sabato 27 agosto 2016

RIPRENDIAMOCI L’ORGOGLIO - PENSIAMOCI SU: RUBRICA DI LUIGI ORSINO

RUBRICA DI LUIGI ORSINO

Se qualche lecca culo dei cammelli arabo, integralisti musulmani, fondamentalisti islamici volesse gioire per il terremoto che ha colpito il centro Italia si risparmi pure le masturbazioni mentali. Il loro dio non c’entra. Noi italiani nella nostra storia ultra millenaria abbiamo conosciuto catastrofi di ogni genere, guerre, pestilenze, catastrofi naturali e … governanti imbecilli e corrotti. Abbiamo le spalle larghe e siamo abituati alla sofferenza, non sarà per un cataclisma naturale che ci faremo abbattere; ci tireremo su le maniche e ricostruiremo tutto. Si il popolo italiano reagirà nel modo giusto nonostante l’arroganza colpevole di chi pretende di governarci, nonostante la volontà di speculare sul dolore, nonostante l’azione speculativi degli immancabili sciacalli, che non mancheranno come non mancarono all’Aquila.
Ricordiamoci di essere un grande popolo, gente forte che subisce gli insulti della politica, più dannosa dei più terribili eventi catastrofici. 
Vedremo i terremotati ammassati in tendopoli anonime e umilianti, vedremo i soccorsi lenti e speculativi, vedremo, forse, gli anni passare sulla povere gente stipata in prefabbricati di fortuna e soffriremo nel vedere gli immigrati essere trattati coi guanti gialli, ospitati in strutture ed alberghi, ricevere aiuti finanziari e accoglienza. Vedremo gli invasori trattati da ospiti di riguardo e gli italiani trattati da elementi di risulta sacrificabili. Vedremo questo ed altro ancora. Dovremo ancora vedere i nostri fratelli soffrire la fame e languire in attesa di un lavoro che non arriva mai e … soffriremo. Ma ciò che non ci uccide ci rende più forti e un giorno ci prenderemo la nostra rivincita, un giorno cacceremo via gli speculatori e i corrotti, un giorno ci riprenderemo la nostra dignità. Quel giorno molti dovranno pregare i loro dei perché siano salvati dalla giusta furia di un popolo infuriato. Pregheranno inutilmente perché non c’è dio che li proteggerà, non esiste forza che li possa difendere dal furore degli umiliati e derisi. Oggi soffriamo ancora, forse questo giorno sarà lungo ma non sarà senza fine. Incominciamo a pensare che la rivincita arriverà, in un modo o nell’altro arriverà e la furia del popolo sarà peggio di quella della natura.
Vogliamo che le risorse dell’Italia vadano agli italiani, che si provveda a tutte quelle migliaia e migliaia di famiglie sprofondate nel baratro della povertà, vogliamo rispetto e ce lo prenderemo.  Il disastro che ha colpito la nostra terra non è solo colpa della natura ma è colpa di chi non ha creato un’efficace prevenzione, non certo per sbadataggine ma perché è molto più conveniente ricostruire che prevenire i disastri. Gli speculatori, luridi sciacalli, godono dei disastri e ci ingrassano. Faremo pulizia anche di loro. Non rassegnatevi mai, pensate ai nostri avi e nel loro rispetto affilate le lame che troncheranno i legacci della nostra schiavitù e .. non solo quelli.
Nel prossimo appuntamento parleremo ancora di terrorismo e di guerra ai fanatici religiosi, ora non potevamo dimenticarci dei nostri fratelli colpiti dal terremoto.

Luigi Orsino

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giovedì 25 agosto 2016

TERREMOTO: APPELLO ALLE STRUTTURE ALBERGHIERE DEL CENTRO ITALIA


NOTIZIA CONFERMATA TELEFONICAMENTE  OGGI 25/08/2016  ALLE ORE 07.00


L'HOTEL GELSO DI RIMINI, ATTRAVERSO IL SUO GESTORE GIANFRANCO METTE A DISPOSIZIONE LA PROPRIA STRUTTURA ALBERGHIERA PER OSPITARE FINO A 40 PERSONE COLPITE DAL SISMA IN CENTRO ITALIA. TELEFONO PER CONTATTO 0541.331940 - 0541.331152 e mAIL info@gelsohotel.com
AUSPICO VIVAMENTE CHE ALTRI IMPRENDITORI DEL SETTORE ALBERGHIERO SI UNISCANO A QUESTA GARA DI SOLIDARIETA'.

