lunedì 22 maggio 2017

DIECI DOMANDE (E DIECI RISPOSTE) SUI MIGRANTI



PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino

Negli ultimi tempi sono venuti a galla alcuni inquietanti risvolti inerenti l’ignobile traffico di esseri umani. Una inquietante situazione, con coinvolgimenti ad alto livello, che avevamo già denunciato proprio su questo blog. Cerchiamo di fare luce, nei limiti del possibile, su quanto succede attualmente in Italia in materia di accoglimento dei migranti e richiedenti asilo.
1.      Perché l’85% dei migranti raccolti nelle acque internazionali del Mediterraneo, anche se l’operazione è condotta da navi di altri paesi membri o meno della UE, vengono poi sbarcati in porti italiani e tocca all’Italia dare loro accoglimento? 
Risulta evidente che L’Italia ha dato la sua disponibilità all’accoglienza, istigando, in tal modo, il fenomeno dello spostamento di un numero altissimo di individui che obtorto collo sono costretti a sbarcare sul nostro territorio, anche quando la loro destinazione era diversa, almeno nelle intenzioni.
2.      A cosa è dovuto questo fenomeno migratorio di massa che, per molti versi, ricorda la diaspora del popolo ebraico di biblica memoria?
Una politica di sfruttamento attuata dai pesi sviluppati nei confronti di quello che comunemente viene chiamato terzo mondo ha creato, nel tempo, gravissime problematiche territoriali: guerre tribali, sconto tra nazioni, regimi autoritari, pulizia etnica, intransigenza religiosa ed estrema povertà. Tutti questi fattori, ed altri ancora, inducono intere popolazioni a spostarsi verso regioni che ritengono, o gli viene fatto credere, più accoglienti. Sono, in definitiva, oggetti di una colossale truffa. Pensano di trovare una soluzione ai loro problemi invece ne trovano solo altri. Per amor del vero bisogna dire che parte dei loro problemi comunque li risolvono, nessuno li massacra, nessuno li perseguita e un piatto di minestra lo rimediano e non solo quello. Non bisogna dimenticare, poi, che vi sono organizzazioni criminali internazionali interessate a che questa marea umana arrivi nell’Europa continentale. Queste organizzazioni criminali o mirano al semplice utile o mirano ad infiltrare uomini in occidente tali da costituire una “quinta colonna” pronta ad agire per compiere azioni destabilizzanti (terroristi). O entrambi le cose.
3.      Come vengono convinti a compiere una traversata che spesso si rivela molto pericolosa?
Gli viene fatto credere che partono per il paese di Bengodi, per la terra dove scorre latte e miele. Le loro orecchie non vogliono sentire altro (ovviamente quando non sono spinti da altri fini). Queste favole sono i trafficanti di uomini a raccontarle e sono avvalorate dal comportamento compiacente, anzi complice, di chi non fa nulla per evitare che questa invasione, ormai non più silente, avvenga. Il governo italiano è il maggior colpevole di questo stato di cose, ma gli altri paesi occidentali non sono assolutamente liberi da colpe. Tutti, per interesse o per non mettersi contro i media, si rendono complici di questo abominevole fenomeno.
4.      Ma cosa spinge il governo italiano, maggior responsabile del fenomeno, ad essere tanto tollerante?
Escluso che si tratta di pura bontà, puro spirito caritatevole espresso attraverso l’accoglienza e la solidarietà, gli ultimi avvenimenti dovrebbero aver convinto anche i più scettici, ritengo che le motivazioni siano puramente di carattere economico. Ovvero un modo con cui potersi arricchire a discapito del popolo italiano e sulla pelle di un’immane massa di poveracci che spesso ci lasciano anche la pelle. Infatti molte delle Organizzazioni Non Governative impegnate nel recupero dei migranti in mare non sono altro che associazioni a delinquere finalizzate a fare utili dal loro operato. Per tale motivo incitano alla partenza coloro che si ammassano speranzosi sulle coste del Nord Africa, complici con i trafficanti di uomini che, quasi sempre, costringono alla partenza quei disperati. Disperati tra cui non mancano mai donne incinte e minori non accompagnati tanto per smuovere la coscienza e il senso di colpa post-colonialista delle popolazioni occidentali per altro ben incanalate in questo da un’informazione volutamente accondiscendente e falsamente umanitaria. Le associazioni che, nate come funghi dopo un temporale, si dovrebbero occupare di accogliere, una volta arrivati sul suolo italiano, questi derelitti sono anch’esse organizzazioni criminali dedite a fare utili grazie alle sovvenzioni che arrivano a pioggia. Un affare miliardario come dimostra il coinvolgimento, si pensi a quanto scoperto a Isola Capo Rizzuto in Calabria, della mafia. Mafia che pur di fare un affare di tale proporzioni è stata disponibile ad una pax mafiosa fra i vari clan. Inoltre è da tener conto che buona parte dei fondi stanziati per accogliere, sfamare, vestire e occidentalizzare i migranti tornano da dove sono partiti. In pratica i fondi, non altrimenti accessibili, sono in una minima parte  usati per lo scopo con cui sono stati stanziati, la maggior parte finisce nelle tasche delle ONG, delle associazioni fintamente non profit e in quelle, sempre capienti dei politici, locali e nazionali. Fondi che altrimenti non sarebbero stati accessibili.   
5.      Quale è il danno che un’invasione così imponente causa ad un paese percorso da già gravissime problematiche?
Una “bomba demografica di tale potenza lanciata contro un paese, già segnato da gravi difficoltà interne, ha un effetto fortemente destabilizzante. Da una parte i cittadini italiani si vedono privati di enormi risorse di cui avrebbero un disperato bisogno, si pensi ai quasi 20 milioni di coloro che vivono nella più assoluta povertà. Cittadini italiani che prima o poi si stuferanno di patire e si ribelleranno. Dall’altra parte l’enorme marea umana che, arrivati in Italia, resta delusa. Qui non trovano quanto era stato loro promesso, niente ricchezza, niente benessere, neanche lavoro, solo, quando sono fortunati, sfruttamento e schiavizzazione. Neanche la possibilità di spostarsi verso paesi più ricchi che invece ergono muri per impedire il loro ingresso. Certo muri ma solo dopo averli mollati sulle nostre coste. Questi miserabili, prima o poi, forti anche del loro numero e dell’appoggio di organizzazioni terroristiche, si rivolteranno e sarà guerra tra poveri. Ma cosa importa ai politici di ciò che avverrà domani, loro faranno sempre in tempo a fuggire prima che casa Italia bruci.
6.      Vi sarebbero soluzioni diverse da quelle dell’accoglienza?
Certamente. chiunque dotato di un minimo di logica comprende che il modo migliore per aiutare i migranti, per evitare gravi problemi al paese e per evitare di sperperare quantità enormi di denaro è aiutare queste persone nei loro paesi di origine. Creare una sorta di esercito solidale che impedisca massacri e metta in riga despoti e signori della guerra. Il tutto partendo dall’attuazione di un blocco navale che impedisca la partenza seguito da un’assistenza realmente disinteressata di coloro che soffrono per problemi che sono locali e localmente devono trovare soluzione. Solo una strettissima collaborazione tra tutti i paesi sviluppati può creare i presupposti per una reale soluzione del problema.
7.      Come mai, nonostante l’impegno, in termini di mezzi e risorse economiche, tanti trovano la morte nell’attraversamento del Canale di Sicilia?
Innanzi tutto il mediterraneo non è l’oceano pacifico, quindi risulta abbastanza strano che, nonostante le risorse impegnate, in tanti trovino la morte. Non affatto siamo sicuri che ogni natante, anche in buone condizioni, che tenta la traversata debba lamentare tante perdite. Se ciò fosse vero, nella misura in cui ce la raccontano, il Mediterraneo meridionale dovrebbe essere un’enorme distesa di cadaveri. Non ci risulta che sia così. I corpi caduti in acqua non spariscono, anche se inizialmente affondano poi ritornano a galla. Del resto le nostre acque non sono infestate da branchi di squali affamati e il canale di Sicilia ci risulta essere  fatto d’acqua di mare non di acido solforico.
8.      Perché tanti paesi erigono muri e si rifiutano di accettare la quota stabilita di migranti?
Risulta chiaro che questi paesi non possono essere liquidati come xenofobi e irrispettosi dei patti.  A mio avviso sono solo paesi in cui la classe politica è meno corrotta di quanto lo sia in Italia. Forse i loro politici temono, giustamente, la reazione del popolo meno avvezzo di quello italiano a sopportare l’insopportabile.
9.      E’ possibile collegare il terrorismo di matrice islamica ai grandi flussi migratori?
Come hanno dimostrato gli ultimi avvenimenti è indubbio che grazie il contenitore delle flotte di migranti sbarcano in Italia e poi sciamano nel resto d’Europa uomini pronti a compiere attentati, organizzare cellule clandestine, fare proselitismo. Per molto tempo facce di c… di politici italiani hanno cercato di convincerci che una tale ipotesi era totalmente da scartare. Poi, messi di fronte all’evidenza, hanno dovuto ammettere la verità. Ovviamente senza scomporsi e senza fare il mea culpa per le cazzate che ci avevano raccontato.
10.  Sarà possibile invertire questa tendenza all’auto distruzione?
No fin quando continueremo a farci prendere per i fondelli da una classe politica che ci considera servi della gleba, cose di loro proprietà da usare per i propri, loschi, fini. Se non provvederemo a liberarci della mala pianta la nostra sarà una corsa verso il baratro.


