato. Ricordiamo che i nostri figli ci giudicheranno per quello che non abbiamo fatto per consegnare loro un paese più vivibile.Nostra opinione personale è che questa organizzazione abbia lo scopo di sottomettere grandi masse di popolazione e spostare enormi capitali stravolgendo l’attuale geopolitica.



 

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lunedì 2 gennaio 2017

2017: L’ ANNO DEL RISVEGLIO DELLE COSCIENZE?

Editoriale di Stefano Becciolini

Non sono un personaggio pubblico di spicco o un capo di governo per la quale valga la pena impiegare un po del vostro prezioso tempo per ascoltarmi, sono un semplice Blogger, ma sono anche un'essere umano pensante con un cervello e soprattutto un cuore e dei sentimenti.
Quindi per me è difficile dire qualcosa ed essere ascoltato, ma soprattutto non cadere nella retorica di ogni fine anno. Questi giorni dovrebbero avvicinare le persone non con i regali,  ma nella solidarietà di un gesto e di una parola di affetto.
Oggi avete sorriso a qualcuno?
Oggi vi siete sforzati a non provare rancore o risentimento verso chi vi ha fatto un torto? Io ci sono riuscito! Queste festività  per molti di noi sono  percepite  come i giorni "del lavaggio della coscienza", si lava ben bene e si indossa pulita e linda pronta per essere nuovamente lordata per un' anno intero. Quello che ci porterà il nuovo anno non è dato a sapere e forse è un bene, ma di una cosa sono assolutamente certo, nulla cambierà se non saremo noi, nel nostro quotidiano, negli  atteggiamenti  verso la vita e soprattutto verso gli altri .  Non nascondiamo la testa sotto la sabbia o dietro il cuscino di un comodo divano, il quotidiano non è certezza, sicurezza inviolabile  di una vita vuota di significato se non quello dell'egoismo e della prevaricazione verso i deboli. Non giudichiamo per non essere un giorno giudicati a nostra volta, nessuno è immune alle altalenanti esperienze della vita.
Siamo tutti esseri umani e chi si pone su un piedistallo prima o poi cadrà. la storia insegna. Il mio pensiero va a tutte quelle persone private della dignità di cittadini, a tutte quelle famiglie che non hanno di certo gioito di queste festività perchè in assoluta povertà e disperazione, a tutti i bambini privati di un sorriso e di un gesto di tenerezza. Loro sono le vittime innocenti di un sistema marcio e corrotto che ha fatto dell'arroganza il proprio vessillo.
Per chi invece ha fatto di questi giorni una meschina corsa agli acquisti, al dimostrare di valere per quello che si ha, ma non per quello che si è; auguro un felice e abbondante 2017, che i vostri figli siano felici nello scartare i nuovi IPhone, i Tablet e i nuovi giocattoli cult.
Mangiate abbuffatevi, oziate e non pensate agli ultimi, vi rovinerebbe la digestione.

Non spegnete la televisione, le notizie per voi saranno magistralmente epurate, passate delle felici festività, tanto la coscienza l'avete già spenta da molto tempo. 
Voglio dedicare questo mio editoriale ad una persona per me molto speciale, una persona  che con la sua semplicità e la sua determinazione nel voler combattere le ingiustizie, ha portato un raggio di sole e di speranza in questo squarcio di fine 2016.





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