La Redazione del Bog 


domenica 21 agosto 2016

LA NUOVA PROPAGANDA FILO AMERICANA: I RUSSI NON MANGIANO I BAMBINI, LI BOMBARDANO

Editoriale di Stefano Becciolini

Strana estate questa del 2016 che ora mai sta giungendo inesorabilmente al termine. Non è un'estate come le altre, non solo per la scia di sangue degli attentati in Europa e per il misterioso Golpe in Turchia di cui non se ne parla quasi più. Nell'aria aleggia lo spettro di qualcosa di ancora più grave che deve accadere ma la sua percezione ai più rimane un vago presagio o più semplicemente viene vilmente ignorata. In questo scenario di crisi economica che non da segno di finire, di attentati in Europa che sembrano solo all'inizio, si aggiungono lo
spettro funesto delle elezioni Presidenziali  Americane di Novembre e del nuovo corso di una guerra non più tanto fredda con la vicina Russia.
Mai come ora il destino dell'occidente e dell'intera umanità è appesa ad un filo, il filo sottile che potrebbe essere reciso dal nuovo Presidente degli Stati Uniti d' America, chiunque esso sia. Non c'è di certo da stare allegri se il mondo ha come alternativa di pace un Donald Trump

pistolero e una Hillary Clinton legata  mani e piedi ai NEOCONS Americani.Per capirci  “Neocons” è un movimento politico Internazionale di origine statunitense, interventista, occidentalista ed americanista che vorrebbe dare vita ad un nuovo corso, un nuovo ordine mondiale, a guida stelle e strisce, e identificato con l'acronimo di PNAC (Project for the New American Century). Quale sarà il progetto Geo Politico dei due aspiranti Presidenti, oltre che debellare il terrorismo islamico creato dalle Agenzie Governative Americane e sovvenzionato dai soldi di Arabia Saudita e Quatar? Quale altro nemico dovranno trovare per alimentare l' oliata macchina della discordia e dell'odio planetario? Un nemico pronto in realtà esiste di già: la Russia di Putin. L'offensiva economica è già iniziata nel 2014 con le sanzioni contro quel Paese, che invece di indebolirlo lo hanno rafforzato come identità di popolo e questo indubbiamente grazie a Putin. La pre-offensiva da tempo è stata preparata, ma alcune cose sono andate storte, come la figuraccia dell' Occidente nella guerra in Siria contro l' ISIS, che solo grazie all'intervento Russo ha avuto una svolta decisiva.
Ma ora contro Putin viene scagliata un'arma ancora più micidiale, la propaganda dei Mass Media occidentali che in ogni modo vogliono contestare alla Russia il primato di "mangia bambini" come ai tempi dell’italico scontro PC - DC.
La notizia della vicenda del piccolo Omar e di suo fratellino morto nei bombardamenti russi ad Aleppo sta facendo il giro del mondo, giustamente commuovendo le persone. L' Occidente e l' Italia soprattutto ha memoria corta o perlomeno solamente per quelle vicende storiche che ogni anno vengono ricordate con riti ufficiali. Ma senza togliere nulla ai vari Olocausti della
storia, vere e proprie macchie di oscenità e abbruttimento dell'essere umano, bisognerebbe ricordare anche le stragi perpetrate in nome dei valori occidentali o più correttamente di quei valori che gli Stati Uniti d' America vorrebbero esportare su questa terra e Dio sa dove altro ancora, Marte? Quanti Omar meno fortunati hanno dovuto subire la distruzione della propria terra e la perdita dei genitori ed affetti? Quello che l'Occidente a guida Americana ha erpetrato ai danni dei mussulmani negli ultimi 25 anni si può definire un vero e proprio Olocausto, circa 4 milioni di morti tra i civili nelle cosiddette “guerre al terrore”.I dati sono del giornalista investigativo Nafeez Ahmedimpegnato sui media internazionali. L’ultima notizia la fornisce
la Prs di Washington: l’associazione “Physicians for Social Responsibility”, composta da medici e Premi Nobel per la Pace, in un rapporto di 97 pagine dichiara che il solo decennio seguito all’11 Settembre «è costato la vita a circa 1,3 milioni di persone, forse anche
2 milioni», calcolando il numero di vittime civili mietute dagli interventi militari statunitensi in Iraq, Afganistan e Pakistan nel quadro delle “operazioni contro il terrorismo”. Questo Olocausto è stato praticamente oscurato dai canali anglofoni d’informazione, ed anche la denuncia di Nafeez Ahmed  è stata completamente ignorata dal mainstream nonostante rappresentasse il primo sforzo di un’organizzazione internazionale di medici nel produrre un calcolo scientificamente provato del numero delle persone uccise nella “guerra al terrore” condotta da Stati Uniti e Gran Bretagna. Solo nella guerra in Iraq, pomposamente chiamata dagli USA “Operation Iraqi freedom”, ovvero “operazione libertà in Iraq”, da un studio, guidato dal team di Amy Hagopian dell’Università di Washignton negli Stati Uniti, calcola che dal 2003 al 2011 ci sono stati circa mezzo milione  di iracheni che hanno perso la vita in bombardamenti e scontri
armati, di cui il 30-40% morti per cause indirette dovute al collasso delle infrastrutture mediche e sociali. Tuttavia, il dato che più colpisce l’attenzione è la predominanza delle vittime civili sulle forze combattenti di ogni tipo (militari iracheni e internazionali, insorgenti).