Luigi Orsino

mercoledì 17 maggio 2017

CHI SPIA CHI

PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino


Che ognuno di noi fosse schedato e controllato si sapeva, attraverso intercettazioni telefoniche, grazie a schedature sulle opinioni politiche, tendenze sessuali e credo religioso veniva tracciato un profilo di ogni cittadino italiano.
Inizialmente era iniziato come una sorta di archivio di elementi sensibili, persone cioè che i detentori del potere riteneva potessero essere un pericolo, o un ostacolo, all’esercizio dello stesso. Certo comportava un enorme lavoro di intelligence con migliaia di uomini impegnati a controllare,  catalogare, creare dossier. Fonte primaria è stata per decenni l’archivio dei contribuenti gestito da quella che era la compagnia unica telefonica. Poi le nuove tecnologie hanno reso obsolete molte metodologie di schedatura generale della popolazione. Si è passato allora a sistemi molto più sofisticati, come il programma Echelon che intercetta tutte le telefonate fatte da ognuno di noi e le smista in appositi archivi ove trovano posto anche tutti gli sms che continuamente ci scambiamo.
Ma tutto ciò non era ritenuto sufficiente ed è a questo punto che arriva l’idea tanto geniale quanto semplice: Perché impegnare tante risorse che spiare in modo occulto quando la gente non chiede di meglio che raccontare tutto di se? Nasce così il più banale modo di schedatura possibile: Usare i social, Facebook, Twitter, etc. In pratica siamo noi stessi a raccontare tutto di noi, ad aggiornare continuamente il nostro profilo, a postare le nostre idee politiche, la nostra vita sociale, tutte le nostre preferenze, le idiosincrasie, ciò che ci piace e ciò che detestiamo.
Coloro che sono deputati a controllarci non hanno che da tenere sotto controllo il nostro profilo social e sapranno tutto di noi e anche di più. Certo c’è chi mente un poco, o molto, ci sono i falsi profili ma senza dubbio il grosso del lavoro è fatto. Se poi aggiungiamo le applicazioni dei cellulari di ultima generazione, chiamarli telefonini è assolutamente riduttivo, molte delle quali scarichiamo inconsapevolmente il quadro è completato. Attraverso gli smartphone, tutti dotati di gps, siamo noi stessi a comunicare in ogni momento dove ci troviamo, cosa pensiamo, chi frequentiamo e se siamo sufficientemente mansueti, cioè se siamo ben addomesticati oppure coviamo il bacillo della ribellione.
Il grande fratello, quello del romanzo di fantascienza di Orwell e non il ripugnate reality televisivo, non era arrivato a prevedere un tale risultato: Non c’è bisogno di spiarci, siamo noi a mostrare e raccontare tutto.
Si può ancora parlare di privacy? Dal punto di vista degli spioni sicuramente si considerato che siamo noi stessi, per la maggior parte, a metterci in vetrina. Per il resto di questi tempi, con tanti terroristi in giro, non si può andare tanto per il sottile. Ne va della nostra stessa sicurezza… almeno così ce la vendono.
In realtà abbiamo volontariamente rinunciato alla riservatezza scambiando per un gioco quella che è, invece, una cruda realtà: Nessuno può più avvalersi del diritto di avere una vita privata.
Se mi consentite riportiamo tutto nei limiti di ciò che dovrebbe essere: un gioco.
Costringiamo, almeno, chi ci spia per schedarci a sudare un poco per fare il lavoro sporco.
Luigi Orsino     

mercoledì 3 maggio 2017

BIN LADEN? SANTO SUBITO!




PENSIAMOCI SU: UNA RUBRICA DI LUIGI ORSINO

Noi siamo costretti ad osservare ciò che accade intorno a noi da una posizione molto svantaggiata, non possiamo vedere gli avvenimenti nel loro insieme ma dobbiamo accontentarci di visioni parziali. I nostri punti di osservazioni ci consentono di accedere ad immagini distorte, inadeguate a comprendere il quadro generale nella sua interezza. Per fare un esempio è come se volessimo capire il soggetto del dipinto “La ragazza con l’orecchino di perle” osservando solo la parte superiore della tela, vedendo una testa fasciata da una sorta di turbante penseremmo ad un soggetto orientale, un uomo o una donna indiana o mediorientale. Sicuramente, non conoscendo il dipinto, arriveremmo alla conclusione che il soggetto è una giovane donna fiamminga. In realtà la cosa è ancora più complessa. Abbiamo di fronte un complicatissimo puzzle formato da milioni di tessere e noi abbiamo la visione di una sola di esse, stante così le cose è impossibile per tutti capire cosa riproduce il puzzle a me di non essere uno dei creatori.

Oggi la nostra vita è governata da una forma di economia deviata, una sorta di organismo geneticamente modificato, quello che un tempo si sarebbe chiamato “chimera” cioè un essere che non esiste in natura ma che è frutto della fantasia, spesso anormale, di qualcuno. Tutto cominciò molto tempo fa e cioè quando l’uomo perse la proprietà degli attrezzi del suo lavoro, vale a dire con l’avvento dell’era industriale. Dall’industrializzazione al capitalismo il passo fu, ovviamente, breve. Il “capitalismo” e la “libera impresa” su cui sono state fondate le moderne democrazie sono delle truffe create per accentrare le risorse economiche nelle mani di un numero estremamente ristretto di persone, quindi alla base del male c’è una iniqua distribuzione della ricchezza. Con il passare del tempo le tecniche per rendere più efficace questo accumulo di potere finanziario si sono evolute ed affinate in maniera quasi fantascientifica. Valga un esempio per tutti: I prodotti finanziari denominati “Derivati”. I derivati non sono altro che una scommessa, un gioco d’azzardo in cui vince sempre chi tiene il banco, tutti gli altri sono destinati inevitabilmente a perdere. Ciò avviene per un semplice motivo i derivati sono un pronostico sul valore futuro di un qualsiasi altro prodotto finanziario, quei pochi che fanno la previsione giusta si tengono il capitale investito più una percentuale di guadagno, in realtà azzeccare la previsione giusta sfiora l’impossibile, quindi a vincere è sempre il banco cioè gli istituti bancari che artatamente hanno convinto i loro clienti ad investire in sicura perdita. Tutto ciò è possibile solo grazie alla deregolamentazione delle banche. Le banche divenendo sempre più potenti si sono potute permettere di condizionare la politica, anzi di fare essi stessi la politica. Le banche si sono messe, legalmente, nella posizione in cui nessuno può chiedere loro conto della gestione del denaro che gli è stato affidato, le ultime leggi approvate in Italia sono la lampante dimostrazione della giustezza di questo assunto. Inoltre le banche possono, quando vogliono, dichiarare sofferenze, spesso presunte o semplicemente gonfiate, e chiedere l’intervento dello Stato che con un bel “Decreto salva banche” non farà mancare il supporto ai soci in affari (leggi soci a delinquere). Come si gonfiano le sofferenze? Semplice se si concedono in prestito centomila Euro e poi si fa lievitare tale cifra con accorti meccanismi, che sono vera e propria usura legalizzata, diciamo dopo alcuni anni tale cifra si può anche triplicare o anche di più. A questo punto la banca metterà in sofferenza, a fronte dei centomila, quattrocento o anche cinquecentomila Euro. 