Ecco alcune delle innumerevoli stragi Made in USA. classificate come

"danni collaterali":
maggio 2004, Iraq Occidentale, villaggio di Al Qaim
Un elicottero USA apre il fuoco sugli invitati ad un matrimonio, 40 morti, tra i quali molti bambini.
3 maggio 2005, Afghanistan. provincia centrale di Uruzgan.
L' aviazione USA bombarda una festa nuziale uccidendo 48 civili e ferendone altri 117.
4 luglio 2005, Afghanistan, villaggio di Chichal
una ventina di chilometri a est di Asadabad, capoluogo della provincia orientale di Kunar. Cacciabombardieri USA distruggono alcune case del villaggio, ma mentre gli abitanti del villaggio stavano cercando di soccorrere le vittime del primo raid, i caccia sono tornati effettuando un secondo bombardamento. E’ stata una strage di civili, donne e bambini. Il bilancio non è chiaro. Il governatore provinciale Assadullah Wafa ha parlato di almeno 17 morti, ma secondo Abdul Latif Hakimi, portavoce dei talebani, i morti sono almeno 25.
2 Maggio 2015, Siria
52 civili morti in un raid aereo della coalizione statunitense nella provincia di Aleppo
4 agosto 2015, Siria e Iraq
Almeno 459 civili, tra cui oltre 100 bambini, sarebbero rimasti uccisi nei bombardamenti condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti nel corso della guerra contro

l'Isis in Siria e Iraq. 
22 luglio 2016, Siria
Un bombardamento degli Stati Uniti ha ucciso cento civili nel nord della Siria, 35 sono bambini ad Manbij, una città nel nord della Siria.

Riferimenti di ricerca:



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lunedì 8 agosto 2016

ITALIANI, POPOLO IMBELLE, SENZA ORGOGLIO NE PIETA'

Editoriale di Luigi Orsino


"Ahi serva Italia, di dolore ostello …" il sommo poeta mi vorrà perdonare se uso questi versi tratti dalla Divina Commedia (Purgatorio canto sesto) ma sinceramente mi sembrano i più adatti a ben definire la nostra martoriata patria. Ovunque volgiamo lo sguardo troviamo marciume qual mai in nessun altra epoca. Siamo governati da una cricca di delinquenti, anzi peggio che delinquenti perché anche i malfattori hanno un cuore, anche i criminali incalliti talvolta si commuovono e sono capaci di azioni umanitarie. I politici no! Il loro cuore è sepolto, molto profondamente, sotto il portafogli gonfio, il loro unico scopo è arricchirsi facendo incetta di denaro e potere da spartire con i burattinai che tirano le loro fila e che di fatto sono, hai noi, i gestori delle nostre vite. Il neo feudalesimo è cosa fatta, il popolo non ha più diritti deve solo ubbidienza ai padroni dispotici che impongono sacrifici e gabelle a ritmo industriale.
Stanno arrivando le bollette ENEL gravate del canone RAI, come può un poveraccio che vive con poche decine di Euro al mese a pagare anche il canone quando non riesce neanche a pagare il consumo elettrico? Come possono le famiglie che vivono al di sotto del limite di povertà a pagare un altro balzello. Un balzello ingiusto in quanto la RAI dovrebbe mantenersi con la pubblicità, che non ci risparmia di certo, esattamente come fanno le tv commerciali.
Perché in Italia non c’è un reddito minimo garantito a chi è a basso, o senza, reddito? Perché non vi sono sostegni alle famiglie disagiate? Perché non c’è nulla di quanto è diritto acquisito in tutti i paesi civili? Forse perché siamo il paese più insicuro del mondo? Le mafie spadroneggiano su tutto il territorio, compreso i palazzi del potere, gli stranieri arrivano a vagonate ad ingrossare le fila degli affamati o, più spesso, dei delinquenti o, meglio ancora, dei terroristi pronti a colpire qui o in qualsiasi altro paese europeo. E’ dimostrato che gli autori degli ultimi attentati terroristici di matrice islamica erano transitati per l’Italia. Il marciume ci soverchia, ci affoga, il tanfo di merda ci stordisce … eppure noi siamo belli tranquilli e mandiamo tutto giù, non protestiamo, non ci ribelliamo. Ma siamo sicuri di essere vivi? Le forze dell’ordine non sono in grado di proteggerci, sono impreparati ed incapaci. Quelli che dovrebbero avere cura della nostra sicurezza badano solo a salvaguardare la loro pelle e, se capita, a mettersi anche qualche cosa in tasca, certo è che loro “tengono famiglia” e solo alla loro famiglia pensano, solo al loro stipendio badano. Noi siamo sacrificabili, salvo poi  fare i prepotenti con i debole e i deboli con i forti. Ribadisco che l’unica soluzione che ritengo possibile sia la spontanea formazione di una GUARDIA CIVICA volontaria che possa prendere il controllo del territorio e garantire la sicurezza nel rispetto della democrazia popolare. Si perché la democrazia è del popolo, la democrazia è il popolo e chi è contro il popolo è contro la democrazia. Ribellarsi è giusto, ribellarsi è un dovere, ribellarsi è un diritto.
Non tentennare, non temere, non avere paura tutti insieme siamo la forza. Uniti possiamo sconfiggere i mostri … stranieri e di casa nostra.