Fin qui tutto va benone per chi siede al tavolo dei potenti che si abbuffano, il problema sorge quando entra in gioco quella maledetta cosa che è la democrazia. In pratica il fatto che ogni uomo valga un voto è un grosso problema per quel ristrettissimo circolo di persone che detengono il 90%, ed oltre, della ricchezza. Come fare allora per aggirare questo pericoloso scoglio? Potrebbe sempre saltare fuori un pazzo che propone di fare guerra aperta ai grandi potentati economici. Certo è sempre possibile corromperlo, proporgli un posto al tavolo dei mangioni, ma se il pazzo non accettasse? Una probabilità remota ma pur sempre possibile. 

La legge di Murphy dice:” se qualche cosa può andare storto stai certo che succederà”. Non è proprio il caso di correre rischi a chi strige la nostra vita nelle sue mani. Nell’attesa di trovare un modo per liberarsi di quella stupida regola che vuole che ogni uomo valga un voto bisogna lanciare dei falsi bersagli, dei nemici, reali o fasulli, che catturino l’attenzione delle masse, che impedisca loro di porsi domande sulla difficoltà di comprendere il tutto partendo da una piccola tessera del puzzle. Insomma, si sono detti i super potenti, diamo al popolo un motivo per avere paura, mettiamoli in uno stato continuo di agitazione, facciomogli temere per la vita sua e dei suoi cari, creiamo dei mostri spaventosi da odiare. Così nasce il terrorismo internazionale, finanziato, addestrato e fortemente voluto da quel ristrettissimo circolo sovranazionale di uomini che tengono saldamente le redini dell’economia globale.  Intendiamoci bene i terroristi sono un pericolo reale il vero problema è che quei mostri sono stati creati in laboratorio, allevati pazientemente e poi buttati tra di noi per farci appuntare l’attenzione su quell’unica tessera tralasciando di porci la domanda: Cosa rappresenta il puzzle nel suo insieme?

Da questo punto di vista Bin Laden e chi prima e dopo di lui hanno focalizzato l’attenzione delle masse sono da santificare per chi non ci vuole attenti ed informati sul quadro generale che ci circonda.
Luigi Orsino          

martedì 25 aprile 2017

DOVE VA LA RICCHEZZA MONETARIA DA NOI GENERATA?




Truffa monetaria e bancaria, origine e causa di tutti i mali e di tutti i problemi. Siamo di fronte al collasso del mondo prodotto dal sistema finanziario e bancario completamente fuori controllo. E' la rovina del senso.Nino Galloni:“mentre il PIL mondiale è di 75 trilioni di dollari, il debito mondiale è di 4 quadrilioni di dollari, ossia 55 volte il PIL”. (1 trilione di dollari vale 1000 miliardi di dollari) [LINK]. 
G. Chiesa: “Negli ultimi 10 anni in America hanno prodotto denaro inesistente superiore a 1000 trilioni di euro ossia 15/18 volte il PIL del pianeta”. [LINK]  G.Chiesa: “Il conflitto e disastro economico voluto e perpetrato è preludio al conflitto mondiale. Come la crisi economica  del ’29 portò nel ’39 alla II guerra mondiale”.

Fatti storici e testimonianze


Oggi, il mondo e' stato portato sull'orlo del baratro finanziario, etico-sociale e ambientale da una ristretta cerchia di banchieri criminali (i Meyer-Rothschild, i Rokfeller, i Morgan, i Goldman Sachs, i Lazar ecc.), i quali, attraverso la proprietà' privata della moneta a debito e della quasi totalità' delle Banche Centrali di tutti i paesi del mondo compresa la Federal Reserve Americana, la Banca Centrale Israeliana, la Banca Centrale della Russia e delle 27 Banche Centrali rappresentate dalla BCE, nonché della sovranità' monetaria dello Stato Vaticano della Chiesa Cattolica [LINK]  ("le cui finanze, dal 1824 come scrive lo storico e saggista Americano Eustace Mullins sono amministrate dal Banchiere Rothschild, insignito dal Vaticano anche dell'alta onorificenza di guardiano dei tesori della Chiesa), sono divenuti i padroni del mondo e, attraverso l'imperante sistema economico finanziario imposto, controllano il sotto potere politico, mediatico, giudiziario, accademico e militare degli Stati, attraverso il quale, assoggettano popoli e persone ai loro folli disegni di dominio criminale e coloro che hanno democraticamente tentato di opporvisi con volonta' politiche volte a riconquistare la  sovranità monetaria dei propri Stati, hanno pagato con la vita (Aldo Moro, il presidente Kennedy e suo fratello, Lincoln, il presidente Thomas SanKara- Burkina Faso-, Gheddafi - Dinaro d'oro panafricano-[LINK Video], ecc). 
I soci della Federal Reserve (Banca Centrale USA) 



Rothschild Bank of Berlin;
Warburg Bank of Amsterdam;


Perché ad oggi si accetta la creazione del denaro che avviene extra contabilmente? Ossia in nero e con un falso in bilancio? Perché non si obbliga la banca alla contabilizzazione della creazione del denaro scritturale? E si accettano però le perdite? Pagare gli interessi sul nulla è usura, tra i delitti contro il patrimonio mediante frode.  Perché la politica, la Magistratura, i sindacati, gran parte del mondo ecclesiastico a tutti i livelli, non dicono nulla sul Signoraggio monetario e sulla contabilità bancaria? Una vera truffa che affama persone e popoli e arricchisce i padroni del potere e i grandi usurai. Tutto nella totale presunta legittimità. I rappresentanti del potere costituito, disse il poeta Ezra Pound " sono tutti camerieri dei banchieri";

Padre Alex Zanotelli: "Questo è un sistema finanziario che ci sta portando alla morte... a fronte di questa certa sciagura occore attivare il diritto alla resistenza che il padre costituente Giuseppe Dossetti avrebbe voluto inserire nella nostra costituzione" ... "la resistenza individuale e collettiva è un diritto dovere di tutti i cittadini... purtroppo anche la Chiesa è diventata parte del sistema";
Papa Francesco: "No all'economia dell'esclusione e dell'iniquità"... occorre una riforma finanziaria basata sull'etica «perché il denaro deve servire e non governare»;[LINK DOC.PDF]

Santo Padre lei però non dice ancora nulla sulla moneta a debito, sul Signoraggio che crea il debito pubblico inestinguibile e uccide i popoli del mondo. [LINK] 
Bertolt Brecht: “Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?”
Thomas Jefferson (politico, scienziato e architetto statunitense. È stato il 3º Presidente degli Stati Uniti d'America ed è inoltre considerato uno dei padri fondatori della nazione) nel 1816 scrisse: “Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di gestire l'emissione della sua moneta, allora, alternando inflazione e deflazione, le banche e le società finanziarie che nasceranno intorno ad esse spoglieranno il popolo di ogni proprietà, sicché i suoi figli si sveglieranno senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono… Credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per la nostra libertà che eserciti in armi…il potere di emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito allo Stato, a cui esso propriamente appartiene”... “Per preservare la nostra indipendenza, non dobbiamo lasciare che i nostri governanti ci gravino di un debito perpetuo”. 
Andrew Jackson (7º Presidente degli Stati Uniti d'America dal 1829 al 1837) affermava: ” Se il Congresso ha il diritto, in base alla costituzione, di emettere il denaro cartaceo, questo diritto gli è stato dato affinché lo usi in proprio, non per delegarlo a individui o società private”.
Henry Ford (imprenditore statunitense. Uno dei fondatori della Ford Motor Company): E’ bene che la gente della nazione non capisca il nostro sistema bancario-monetario , perché se lo facesse, ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina”.