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venerdì 29 luglio 2016

PENSIAMOCI SU: MALA TEMPORA CURRUNT

Editoriale di Luigi Orsino

(N.d.r.) Questo articolo di Luigi Orsino scatenerà sicuramente polemiche per la rudezza con cui viene affrontato l'argomento dell'Islam nell'ottica del suo radicamentalismo. Il mio parere penso che già lo conosciate  riguardo alle religioni (tutte) e sul  fanatismo con cui alcuni adepti vogliono influenzare la condotta civile dell'occidente. Sicuramente la società attuale non brilla di saggezza e lungimiranza, anzi! abbiamo a mio avviso toccato i gradini più bassi  della dissolutezza e dell'impoverimento sociale, ma da qui a identificare come unica speranza di evoluzione il ritorno a una coscienza religiosa integralista, ci separa un'abisso.
Come del resto (sempre a mio modesto parere) deve separarci un'abisso dal condannare indiscriminatamente chiunque abbia una concezione della vita diversa dalla nostra.

Certamente stiamo vivendo un periodo difficile e carico di tensione, non che la storia umana, anche in un recente passato, non ne abbia conosciuto di peggiori, che avvertiamo molto amplificato in quanto, almeno noi occidentali, ci siamo abituati ad uno stile di vita tranquillo, pacifico e alquanto agiato. Anche noi, occidentali, abbiamo di che lamentarci ma è niente in confronto ad altre parti del mondo che per consuetudine indichiamo come “terzo o quarto”. L’occidente ha grandi colpe per tutto ciò che sta succedendo, sull’altare del dio denaro è stato sacrificato la solidarietà e la pace, scenari di guerra sono stati aperti per foraggiare le industrie belliche, la controinformazione ci ha offuscato le menti. Tutto vero! Così come è vero, al di la di ogni altra considerazione, che oggi, volenti o nolenti, siamo in guerra. Una guerra di civiltà contrapposte, una guerra dove la religione è solo il “casus belli”. Siamo sull’orlo di un baratro e non c’è modo di evitare la caduta. Io rivendico il diritto all’autodifesa, si è questa la reale portata del problema: combattere o soccombere. Io preferisco combattere, di morire come una pecora portata al macello non ci penso proprio. A chi vorrebbe impormi il suo stile di vita, la sua religione, le sue barbare regole io dico: << FOTTETEVI>>. So bene che anche noi abbiamo le nostre colpe ma non per questo ho intenzione di votarmi al martirio restando indifeso ed inerme nei confronti di chi mi attacca. Difendersi è lecito ed auspicabile oltre che inevitabile. Non dimentichiamoci che non c’è miglior difesa dell’attacco. Noi, occidentali, siamo stati attaccati già innumerevoli volte, ora dobbiamo dare una risposta forte e risolutiva a chi viene a spargere il nostro sangue sulla nostra terra. Sono un interventista? Si lo sono! Lo sono nella misura in cui sento minacciato i miei compatrioti, sento in pericolo il mondo occidentale, sento sul collo il fiato puzzolente di fetidi cammellieri seguaci di un buffone nato 1500 anni fa che scrisse un libercolo, copiandolo da altri libri “sacri”, ed adattandolo alle genti barbare e sanguinarie che abitavano la sua terra, un pericoloso imbroglione che si impose con faciltà su menti primitive imponendo loro di propagare la ridicola religione da lui fondata con la violenza.Mi rifiuto, anche lontanamente, di prendere in considerazione la possibilità che l’islam possa dettare legge in casa mia, mi rifiuto di prendere ordini da uno scopa-cammelli, mi rifiuto di considerare miei pari dei barbari sanguinari. La situazione internazionale in questi ultimi giorni è notevolmente peggiorata: Il fasullo golpe in Turchia ha permesso al dittatore musulmano Erdogan di perseguitare i laici del suo paese e di appoggiare apertamente i suoi sostenitori islamici nella speranza di divenire il sultano di un rinato impero ottomano e di assumere il comando del neo-espansionismo islamico con il potere che ciò comporta. Purtroppo la Turchia è nella NATO, quindi in questo momento è una serpe in seno, una serpe che va schiacciata, Erdogan va spodestato, la democrazia ripristinata e i fondamentalisti islamici turchi presi a calci nei denti. Occorre fare fronte comune, tendendo entrambi le braccia alla Russia, in un abbraccio fraterno, per combattere contro lo stato islamico e contro tutte le sue diramazioni, perseguitare tutte le cellule terroristiche, ovunque esse si trovino, senza badare a non violare le sovranità nazionali. Chi ospita i terroristi è loro complice e dunque devono subirne le conseguenze. I musulmani, presenti nei territori occidentali, vanno monitorati e, se necessario, temporaneamente isolati. Nuovi arrivi di genti a rischio sulla nostra terra vanno immediatamente bloccati.  Siamo in guerra e ciò impone che i diritti civili siano sospesi. Nessuno si illuda che questa sarà una guerra in guanti bianchi, combattuta dai droni o altre diavolerie tecnologiche, sarà la più sporca e feroce delle guerre che siano mai state combattute, scorrerà sangue a fiumi. Se vorremo uscirne vincitori dovremo sporcarci del sangue nostro e di quello dei nemici. Ritengo tutto ciò inevitabile.   
L’Italia è pronta ad affrontare una prova tanto impegnativa? Assolutamente no! Il nostro esercito è costituito quasi esclusivamente da passacarte, le forze dell’ordine sono più avvezzi ad affrontare rubagalline che reali pericoli. E’ indispensabile che vi siano grandi e necessari cambiamenti, cambiamenti imposti dalla mutata realtà. 
Veniamo all’argomento civili-armi: un’assurda legge rende praticamente impossibile ai civili, in Italia, possedere armi per potersi difendere. In questo modo i delinquenti ed i terroristi sono ben armati, visto che si approvvigionano attraverso canali illegali ma agevoli, mentre i cittadini onesti sono del tutto impossibilitati ad esercitare il loro sacrosanto diritto alla legittima difesa. Se qualcuno vi entra in casa per sgozzare voi e la vostra famiglia, in nome di Allah o del dio dei minghioni, dovete tirargli una pantofola perché il governo teme più voi che non i terroristi. Insomma siete sacrificabili purché il popolo resti disarmato ed inerme e non possa, quindi, neanche mai ribellarsi al malgoverno ed alla dittatura (vedi secondo emendamento della costituzione USA). Considerato che il piano, ormai palese, dei terroristi islamici è di diffondere il panico, impedendo il normale svolgersi delle nostre vite, mettere, in tal modo, in crisi la nostra economia e causare l’implosione della nostra civiltà io penso che essere armati possa costituire un senso di sicurezza per ognuno di noi ed un valido deterrente per i “Kapicazzi”. Se al Bataclan o a Nizza vi fossero stati civili armati state pur certi che i danni sarebbero stati molto più contenuti.  Difendersi è un diritto ma soprattutto un dovere: chi ne è capace deve provvedere alla sua difesa ma anche a quella di chi capace non lo è.
PROPOSTA: Considerato che i siti sensibili di attacchi terroristici sono un’infinità e considerato che ogni sito può ritenersi sensibile, un centro commerciale, uno stadio, un cinema, un concerto, una festa di piazza, una sagra di paese, ritengo che sia diritto di ogni cittadino di possedere un’arma (escludendo, ovviamente, quelle categorie a rischio) con la quale difendersi e difendere. Ritengo inoltre che sia necessario rendere agibile, anzi agevolare, la formazione di una GUARDIA CIVICA volontaria armata alla quale conferire, ne più ne meno, lo status di guardie giurate. Individui, non retribuiti, che si mettano a disposizione per vigilare sul territorio in cui abitualmente risiedono. Ciò renderebbe possibile sventare eventuali attentati, costituire un valido deterrente ed in caso di attacco garantire una velocissima risposta che limiterebbe di molto i danni (vittime) in attesa di una risposta più qualificata ma inevitabilmente più lenta. Non è più tempo di parole di circostanza, di inutili chiacchiericci in burocratese è ora di imbracciare il fucile e ribadire a voce alta il nostro diritto a vivere come ci pare mandando a fare in culo tutti i venditori di tappeti che  vorrebbero baciassimo il culo ad Allah. 


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martedì 19 luglio 2016

GLI U.S.A. DIETRO IL FALLITO GOLPE TURCO. INTERVISTA A GIULIETTO CHIESA


(N.d.R) A tre giorni dal tentativo di colpo di stato in Turchia, il giornalista Giulietto Chiesa, profondo conoscitore delle tematiche geo politiche mediorientali, da una sua visione critica sulle cause e responsabiltà del fallito Golpe. Ancora una volta, come per altro già fatto nei mesi passati, attribuisce agli eventi turchi, una possibile "casus belli" per lo scoppio di un conflitto mondiale Intervista a Giulietto Chiesa ilasciata la sera di domenica 17 Luglio 2016 a Web Radio RF 912 - Radio FAHRENHEIT 912

R: Redazione (Stefano Becciolini)
C: Giulietto Chiesa

R – Buona sera, questa volta parleremo con il giornalista Giulietto Chiesa del “tentato” golpe in Turchia che sarebbe stato ordito dai vertici militari ai danni del presidente Erdogan. Nella realtà dei fatti il presidente turco esce fortemente rafforzato da questo evento su cui gravano molte ombre. Uno stravolgimento degli equilibri geopolitici di una regione fortemente coinvolta nel panorama mediorientale, una frattura di un paese membro della NATO nei confronti degli USA, una crescente tensione con la Russia. Da notare che la Base NATO in Turchia, da cui partono i raid contro lo stato islamico è stato islamico, è stata chiusa, dai turchi, per alcune ore.  Quesiti che cercheremo di risolvere con l’aiuto del personaggio che andiamo ad intervistare. Sig. Chiesa secondo lei chi c’è dietro al tentato colpo di stato in Turchia? Gli USA potevano essere al corrente che si preparava un colpo di mano in Turchia?
C – Gruppi di neo-conservatori americani pur di mantenere la supremazia militare e politica degli Stati uniti sono disposti a scatenare qualsiasi sconvolgimento anche di portata mondiale. Il rifiuto di prendere coscienza delle mutate situazioni mondiale rende gli USA pericolosi per l’esistenza stessa del genere umano. I neo conservatori americani attraverso il loro sito avevano già lo scorso marzo invitato alla rivolta i militari turchi contro Erdogan, promettendo loro l’appoggio sia degli USA che della UE. In seguito due ex ambasciatori USA, attraverso un articolo pubblicato su un importantissimo quotidiano, invitavano Erdogan a dimettersi o a mutare radicalmente la politica turca con un’energica virata democratica abbandonando lo stato di dittatura di fatto esistente nel paese. Dobbiamo quindi considerare Erdogan sgradito agli USA in quanto anche nella guerra siriana la Turchia ha giocato da battitore libero, non allineandosi agli interessi della NATO ma cercando solo di ricavarne il maggior beneficio possibile. Ciò si è scontrato spesso con gli interessi americani. La Turchia alleata degli USA, alleata d’Israele, alleata dell’Arabia Saudita ha spesso giocato una partita su due fronti, fatto questo oltremodo sgradito ai gruppi neoconservatori statunitensi. Erdogan ha un grosso seguito popolare, è islamico e come tale cavalca la tigre dell’integralismo, come già accaduto in Egitto, questa posizione è sgradita all’occidente e l’invito ai militari turchi a liberarsi di lui è esplicito e motivato. Erdogan non ha organizzato il golpe contro se stesso ha saputo prevederlo ed efficacemente contrastarlo. La richiesta di Erdogan di colloqui con Putin crea la possibilità di uno spostamento verso la Russia della Turchia. La Turchia in quanto paese NATO che si avvicina alla Russia crea scenari inquietanti e non facilmente quantificabili.
R – Le voci che vogliono Erdogan l’organizzatore di un finto golpe per liberarsi della parte laica dell’esercito e della magistratura oltre che a consentire una virata verso un islamismo più fondamentalista sono infondate?
 C – Erdogan ha degli oppositori, questi sono soprattutto elementi filo occidentali antislamici, sono loro che hanno sparso la voce che sia stato lo stesso presidente turco ad organizzare un finto golpe. Erdogan ha l’appoggio della maggioranza del popolo che non gradisce un avvicinamento all’occidente, vuole andare verso l’Islam, forse anche verso un Islam radicale.