Maurice Allais (fisico ed economista francese; Premio Nobel per l'economia 1988): “L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte dei falsari, la sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto”. 
Marco Della Luna (“Euroschiavi” pag.267): “lo schiavismo permane come incatenamento dei cittadini a un enorme debito pubblico incostituzionalmente creato da un’oligarchia dominante a proprio beneficio attraverso il suo controllo dell’apparato statale. Ci si ritrova a vivere per pagare un debito inestinguibile a un’oligarchia bancaria istituzionalizzata nella BCE e nascosta dietro mistificazioni pseudoeuropeiste e pseudodemocratiche”… “Ed eccoci diventati euroschiavi!”… “Il Consiglio dei Ministri dello Stato Italiano è divenuto una commissione del sistema bancario mondiale, della BCE e della Goldman-Sachs: Prodi, Padoa Schioppa, Visco, Massimo Tononi (Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze dal 17 maggio 2006 al 6 maggio 2008 Governo Prodi II)… e successivamente Monti, Passera, Profumo… tutti fiduciari del sistema bancario”. Difficilmente posporranno l’interesse delle banche a quelli dei cittadini. 
Vorrei evidenziare che lo Stato Italiano dal 1980 ad oggi ha pagato 3500 miliardi [LINK]  di interessi senza abbassare il debito sovrano, ad oggi di oltre 2.300 miliardi. Senza contare la svendita del patrimonio industriale pubblico avvenuto con le cosiddette privatizzazioni (in cui le banche hanno creato moneta dal nulla per imprenditori divenuti proprietari e gestori del patrimonio pubblico industriale ripagando poi le banche con tariffe applicate ai nostri consumi sempre più care, senza alcun vantaggio per il cittadino. Una vera e propria spogliazione, pianificata sul Britannia).  

IL DEBITO PUBBLICO HA AVUTO UNA FORTE CRESCITA SPECIE DOPO IL 1981, DATA DEL DIVORZIO TRA BANCA D’ITALIA E TESORO, E PASSA DAL 56% AL 117% DEL PIL NEL 1993. 



L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul PIL nel 1980 al 124,3% nel 1994. Scrive l’economista Salvatore Tamburro: “Tutto porta a ritenere che il debito pubblico italiano sia, in termini giuridici, un "debito detestabile" contratto dopo la perdita della sovranità monetaria da parte dello Stato. Annullare il nostro debito pubblico è possibile e a dimostrarlo sono anche i casi storici”.
Il prestito con interessi è pura usura perché il denaro per pagare gli interessi non esiste materialmente sul mercato. Se, infatti, a un sistema finanziario presti 100 euro al 10% di interesse dopo un anno la comunità può restituire solo i 100 euro ma non i 10 euro degli interessi.  Infatti per pagare gli interessi gli Stati sono costretti a indebitarsi in quanto sul mercato non esistono materialmente i soldi per pagarli. Un debito pertanto criminale perché inestinguibile. Debito creato attraverso la moneta a debito nelle mani di un monopolio di società private come l’attuale, composto da banchieri criminali, e non con la moneta sovrana di proprietà dei cittadini e dello Stato che sarebbe a zero costi. Non è tollerabile pagare una banconota da 500 euro del valore reale di pochi centesimi (o bit), 530 euro (determinato da 500-valore nominale stampato- e 30 di interessi di intermediazione delle banche commerciali), tartassando oltre misura i cittadini per pagare una truffa finanziaria. 
Con Maastricht (29 gennaio 1992) e successivamente con il trattato di Lisbona (firmato il 13 dicembre 2007), si conferisce alla BCE soggetto privato con sede a Francoforte, organismo sovranazionale ed extraterritoriale, la competenza esclusiva per la politica monetaria dell’area euro. Alla BCE è stato affidato l’aspetto essenziale della gestione monetaria senza avere la proprietà giuridica della moneta.

Con Lisbona si fa divieto alla BCE di prestare direttamente denaro agli Stati nazionali del sistema Euro, i quali sono costretti ad approvvigionarsi obbligatoriamente presso le banche private commerciali pagando loro interessi oscillanti tra il 3-7% e non al tasso di interesse applicato dalla BCE alle banche commerciali. Da questa norma sono esentati negli stessi trattati gli Istituti di credito pubblici i quali pertanto possono finanziarsi direttamente presso la Bce alle stesse condizioni riservate alle Banche private. Se lo Stato Italiano, lo avesse voluto, avrebbe potuto nazionalizzare un istituto di credito privato, oppure crearne uno ex novo per questo scopo. E se lo avesse fatto avrebbe potuto risparmiare la quasi totalità degli interessi pagati per il debito sovrano costati dal 1980 ad oggi, come abbiamo già detto, oltre 3500 miliardi.

Questa è la conseguenza per aver ceduto la sovranità monetaria a un sistema di moneta a debito. Incostituzionale! (Art 1 “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”; la sovranità, come ribadito nel secondo comma dell'art.1, appartiene al popolo, in nome del quale si legifera e si giudica senza che nessuno sia posto al di sopra della legge). Ma viene violato pure l’art11 (“L’Italia … consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”). Ma la BCE è un soggetto privato sovrannazionale ed extraterritoriale (ex articolo 107 del Trattato di Maastricht), è esplicitamente sottratta ad ogni controllo e governo democratico da parte degli organi dell’Unione Europea. Costituita e partecipata prevalentemente dalle banche centrali della UE di proprietà di Gruppi bancari privati come è Bankitalia i cui azionisti sono: 



L’articolo 11 della Costituzione parla poi di “limitazioni”, non “cessioni della sovranità”. E si può configurare anche il reato di alto tradimento a carico delle più alte cariche dello Stato.


Ancora oggi nessuna legge o trattato conferisce la proprietà giuridica della moneta all’atto dell’emissione alla BCE che dovrebbe svolgere un lavoro di politica di emissione monetaria in accordo con tutti gli Stati. Giacinto Auriti sollevava il problema sulla proprietà giuridica della moneta a capo della BCE, in quanto fino al 1971 il monopolio dei banchieri privati emettevano moneta con la copertura aurea del 40% e si arrogavano la proprietà della stessa sostenendo che l’emissione monetaria era rappresentativa del corrispettivo valore aureo. Sostenevano i banchieri: "siccome la moneta è rappresentativa dell'oro, l'oro è nostro, per cui, la moneta è di nostra proprietà!" Con la fine della riserva aurea (Nixon 1971 e accordi di Bretton Woods) questa fittizia motivazione è totalmente decaduta. Nonostante il fatto che la riserva aurea non sia più necessaria e non esista nessuna legge o trattato che attribuisca loro la proprietà della moneta all'atto dell'emissione, continuano a gestirla ancora come se fosse in piena loro proprietà. Il prof. Auriti, in merito, poneva questa domanda: “Di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione?” domanda ancora in attesa di risposta. Per cui “Se la banca centrale non è la proprietaria della moneta all’atto dell’emissione, come può prestarla attraverso la pratica dell’acquisto dei buoni del Tesoro?” (prestare e vendere sono prerogative del proprietario). La cosa fu dirompente in Banca d’Italia e il governatore di allora (ndr Ciampi) poi Presidente della Repubblica, venne rimosso (Marco Saba “Moneta Nostra” pag 5 e 6).
Il comportamento amministrativo/contabile della BCE è in antitesi e incompatibile con l’attuale realtà giuridica monetaria. L’iscrizione al passivo del valore nominale delle emissioni dal nulla senza collegamento ad alcuna riserva aurea è una inconfutabile truffa contabile e una usura al 200% in quanto anziché essere accreditata, la moneta viene addebitata. Infatti lo Stato anziché iscrivere  l’emissione monetaria all’attivo è costretto a iscriverla al passivo di bilancio (debito assunto).Sempre Auriti dichiara: “Con l’euro ci siamo indebitati per un valore equivalente a tutta la moneta messa in circolazione senza contropartita”.[LINK] 
Vorremmo sapere dove finisce l’enorme quantità di denaro costituito tra il costo irrisorio di produzione della moneta e il suo valore nominale con cui viene prestata agli Stati in cambio di titoli di Stato aumentando illimitatamente il loro debito pubblico. Non si può continuare a vessare l’intero Paese senza recidere il male dalla testa.

Dove finisce la ricchezza del Signoraggio?