R – Per noi occidentali lo slittamento della Turchia verso un Islam radicale in quanto paese membro della NATO, secondo esercito più forte dell’alleanza e con consistente potenziale nucleare dislocato sul suo territorio potrebbe essere un grosso ed incombente pericolo.
C- La NATO è un pericolo, chiunque non è d’accordo con la politica dell’alleanza deve far sentire la sua voce e chiedere l’uscita dalla NATO. Il pericolo di un Islam integralista non esiste è uno spauracchio creato ad arte. 
R – Mi scusi ma, se non sbaglio, lei in passato aveva affermato che l’Islam fondamentalista era stato creato e voluto dagli USA per contrastare la Russia.
C – al Quaeda è una creatura degli USA creata, in un primo tempo, per contrastare i russi in Afganistan e poi operante in Bosnia, con tanto di passaporto bosniaco per Osama Bin Laden, con il totale appoggio della CIA. Che poi Osama abbia fatto il doppio gioco e sia stato anche il fautore di atti terroristici è innegabile ma è parte integrante del personaggio. Il terrorismo islamico è il frutto avvelenato dell’albero piantato dagli USA, Dalla NATO, dalla Gran Bretagna e dai servizi segreti occidentali. I militanti dell’Isis sono dei poveri ignoranti che vanno a morire per un po’ di dollari. Non escludo che il terrorismo sia stato pianificato per privarci delle libertà individuali. In realtà se non prendiamo coscienza di una realtà occulta dovremo assistere ad una grande catastrofe epocale.
R – Secondo lei vi può essere correlazione tra la strage di Nizza ed il golpe in Turchia?
C – Una diretta correlazione no, ma sicuramente una correlazione casuale che ha fatto comodo a molti si. Lo stragista di Nizza sicuramente è parte del discorso che facevamo prima. Il golpe in Turchia è stato pianificato ma mal condotto da militari che hanno commesso innumerevoli errori, non ultimo quello di bombardare il parlamento, infatti le opposizioni politiche in Turchia non si sono schierate ne con Erdogan ne contro di lui. Non mi stupisco degli errori dei militari, io personalmente, nel  1991 ho assistito al golpe in Russia e posso testimoniare che fu organizzato malissimo pur sortendo gli effetti voluti.
R – Come mai tra la Turchia ed Israele i rapporti si sono inquinati e cosa succederà dopo l’incontro tra Putin ed Erdogan?
C – Non mi risulta che i rapporti tra gli israeliani e i turchi si siano inquinati anzi Erdogan ha ripreso ed intensificato i rapporti diplomatici. Cosa potrà succedere dopo l’incontro in Russia è difficile dirlo, certo è che dopo l’abbattimento dell’aereo russo in territorio siriano da parte dei turchi Putin ha mantenuto la calma ma ha creato un blocco economico che ha fortemente danneggiato l’economia turca. Erdogan ha chiesto scusa ai russi e si avvicinato ad Israele perché si sentiva in pericolo. Che la Turchia esca dalla NATO è impensabile, sono sicuro che lo stesso Putin lo sconsiglierà, troppo alto il rischio di un’escaletion su scala mondiale, Certamente Erdogan cerca appoggi per difendersi da un occidente che lo vorrebbe spodestato. La Turchia potrebbe mettere sul tavolo delle trattative il gasdotto che passando sul suo territorio avrebbe rifornito l’Europa occidentale, progetto sgradito agli USA che vogliono venderci il loro gas.
R – Il riavvicinamento della Turchia alla Russia in che modo modificherà gli equilibri medio orientali e in che modo reagirà la NATO?
C – La Russia ha riconquistato la sua posizione di predominio in medio oriente, ha vinto, o sta vincendo la guerra in Siria, sta sconfiggendo l’isis che sopravvive solo grazie agli appoggi che riceve dai servizi segreti occidentali. La Russia no ha bisogno di fortificarsi ulteriormente in medio oriente, vuole solo che la Siria sia lasciata ad Assad fino alle elezioni programmate. Probabilmente si raggiungerà un accordo sul problema curdo. In che modo sarà influenzato il mondo arabo è difficile dirlo. Forse il paese arabo più a rischio è proprio l’ Arabia Saudita.