Le Banche centrali di emissione e tutte le banche commerciali si appropriano del signoraggio monetario primario e secondario e non vi pagano le tasse. Il signoraggio attraverso gli artifizi amministrativi non è contabilizzato o lo è falsamente come debito. Debiti che si trasformano in denaro una volta passati da alcune società di clearing (compensazione finanziaria interbancaria) come la Clearstream con sede in Lussemburgo o Euroclear con sede a Bruxelles; denaro che finisce nei paradisi fiscali per gli usi strategici dei padroni del mondo.
Marco Dalla Luna: “il signoraggio e gli interessi sul credito, sottrae alla collettività e all’economia somme enormi, stimate in oltre 700 miliardi di euro all’anno per la sola Italia”. Liquidità che viene quindi canalizzata per operazioni speculative dissanguando un Paese per esercitare pressioni politiche, far cadere governi, fino a finanziare guerre. Si è venuta a formare una struttura piramidale che non ha nulla di democratico, un vero e proprio “governo delle banche” che condiziona la vita o la morte delle città, degli Stati. La perdita di sovranità. 

Creazione di moneta scritturale bancaria non contabilizzata
Con i loro artifizi contabili le banche creano moneta scritturale (digitale) che non contabilizzano all’attivo prima dell’erogazione dei prestiti, così come di altri pagamenti (assegni circolari, bonifici, ecc, mutui, versamenti in contanti – versando 100 euro si verifica che il c/c del cliente aumenta di 100 euro, se successivamente si emette un assegno di pari importo il c/c si azzera e alla banca restano i 100 euro versati in contanti, in quanto la compensazione interbancaria di fine giornata viene regolata in moneta creditizia digitale e i contanti restano in nero nella casse delle banche).Con questa contabilità le banche producono un enorme falso in bilancio quantificato, per difetto, da esperti contabili finanziari, in oltre 1800 miliardi di euro all’anno (LINK).  Non contabilizzando all’attivo il denaro creato (dal nulla), si ritrovano in cassa l’equivalente di  tutti i prestiti ripagati dai clienti. A fronte di una contabilità corretta questo denaro dovrebbe essere tassato con l’aliquota IRES (Imposta Reddito di Società) del 27,5% alla stregua di tutti gli altri operatori di mercato, equivalente a un gettito a favore dello Stato Italiano di 495 miliardi all’anno. 
 Marco Saba: “Le banche usano, di fatto, mezzi illeciti come il falso in bilancio e l’autoriciclaggio nello svolgimento della loro attività al fine di ottenere enormi guadagni che non dichiarano.-e continua- Le Banche non pagano le tasse su questo enorme ammontare perché non figura in bilancio”.
Galloni:”nei bilanci le banche segnano i depositi ed i conti correnti al passivo. Ciò non avrebbe alcun senso se non fosse fondamentale per occultare il reale funzionamento delle banche stesse: solo mettendo al passivo i depositi nello stato patrimoniale si nasconde la voragine di attivo. 
Saba: “Vuol dire che l’ampliamento dell’attivo dello Stato Patrimoniale viene falsamente pareggiato con i debiti verso clientela che non hanno alcun motivo di essere, poiché i depositi stessi sono autoliquidanti. L’effetto finale è che l’amministrazione della banca –omettendo di rappresentare correttamente in bilancio una parte rilevante di asset aziendali e di conseguenza alterando il conto economico – sta nascondendo i veri profitti della banca agli azionisti, al pubblico e all’erario. Le autorità di vigilanza e supervisione o sono ignoranti, o fanno parte del gioco e devono essere esautorate”. (estratto intervento di Marco Saba  in Assemblea Mediobanca 28/10/2016).

La relazione della KPMG (primaria società di revisione e certificazione) conferma che le banche creano denaro quando effettuano dei prestiti e che tale attività di creazione, sempre secondo KPMG, sarebbe meglio fosse esercitata direttamente dallo Stato attraverso la sovranità monetaria”.
Basterebbe ogniqualvolta venisse emessa moneta scritturale, che questa fosse iscritta a bilancio. Così come qualsiasi attività commerciale, prima di vendere deve acquistare il bene e iscriverlo nell’attivo delle scritture contabili. La restituzione del denaro andrebbe poi a ripristinare il valore tra attivo e passivo ai fini della tassazione. Perché le banche non lo fanno? Dov’è il sottostante agli impieghi? Dove sono le scritture nel rendiconto finanziario?
Un’altra soluzione fiscale, in attesa di regolare giuridicamente questi comportamenti, ora, illeciti, si  potrebbe applicare la flat tax al 15% sul volume degli impieghi, con l’introduzione del credito di imposta a fronte delle eventuali insolvenze.

Avendo tutte le banche commerciali titolo legale e licenza solo per l’intermediazione del denaro e non alla emissione monetaria (ossia creazione del denaro dal nulla), riservato dai trattati alla BCE (Banca Centrale Europea), l’unica autorizzata ad emettere moneta a debito.
Ritornando, invece, alle banche commerciali, se il denaro degli impieghi bancari è illegittimamente creato e prestato è implicita e palese la truffa (la Magistratura avrebbe l’obbligo di intervenire; e ha l’obbligo istituzionale di perseguire i responsabili di questi reati e del degrado bancario). Il denaro prestato dalla banca contabilmente non esiste e non figura nei loro registri contabili, perché la banca ha creato dal nulla ciò che non avrebbe potuto fare. “A norma di legge i debiti contratti con denaro falso sono viziati e non sono giuridicamente validi". Le banche fanno guadagni enormi prestando denaro di cui non risultano avere la proprietà, per cui non ci pagano le tasse, riottenendo indietro il denaro con gli interessi. La banca non può trasformare il niente in patrimoni mobiliari e/o immobiliari degli ignari e sprovveduti clienti.
Illegalità ben nascosta dalla stessa contabilità avallata dagli organi di vigilanza e dalla Banca d’Italia (in cui il controllore è di proprietà dei controllati!) Quindi vi è pure circonvenzione di incapaci. E’ il cliente, infatti, con la sua operatività che dà denaro e beni alla banca, non viceversa. Pagare gli interessi sul nulla è usura, un delitto contro il patrimonio.
1.800 miliardi creati in nero ogni anno dal sistema bancario Italiano.

Questa grave irregolarità contabile è stata denunciata più volte dal dottor Marco Saba nelle Assemblee degli azionisti di numerosi primari Istituti di credito italiani (Unicredit, Mediobanca, Carige). Proprio il 28 marzo 2017 Saba poneva il quesito della creazione di moneta non contabilizzata a Giuseppe Tesauro il Presidente dell’Assemblea dei soci di Carige [LINK] il quale con fare strafottente dalla sua poltrona girevole succhiando qualcosa in bocca, non rispondeva ed inoltre affermava il falso su quanto dichiarato dal tribunale di Genova che in merito deve ancora pronunciarsi. Alla richiesta di Marco Saba di conoscere se i sindaci da eleggere fossero preparati sul tema, lo stesso presidente Giuseppe Tesauro rispondeva in modo evasivo: “prima li eleggiamo, poi glielo chiediamo”. Siamo di fronte a dei buffoni. Prima gli dai l’auto e poi chiedi loro se hanno la patente? Se i nostri denari servono per alimentare questi cervelli sopraffini… da luna park, la tragedia diventa la cosa buffa a carissimo prezzo per tutti gli italiani.
Perché nei confronti di questi illeciti vige il più totale silenzio dei media e tolleranza da parte del potere politico, giudiziario, sindacale e religioso? 

CREAZIONE DI DENARO DAL NULLA E RISERVA OBBLIGATORIA
La riserva obbligatoria oggi all' 1% dei depositi, è una ulteriore truffa da parte delle banche, uno strumento giuridicamente concesso dal legislatore che consente di creare una moltiplicazione di credito. Infatti la riserva viene adeguata ex post e se la banca non ne disponesse, interviene la banca centrale a prestargliela... Ad esempio a fronte di un versamento di 1000 euro, la banca può creare impieghi fino a 100.000 euro a cui aggiungere i relativi interessi e oneri di servizio. 