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sabato 16 luglio 2016

NON ESISTONO RELIGIONI CHE NON ABBIANO LE MANI SPORCHE DI SANGUE


Editoriale di Luigi Orsino

Inutile girarci intorno: Il peggior nemico dell’uomo è l’uomo stesso. L’ennesima strage terroristica di ieri 14 luglio a Nizza, durante le celebrazione della festa nazionale francese, dimostra, ancora una volta, che gli esseri umani sono mossi da istinti di autodistruzione. Ogni motivo è valido per sfogare il desiderio di distruzione verso i propri simili: odio razziale, odio sociale, odio ed intolleranza religiosa sono le più comuni motivazioni per commettere reati contro l’umanità. Personalmente ritengo che il male peggiore, il cancro più aggressivo sia proprio la religione, tutte le religioni, che al loro interno contengono il germe dell’odio e dell’intolleranza. Questa carica dirompente è talvolta latente, tal altra manifesta, l’una e l’altra per pura convenienza.  Storicamente possiamo affermare che nessuna religione ha le mani pulite, che nessuna religione non ha mai versato fiumi di sangue. Oggi i cristiani sono concilianti e moderati ma in un passato, neanche tanto lontano, immani stragi sono state commesse in nome di Cristo. Cristiani contro cristiani, stragi immani commesse per far prevalere la propria confessione su altre ritenute eretiche, eccidi immensi commessi per piccole diatribe teologiche puramente risibili, senza alcun reale fondamento.
Oggi sono gli islamici ad interpretare in maniera fondamentalista gli scritti del Corano, ieri i cristiani usavano la bibbia come un’arma per opprimere e sterminare maree di genti. “La religione è l’oppio dei popoli”. E’ innegabile che solo menti ottenebrate da una potente droga psicologica possono commettere brutalità come quelle che quasi quotidianamente si verificano in tutto il mondo, menti sconvolte da ben programmati lavaggi, da indottrinamenti che sono palestra di odio e violenza. Mi chiedo, e forse sarebbe il caso che faceste altrettanto, se non vi fossero le religioni, se a prevalere fosse una concezione materialistica, o per meglio dire un’autodeterminazione umana per cui ognuno è responsabile delle proprie azioni senza nascondersi dietro la volontà di un dio che tutto giustifica e tutto assolve compreso le azioni più abbiette, sarebbe veramente peggiore l’umanità. L’uomo sarebbe peggiore di quanto lo è oggi o lo è stato in passato? 
Questa  la mia personale considerazione sulle religioni. Veniamo ora ai fatti che stanno insanguinando le nostre strade, al di la delle motivazioni scatenanti, credo che obbiettivamente dobbiamo ammettere che siamo in guerra. Una guerra atipica, non convenzionale. Non vi è il confrontarsi di due o più nazioni, lo scontro campale tra due eserciti ma vi è un indiscriminato coinvolgimento di tutti, una strategia del terrore elevata al rango di conflitto. Se ci è stata dichiarata guerra non possiamo fare altro che combatterla, la pace voluta da una sola delle parti coinvolte non è “pace” è resa. L’unica possibilità che ci è stata lasciata è quella di prendere tutti i provvedimenti per debellare il pericolo, l’opzione militare è inevitabile. Guardiamo il mostro negli occhi: La guerra è una cosa sporca e non può essere combattuta in guanti bianchi. Vi saranno vittime innocenti, provvedimenti che colpiranno anche chi non dovrebbe essere colpito, vi saranno brutalità ed eccidi  da entrambi le parti. L’unica pace che riconosco è la “Pax Romana”, occorre vincere e poi parlare di pace, di conciliazione, di collaborazione e di solidarietà. La guerra va combattuta sul fronte interno e sul fronte esterno. Sul fronte interno è assolutamente inevitabile identificare, isolare e rendere inoffensivi possibili nemici o complici fiancheggiatori. Impedire che altre maree umane, a forte rischio di contaminazione violenta, arrivino ancora a casa nostra, epurare quanti sono già qui e applicare leggi speciali nei confronti di coloro che non hanno radici occidentali. E’ indispensabile un monitoraggio continuo di quegli elementi che potrebbero agire dietro le linnee, quinta colonna già operativa. Mi costa dire queste cose ma sono fermamente convinto che non si può preparare la frittata senza rompere le uova. Non è estremismo il mio ma semplice constatazione dei fatti, volontà di non ficcare la testa sotto la sabbia. Sul fronte esterno occorre distruggere lo stato islamico di Iraq e Siria (ISIS). Fortunatamente questi delinquenti hanno commesso un gravissimo errore nel momento stesso in cui si sono dati un’identificazione territoriale indicandoci dove colpire, una pessima mossa strategica la loro. L’ISIS va spazzato via con rapidità e decisione e il territorio interessato pacificato con la forza. Occorre essere molto accorti affinché dalle ceneri dello stato islamico non nascano tanti focolai di terrore a carattere virale in grado di fare ancora maggior danno. Oggi siamo veramente al rischio, il rischio che lo stile di vita occidentale venga cancellato per sempre. Cancellato a causa di un colpevole ed incoerente buonismo che no ha alcun senso pratico ne logica alcuna. In futuro, se avremo un futuro, ricordiamoci che gli ospiti vanno accolti con un ramoscello di ulivo nella mano sinistra e con una spada ben stretta nella destra.