A fronte delle sofferenze e insolvenze la banca non subisce reali perdite patrimoniali in quanto tutto quello che viene restituito, dedotti costi di gestione (quantificabili dal 1-3% sul credito erogato) è utile. Le attuali crisi bancarie sono determinate da una formale contabilità di bilancio, ma non da una reale perdita sostanziale in quanto gli impieghi con denaro creato dal nulla fuori bilancio non possono generare perdite patrimoniali o di beni. A fronte, però, di un eccesso di crediti concessi agli amici degli amici, divenuti inesigibili, la BCE può privare la banca della solvibilità operativa, cosa inattuabile se il nuovo denaro creato venisse correttamente contabilizzato in ingresso nei flussi di cassa. Vedi Grecia e MPS. 
L’articolo 11 della Costituzione parla poi di “limitazioni”, non “cessioni della sovranità”. E si può configurare anche il reato di alto tradimento a carico delle più alte cariche dello Stato.

Ancora oggi nessuna legge o trattato conferisce la proprietà giuridica della moneta all’atto dell’emissione alla BCE che dovrebbe svolgere un lavoro di politica di emissione monetaria in accordo con tutti gli Stati. Giacinto Auriti sollevava il problema sulla proprietà giuridica della moneta a capo della BCE, in quanto fino al 1971 il monopolio dei banchieri privati emettevano moneta con la copertura aurea del 40% e si arrogavano la proprietà della stessa sostenendo che l’emissione monetaria era rappresentativa del corrispettivo valore aureo. Sostenevano i banchieri: "siccome la moneta è rappresentativa dell'oro, l'oro è nostro, per cui, la moneta è di nostra proprietà!" Con la fine della riserva aurea (Nixon 1971 e accordi di Bretton Woods) questa fittizia motivazione è totalmente decaduta. Nonostante il fatto che la riserva aurea non sia più necessaria e non esista nessuna legge o trattato che attribuisca loro la proprietà della moneta all'atto dell'emissione, continuano a gestirla ancora come se fosse in piena loro proprietà. Il prof. Auriti, in merito, poneva questa domanda: “Di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione?” domanda ancora in attesa di risposta. Per cui “Se la banca centrale non è la proprietaria della moneta all’atto dell’emissione, come può prestarla attraverso la pratica dell’acquisto dei buoni del Tesoro?” (prestare e vendere sono prerogative del proprietario). La cosa fu dirompente in Banca d’Italia e il governatore di allora (ndr Ciampi) poi Presidente della Repubblica, venne rimosso (Marco Saba “Moneta Nostra” pag 5 e 6).
UNA LEGGE POCO NOTA Art. 1834 codice civile: Depositi di danaro
Non tutti sanno che il denaro depositato in banca dai risparmiatori, per legge, diventa di proprietà della banca, la quale in base all' articolo del codice civile n° 1834 ne acquisisce la proprietà giuridica ("nei depositi di una somma di denaro presso una banca questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante").
In Italia i depositi bancari  dei risparmiatori, superano i 4.000 mld di Euro (un cifra considerevole  divenuta, di proprietà delle banche!) e, non tutti i risparmiatori sono consapevoli che, invece, di essere proprietari del loro denaro, sono, di fatto, dei creditori della banca dell’equivalente depositato.
Questo perché, in ogni operazione di deposito, la banca, incassa e accredita in moneta scritturale nella forma di promessa di pagamento in contanti (tecnicamente una falsa cambiale), ma la  promessa di pagamento in contanti, per quanto accettata, non è la moneta ufficiale a corso legale, e anche se la citata legge obbliga la banca nei termini previsti dalla norma, il cliente, possiede, pur sempre, della moneta contabile scritturale, per cui, fin che le cose vanno bene, non vi sono problemi, ma, in ogni momento, potrebbe accadere quel che è successo in Grecia, in MPS, e in tante altre parti del mondo, cioè che le banche si trovino impossibilitate a convertire la moneta creditizia in moneta contante a corso legale nella divisa valutaria nazionale. I depositi sono utilizzati (anche extra legem) ai fini della riserva frazionaria per aumentare spropositatamente il volume degli impieghi.
La verità è che il sistema bancario si è deliberatamente strutturato anche per una eventuale, spogliazione della ricchezza dei cittadini. Il sistema per ora, verte sulla speranza che la richiesta di prelievo dei valori depositati non avvenga in modo significativo e simultaneo, ossia che i depositanti  non ritirino mai contemporaneamente il proprio denaro. Se ciò dovesse accadere, anche in  minima parte, tutte le banche chiuderebbero e il sistema del castello di carte costruito dai grandi usurai, crollerebbe inesorabilmente (la storia ci insegna che le catastrofi finanziarie sono spesso causate in modo criminale da gruppi di potere spietati senza scrupoli).
Se  non ci fossero le leggi fatte su misura per scoraggiare l'utilizzo dei contanti, le banche non riuscirebbero a mantenere, nemmeno minimamente, le loro promesse di pagamento perché, la quantità di euro presente sul mercato, rispetto ai depositi creati in moneta creditizia è del 3%. Il restante 97% è moneta scritturale priva del corrispondente controvalore monetario. Se la moneta scritturale fosse oggetto di domanda di conversione in euro salterebbe il sistema perché le banche non potrebbero mai restituire il 97% dei debiti contratti con i loro depositanti.
Violazione costituzionale
La cessione della sovranità monetaria è avvenuta in violazione del dettato costituzionale che recita: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».
La sovranità della nazione è costituita imprescindibilmente da territorio, persone e proprietà monetaria. Chi priva le persone del loro lavoro o dei mezzi economici di convivenza, è da considerarsi un criminale. Sia il sistema economico che politico non possono esimersi da queste responsabilità sociali. Ogni povero (e sono tanti), ogni disoccupato non in grado di guadagnarsi da vivere, ogni bimbo sottratto alla vita, sono la ferita che sanguina del nostro sistema economico-finanziario in cui un manipolo di finanzieri avidi e senza scrupoli vive sulla pelle di innocenti resi disperati. Il prof. G. Auriti sosteneva che "se la moneta Euro fosse stata emessa a debito, i giovani delle nuove generazioni non avrebbero avuto altra scelta tra l'angoscia della disperazione e il suicidio". Questi lanzichenecchi compiono un crimine contro l’umanità. Dalla licenza di truffare a quella di uccidere.
La moneta svolge un ruolo fondamentale in questa società per la sopravvivenza. “Gli istituti bancari [NdR se correttamente gestiti] svolgono un ruolo sociale importante, devono garantire la quantità di moneta che serve all’economia per gestire le esigenze di tutti gli operatori”. (Antonino Galloni “Il futuro della banca” pag16). La moneta è quindi strumento vitale di diritto sociale. La moneta, in questo contesto socio-economico, diviene necessaria per la dignità di vita di ogni persona. (Parma, 30/03/2017; aggiornato il 04/04/2017)

Editoriale di Luigi Boschi 


mercoledì 15 marzo 2017

ROMA 19 APRILE 2017 - CONVEGNO - ASSE MBLEA W.A.C. WEB ACTIVIST COMMUNITY



Mercoledì 19 aprile, a Palazzo Falletti - via Panisperna 207, Roma (h. 11:00)
La situazione generale del Libero Pensiero e della Libera Espressione nel web sta andando incontro a stagioni molto difficili. L'episodio dell'interruzione della "monetizzazione" da parte di Google - Ad Sense nei confronti di centinaia di web attivisti, l'adozione degli algoritmi "selezionatori" da parte di Facebook, il DDL Gambaro e il Truth Act dell'On. Boldrini 
 , sono solo le punte visibili di un iceberg contro il quale gli utenti di internet potrebbero scontarsi a breve. L'alleanza tra i Boss della Rete e le Autorità nazionali e internazionali sta muovendo le truppe occulte di una guerra silenziosa i cui obiettivi sono chiari : la riduzione drastica , se non l'eliminazione, del dissenso non conformista che si esprime nel web. Nel magico triangolo costituito da Contenuti, Accesso alla rete e Modello di business , anche se si riuscirà a salvaguardare i Contenuti , in quanto il Potere Globale è costretto a difendere formalmente la Libera Espressione ... anche se si riuscirà a salvaguardare l'accesso alla Rete, in quanto difeso dalla Net neutrality sostenuta dagli interessi delle Società telefoniche ( fin quando si paga il transito si ha visibilità ) ... ciò che è drammaticamente in discussione è il Modello di Business, cioè l'accesso alle risorse indispensabili alla sopravvivenza dei singoli e all'economia della Comunità .I rivoli monetari "classici" che alimentavano il web : denaro pubblico, pubblicità e sponsorizzazioni, si stanno prosciugando o sono sotto il controllo ferreo di soggetti che vogliono sopprimere i web attivisti antagonisti dei media mainstream. I rivoli : donazioni, sottoscrizioni e crowdfunding, ai quali ci si sta recentemente rivolgendo quali fonti di risorse dirette, non bastano e non basteranno . A loro attingono da sempre macro organizzazioni travestite da "organizzazioni umanitarie e ambientali", a loro attingono i grandi siti di petizione online, a loro oggi si rivolgono una quantità sempre più numerosa di soggetti.

Le fonti classiche non basteranno a generare un'economia tale da sostenere la libera espressione e il lavoro in Rete di centinaia di migliaia di attivisti. A favore della strenua difesa, anche legale, della libera manifestazione in Rete e della libertà di ognuno di mantenere la propria linea editoriale , il 31.1.2016 si è costituita la WAC - Web Activists Community e ha formalmente celebrato il  proprio rito di riconoscimento sul grigio altare della Agenzia delle Entrate. Da qualche settimana dunque la WAC esiste al fine di assumere una rappresentanza , la più vasta possibile , della moltitudine di soggetti attivi in Rete e al fine di fornire un Marchio Ombrello per affrontare le battaglie collettive e condivise della democrazia digitale e contemporanea. NO al referendum della J.P.Morgan, NO al Fondo Salva Stati, No al DDL Gambaro,sono alcune delle battaglie che già hanno visto attivi gli aderenti alla Wac . Si all'Attuazione della Costituzione, No alle scorribande della finanza speculativa, No alle liberalizzazioni selvagge, sono le prossime battaglie in agenda. Al di là e in armonia con il suo impegno civile e politico la WAC si propone anche di sostenere i propri soci nella ricerca delle fonti di sostentamento . Al riguardo stiamo verificando come poter accedere, sia a favore dei singoli che dell'Associazione, a nuove risorse che il web sta offrendo . Tra queste : la realizzazione di forme di e-commerce finalizzate al consumo equo e sostenibile, grazie all'alleanza con soggetti off Amazon, off eBay e la difesa dei leciti diritti d'autore. "Sopravvivere economicamente e dignitosamente" è una delle parole d'ordine della WAC. 
Vediamoci a Roma il 19 aprile (h.11:00) in via Panisperna 207 nella sala di Palazzo Falletti . VEDI LA MAPPA
Interverranno bloggers famosi, politici, giuristi, economisti, accademici e giornalisti.
Glauco Benigni - Presidente di WAC .

Contacts :
segreteria@wac.world

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mercoledì 1 marzo 2017

DISEGNO DI LEGGE GAMBARO: UNA NORMATIVA DA RIVEDERE

Editoriale dell' Avvocato Mario Di Primio

Da tempo Internet ha rivoluzionato in vario modo i rapporti sociali, consentendo a masse di utenti di accedere a un patrimonio di conoscenze prima assolutamente indisponibile, caratterizzato da un inarrestabile libero e illimitato  scambio di informazioni in rete; proprio la sua inarrestabile fruizione sta plasmando rapidamente nuove dinamiche e relazioni sociali, destinate a dominare la nostra società, come dimostra la diffusione sempre più pervasiva e penetrante nella nostra vita dei social networks e la implementazione progressiva e inarrestabile di nuove realtà socioeconomiche ( la cd. New Eeconomy),
Come nel passato l’impulso rapido, quasi violento, della evoluzione della rete e delle nuove tecnologie apre nuove opportunità ma porta con sé anche fenomeni inquietanti che minacciano aspetti fondamentali della nostra esistenza, introducendo controlli sempre più asfissianti nella vita privata, teorizzando il superamento della democrazia nelle sue forme finora conosciute, e dischiudendo nuovi sottoboschi virtuali in cui la criminalità in forme innovative esprime tutta la sua creativa pericolosità ( si pensi al deep web dentro cui si svolgono vendita e scambi di organi umani, di armi, e di droghe, di materiale e informazioni pedopornografiche ecc.ecc.).
Quel che è peggio, la società non riesce a tenere il passo e i nuovi paradigmi sociali e tecnologici non trovano risposte adeguate ma reazioni confuse e sempre più contraddittorie.
In particolare emerge forte l’esigenza di proteggere i cittadini ma ai tanti gravi problemi posti da Internet finora le Autorità e le legislazioni hanno reagito in modo disordinato, mettendo a rischio anche valori fondamentali della democrazia.
Un tentativo disordinato di intervenire in questa materia è il disegno di legge Gambaro n.2688/17 con cui si vorrebbe “…. prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”, tali da ledere a parer di chi scrive il principio di cui all’art. 21 della Costituzione.
Detta legge vorrebbe ostacolare le cd. Fake news, che inarrestabili si moltiplicano all’interno della rete, nell’intento di limitare la overdose di informazioni cui è esposto il comune cittadino quando naviga su Internet e sopratutto nei social. 
In effetti non sono pochi a ritenere che un eccesso di informazione è forse peggio della mancanza di notizie, poiché dà luogo a quella che è considerata ormai la nuova frontiera dell’analfabetismo, invero  l’incapacità del singolo di poter discernere, distinguere e differenziare le migliaia di informazioni che riceve passivamente, senza dargli il giusto peso e avvalorando anzi quelle di dubbia veridicità.
Il nuovo progetto di legge si propone di intervenire in questo delicato contesto ma tuttavia basta una sua rapida lettura per rendersi conto che tocca alcune corde delicate della nostra democarazia, come quella della libertà di informazione, di circolazione delle idee e di liberta di associazione.
Preliminarmente va sottolineato che il disegno di legge si prefigge di sanzionare con pene più severe reati già disciplinati dal codice penale vigente, sol perché commessi con l’ausilio di piattaforme e mezzi telematici.  
Ciò è particolarmente vero per l’art. 656 bis c.p., di cui all’art. 1 del progetto legislativo che ricalca in tutto e per tutto l’art. 656 c.p., con la differenza che inasprisce la sanzione nel caso gli stessi fatti siano commessi con l’ausilio di piattaforme o mezzi telematici:  non più l’arresto fino a tre mesi o la ammenda fino a € 309 per chi pubblichi o diffonda notizie false, esagerate o tendenziose dunque, ma una ammenda fino a € 5.000,00 per chi nel comunicare dette notizie si avvalga di piattaforme o mezzi telematici.Ben più “politico” è l’art. 2 del progetto di legge che con la stessa tecnica dell‘inasprimento sanzionatorio punisce con severità, con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l’ammenda fino a € 5.000,00, coloro che diffondono, comunicano voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, o svolgono comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online. Ancora più gravose poi le pene per chi si renda addirittura responsabile di campagne d’odio contro individui o volte a minare il processo democratico a fini politici (reclusione non inferiore a due anni e ammenda salatissima fino a € 10.000,00). 
Né va trascurato che l’art. 265 bis c.p. si ispira alla norma relativa al cd. “Disfattismo Politico”, reato di altri tempi concepito in epoca fascista in un clima marziale per contrastare ogni opposizione sia politica che militare. Il riferimento a questa norma, operata nel progetto di legge, appare pertanto alquanto infelice, tanto più che detta norma è stata impiegata da alcune procure negli anni 90 teorizzando la cd. depressione del sentimento nazionale per reprimere pacifiche manifestazioni di protesta. 
Va considerato che la maggiore severità delle sanzioni è sempre e chiaramente concepita in ragione della maggiore permeabilità, accessibilità e rapidità di fruizione delle notizie diffuse tramite blog e social network, che in caso di manipolazione, raggiungendo in tempi rapidissimi migliaia di persone possono suscitare reazioni collettive fino a poco tempo fa impensabili e difficili da controllare, che in casi estremi potrebbero minacciare anche l’ordine pubblico (si pensi a un flash mob ideato con fini eversivi). 
Tuttavia c’è da chiedersi se in un paese così conformista come il nostro paese norme del genere non diventino nei fatti uno strumento punitivo nei confronti di tutti coloro che manifestano idee diverse, diffondono notizie alternative e contrastanti con quanto diffuso dai media principali; non siano addirittura un mezzo di repressione per quanti intendano organizzare nuove associazioni di natura politica, non avvalendosi di mezzi finanziari ma puntando sulle straordinarie risorse offerte dai social network.
Proprio sotto quest’ultimo aspetto si pongono quesiti irrisolvibili: la propaganda dei gruppi politici da sempre - si sa -  mescola e diffonde accanto a fatti veritieri anche una buona dose di informazioni scorrette, quando non false, manipolate o comunque fuorvianti e superficiali ( basta pensare da ultimo allo slogan diffuso su internet durante l’ultima campagna referendaria dai sostenitori del SI; chi vota no vota per il debito pubblico, per i vitalizi dei senatori e per la casta ): c’è dunque da chiedersi con quale criterio e in quale misura si potranno ritenere delle notizie senz’altro parziali se non addirittura partigiane tanto false, esagerate e tendenziose, da richiedere l’intervento della magistratura.Che ne sarà poi dei gruppi che vogliano organizzare e sviluppare forme autonome di politica organizzata senza poter ( o voler) accedere a imponenti risorse finanziarie? I propri strumenti di propaganda, allocati quasi prevalentemente sul web, potranno essere in qualche modo frenati? E questo non rappresenta una evidente violazione del dettato costituzionale che impegna lo stato ai sensi dell’art.3 della Costituzione a promuovere “l’effettiva  partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”? 
Si tratta di quesiti delicati che il progetto di legge non soltanto non prende in considerazione ma rende ancora più attuali. Grande attenzione sotto questo profilo merita il riferimento troppo generico alle campagne volte a minare il processo democratico a fini politici. Chi deciderà infatti quando una campagna possa ledere al processo democratico? Detta norma di facile applicazione nei confronti di gruppi estremisti che portano nella loro stessa ideologia l’odio e il disprezzo verso la democrazia, diviene fonte di perplessità e di preoccupazione nei confronti di altre formazioni politiche. 
VI sono nell’attuale panorama politico movimenti che in passato ( la Lega Nord) e attualmente ( il M5S) hanno più volte manifestato forme estreme e radicali di protesta: questa profonda mancanza di galateo istituzionale potrebbe essere intesa come “minaccia al processo democratico.”?  Chissà perché ma sono convinto che detta norma, se introdotta, troverà qualche solerte magistrato disposto ad applicarla tout court. E l’uso politico sarebbe fin troppo scontato. Altri seri problemi sono posti dal comma 3 dell’art. 656 bis, che introduce una ben meditata discriminazione a favore degli organi di stampa e dei giornalisti, una odiosa liberatoria che consentirà a tutti coloro che operano all’interno dei mass media istituzionali e negli organi di stampa di partito di poter anche diffondere notizie false venendo sanzionati con meno severità.
Tale disparità di trattamento viola in ogni caso il principio di uguaglianza e invece di arginare le fake news il nuovo art.656bis nella sua struttura odierna finirebbe per condizionare e rallentare il flusso delle informazioni fuori dai canali istituzionali, sbarrando il passo alle fonti di informazione alternativa che spesso si sono incaricate dui diffondere on voci ma fatti troipo trascuratio dai mass media tradizionali  In definitiva il nuovo disegno di legge va ulteriormente approfondito: norme apparentemente meritorie, perché volte a introdurre una qualche forma di controllo nel web e nei social, possono sotto troppi profili divenire fonte di abuso e di controllo politico.La storia e l’esperienza umana infatti insegna come norme e regole ispirate alla volontà di tutelare i singoli cittadini, variando i contesti, siano poi divenuti strumento di abuso e repressione.