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mercoledì 6 luglio 2016

ITALIA: VENTRE MOLLE D’EUROPA

Editoriale di Luigi Orsino

Winston Churchill definiva l’Italia “il ventre molle d'Europa” e ancor prima Metternich sosteneva che "L'Italia è solo un'espressione geografica”. A quanto pare ancora oggi questa è la considerazione che le altre nazioni europee, Germania in testa, hanno di noi, un popolo senza spina dorsale, sopraffatto dall’ignavia, governato da una classe politica tanto corrotta quanto incapace. Un popolo calpestato, umiliato e deriso ma incapace di ribellarsi agli infiniti abusi ed immani soprusi che, ormai, hanno reso la vita di ognuno di noi un inferno in terra. Purtroppo, molto a malincuore, occorre dire che le citate frasi, per quanto offensive, corrispondono alla realtà. Siamo governati da una classe dirigente che, dal dopo guerra in poi, ha assunto sempre più l’aspetto e la sostanza di una cosca mafiosa il cui unico scopo è fare i propri interessi e quelli di chi li ha messo il loro culo su una poltrona. Noi?
No di certo! Le elezioni, quando ci sono, sono solo una beffa per gonzi, una farsa che mai ha espresso la vera volontà popolare. Per pigrizia abbiamo lasciato che il potere fosse gestito da traffichini, da delinquenti acclarati ed in pectore, da mafiosi, da sgherri di gruppi di potere economico-speculativi che sulla nostra pelle hanno costruito la loro fortuna. Ovunque si posi lo sguardo indagatore di una persona dotata del minimo sindacale di materia cerebrale non può che scorgere il marcio, il putridume dell’infamia e dell’inganno, e se non è la vista ad essere offesa lo è senz’altro l’olfatto: la puzza di carogne in putrefazione appesta irrimediabilmente l’aria.  
Di cosa vogliamo parlare? Della bomba demografica che da decenni ci investe sotto le sembianze di immigrati clandestini? Perché si tollera che migliaia  di migliaia di uomini e donne ogni anno arrivino in Italia? Perché nessun filtro è usato per dividere il grano dalla gramigna lasciando che arrivino individui che, a vario titolo, sarebbe giusto ospitare ma anche soggetti che bisognerebbe rigettare subito a mare: criminali in fuga dal loro paese d’origine, terroristi “dormienti”, sfaticati attirati dalla possibilità, più che concreta, di poter vivere alle nostre spalle? Perché questo flusso immane d’umanità è usato per fini speculativi, perché ognuno di questi cosi detti “rifugiati” genera fiumi di danaro che per mille rivoli diversi si getta nelle tasche di chi si arroga il diritto di governarci. Uno spreco? No, una delle infinite ruberie italiane. Miliardi di Euro spesi per assistere chi non ha nessun diritto e neanche un centesimo speso per i milioni d’Italiani che vivono nella più oscena e indegna povertà. Meglio scurirsi un poco la pelle e fingere di essere stranieri in fuga che alzare la testa con l’orgoglio di essere italiani. Se sei italiano puoi morire di fame, ti possono togliere la pensione, il lavoro, la dignità, il diritto a curarsi. Se sei straniero immigrato sei trattato da ospite privilegiato e … lo Stato apre i cordoni della borsa. Non nego che la solidarietà sia condivisibile, ma solo con chi la merita e ne ha diritto ed in ogni caso bisogna sempre che la priorità vada agli italiani in difficoltà. Io sputo sulle ipocrisia di tanti politici mafiosi che si sciacquano la bocche con paroloni tanto belli quanto vuoti di significato ma poi girano la testa e si turano le orecchie dinanzi ai connazionali ridotti in miseria, ai pianti di tanti bambini italiani affamati ed alle urla di disperazione dei loro genitori impotenti. Italiani allontanate da voi la malsana idea di porre fine al vostro dolore con un tratto di corda, i colli da infilare nei cappi ci sono, sono conosciuti ed a portata di mano.




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