giovedì 23 febbraio 2017

TRUMP & PUTIN

PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino

Trump e Putin sono sicuramente i personaggi della politica mondiale più controversi. Entrambi sono, da alcuni, acclamati come salvatori della patria e innovatori politici.  Da altri sono fortemente osteggiati per l’assoluta indifferenza con cui calpestano i diritti umani e la forza che esercitano nel soffocare l’opposizione.La recente elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha suscitato una serie di reazioni, soprattutto negli USA, dove in molti contestano la sua elezione in ragione del suo programma politico populista. Benché alcune sue scelte sembrano essere, e forse lo sono, giuste in questo momento storico, come ad esempio un rigido controllo dell’immigrazione, non bisogna dimenticare che egli intende abolire le riforme volute da Obama nella sanità. In una nazione in cui il sistema sanitario è fatto su misura di chi è benestante mentre gran parte della popolazione è praticamente senza assistenza. Se non si in possesso di un’adeguata assicurazione sanitario ti lasciano semplicemente morire. In pratica chi non ha saputo sfruttare i benefici del “sogno americano” sono cittadini di serie c, poco importa come hanno fatto i quattrini purché li Abbiano. Le modifiche volute dal precedente presidente non erano granché, ma sempre meglio di niente.  Trump ha immediatamente aumentato i finanziamenti alle forze armate ben consapevole che l’economia americana si mantiene sulla macchina bellica. Gli USA devono sempre essere in guerra affinché la loro economia giri, il volano di questa economia è l’industria bellica. Ritornando al tema dell’immigrazione, tenuto conto che i paesi occidentali sono sotto attacco da parte dei paesi musulmani, un maggior controllo è giustificabile. Quando questo controllo diviene generalizzato e diventa occasione per innalzare barriere protezionistiche la cosa è molto meno accettabile, soprattutto per una nazione fatta esclusivamente da immigrati. Forse il signor Trump è un nativo americano? Non credo visto che intende prendere alcune iniziative penalizzanti per gli indiani d’America (vorrebbe sottrarre parte delle riserve per concederle in gestione alle compagnie petrolifere), scatenando le ire di alcune tribù tra cui i Sioux.  Valdimir Putin, lo zar, è il camaleontico reggitore della politica e dell’economia russa. Anche lui molto contestato per le scelte politiche e non, per la protervia con cui esercita il potere e per la sfacciata esibizione di esso. Ha gabbato il sistema politico del suo paese, che prevede per un presidente non più di due mandati consecutivi, con una staffetta che lo vede prima presidente e poi primo ministro dopo di che nuovamente presidente. Un sistema subdolo e dichiaratamente anti democratico per detenere il potere all’infinito. L’ex colonnello del KGB è un ricco imprenditore grazie alla sua capacità di sottrarre le aziende ai legittimi proprietari per farle sue (lo si chieda al proprietario della YuKos finito in Siberia per essersi rifiutato di cedere a Putin. Oggi l’azienda è denominata Gazprom e Putin è il maggior azionista). Il presidente russo è favorevole alle maniere spicce quando si tratta di liberarsi di avversari politici o rappresentanti dei media non allineati con il Putin pensiero, negli anni parecchi sono misteriosamente scomparsi ed altri uccisi platealmente (forse un messaggio per altri oppositori?). Putin è il profeta di un neo imperialismo sovietico, non si fa scrupolo di attaccare proditoriamente paesi incolpevoli, come L’Ossezia del sud e l’Ucraina. L’Ucraina la cui unica colpa potrebbe essere la volontà di farsi pagare il transito del petrolio russo sul suo territorio è, in realtà, colpevole di essersi troppo avvicinata all’occidente. Ha pagato la sua colpa con l’invasione russa, perdendo la Crimea e dovendo affrontare una guerra tanto sanguinosa quanto dimenticata, i combattimenti avvengono sul confine nord-orientale tra Russia ed Ucraina. La Russia vanta diritti su quei territori perché abitati da popolazioni di origine russa. Come dire che  l’Italia dovrebbe cedere il Trentino alla Germania perché vi è una consistente comunità tedesca in zona. 
Perché Putin e Trump sembrano essere in perfetto accordo su molte cose? In realtà è una politica truffa, nessuno dei due vogliono la distensione tra i due paesi, anzi aspirano ad un ritorno alla guerra fredda. Uno stato di perenne tensione permetterebbe ad entrambi di accrescere il potere personale, di rafforzare gli eserciti e soprattutto di tenere l’Europa sotto pressione. A nessuno dei due piace una UE forte e terzo polo politico-militare-economico, si augurano che l’Unione Europea si sfaldi. Non a caso entrambi hanno esultato per la brexit. Questi due signori vogliono una nuova corsa al nucleare e si auspicano il ritorno al bipolarismo puro USA-Russia.  Considerando che Putin e Trump perseguono gli stessi fini possono ritenersi alleati, il vero problema è che si sono alleati a discapito dei  popoli di tutta la Terra.



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