giovedì 12 gennaio 2017

AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE: ESTORSIONE DI STATO

PENSIAMOCI SU: Un editoriale di Luigi Orsino

Agenzia delle Entrate-Riscossione è peggio di Equitalia. Il nuovo organismo che sostituisce Equitalia ha più poteri rispetto a Equitalia: la riscossione esattoriale, in caso di mancato versamento delle cartelle di pagamento, sarà più efficace. La manovra che doveva togliere di mezzo Equitalia e garantire così un rapporto di maggiore collaborazione con il contribuente rivela ora le sue carte nascoste: il nuovo organismo che sostituirà Equitalia, il cui nome è Agenzia delle Entrate-Riscossione, sarà molto più forte e incisivo rispetto a Equitalia stessa, con poteri superiori in materia di indagini e di riscossione. Possibile? Certo, perché si avvarrà dei penetranti poteri già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (come ad esempio l’accesso alle banche dati degli enti creditori) e che erano invece interdetti a Equitalia. Ma procediamo con ordine e vediamo, nelle pieghe del nuovo decreto fiscale, cosa il Governo ha riservato a chi non versa le somme previste nelle cartelle di pagamento.

Il decreto fiscale pubblicato due giorni fa in Gazzetta Ufficiale non regola solo la rottamazione delle cartelle. Il primo articolo detta una lunga serie di norme rivolte alla soppressione di Equitalia: è, in pratica, la messa in liquidazione della società di Riscossione dei tributi erariali e (in alcuni casi) locali. Equitalia sparirà il prossimo 1° luglio 2017 e al suo posto nascerà «Agenzia delle entrate-Riscossione», un ente pubblico economico sotto vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il presidente di Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà il direttore dell’Agenzia. Il che la dice tutta sull’accentramento di poteri, in un unico soggetto: se prima l’Agenzia delle Entrate gestiva solo l’accertamento della riscossione, ora regolerà anche la successiva fase di riscossione coattiva. Insomma, dalle «carte» ai «fatti». 
Che fine fanno i vecchi crediti di Equitalia e le cartelle già notificate in tutti questi anni? Ogni rapporto giuridico passa in automatico ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, che eredita crediti e debiti di Equitalia. Dunque, massima continuità a ciò che era stato sino ad ora fatto e che, pertanto, verrà proseguito, negli stessi termini, dal nuovo ente.
 Chi difenderà, in causa, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione? Il decreto fiscale stabilisce che il nuovo ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio, ma potrà stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti davanti al tribunale e al giudice di pace, salvo che, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, l’Avvocatura dello Stato competente per territorio, sentito l’ente, assuma direttamente la trattazione della causa.
Nuovo ente, vecchia mentalità. Purtroppo, il primo punto che lascia intravedere l’assenza di un effettivo cambiamento nell’impostazione del rapporto con il cittadino è quello relativo al personale. Per garantire la continuità nelle funzioni di riscossione, il decreto legge prevede che lo stesso personale già assunto da Equitalia passi ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento), previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. Insomma, dietro lo sportello, il contribuente troverà sempre lo stesso dipendente di prima che faceva «spallucce» dinanzi alle problematiche sollevate dal debitore, invitandolo candidamente a «fare ricorso al giudice se ha qualcosa da contestare». Insomma, nessuna collaborazione, sul cui vessillo, invece, era stata portata avanti la riforma. Più poteri in fase di riscossione. Il punto nodale è, invece, che il nuovo ente avrà molti più poteri rispetto al predecessore. Il decreto legge, infatti, consente ad Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare banche dati e informazioni già in uso all’Agenzia delle Entrate, ma il cui accesso era invece interdetto a Equitalia, al fine di realizzare al meglio il recupero forzato delle tasse non pagate.
Sul punto il nuovo decreto fiscale dedica un apposito articolo (articolo 3), dal titolo appunto Potenziamento della riscossione. Ne riportiamo il testo.

Art. 3
Potenziamento della riscossione
A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni   relative   alla   riscossione nazionale di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
All’articolo 72-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2-bis, è inserito il seguente: «2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l’Agenzia delle entrate può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.


L’Agenzia delle entrate-Riscossione è autorizzata ad accedere e utilizzare i dati di cui al presente articolo per i propri compiti di istituto.
Cosa significa tutto ciò? Che Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà più poteri di indagine nello scovare i redditi nascosti dei debitori, poteri consistenti nella possibilità di accedere a tutti gli archivi e banche dati degli enti creditori, come Inps, Comuni, ecc.. Se prima tali poteri erano garantiti solo all’Agenzia delle Entrate, per meglio individuare le evasioni fiscali, ora gli stessi saranno utilizzabili nella fase successiva, quella del pignoramento.
Così, Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, ai database dell’Inps. Di fatto, diventa possibile quello che aveva chiesto e auspicato l’Ad di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, nelle audizioni parlamentari in cui aveva più volte sottolineato la necessità di poter accedere anche all’archivio dei rapporti finanziari per poter agire conoscendo la situazione finanziaria del debitore quasi in tempo reale.

Insomma, in un unico soggetto vengono a fondersi i poteri di soggetto accertatore e di soggetto riscossore. Con tutte le ricadute, in termini di indipendenza e autonomia, che è già possibile immaginare.(Fronte Breaking News) Insomma tutto cambia perché nulla cambi. La nuova normativa che entrerà in vigore da luglio 2017 conferisce poteri illimitati all’Agenzia delle Entrate rendendola, a tutti gli effetti, un inquisitore spietato e volutamente parziale. Con Equitalia c’era la possibilità di rateizzare il debito fino a 72 rate, anche più in determinati casi, ora bisognerà pagare il 70% del debito entro settembre 2017 ed il rimanente entro il 2018, ciò consentirà di risparmiare molto sugli interessi maturati e sulle sanzioni, escluso pochi casi. In pratica chi è stato un evasore seriale è premiato, cioè chi aveva le possibilità ma non pagava, come i grandi evasori e le multinazionali, ne avrà un grande beneficio, mentre chi non poteva pagare per mancanza di possibilità economiche sarà fortemente penalizzato. Chi era in difficoltà economiche e non poteva pagare le innumerevoli gabelle che ci inquinano la vita a maggior ragione non potrà pagare con la nuova normativa. Chi non riesce a sfamare i propri figli non potrà certo sanare la sua posizione con il fisco. Con una situazione economica ancora peggiorata nell’ultimo anno (l’Italia è in stato di recessione e di deflazione) è perfettamente inutile inasprire le leggi. Chi non poteva pagare ieri non potrà pagare domani. Mettere in campo degli inquisori addestrati e dotati di poteri illimitati non migliora la situazione. Un poveraccio che non è riuscito a pagare la tassa sui rifiuti solidi urbani ed ha ricevuto una cartella esattoriale, ben lievitata dai meccanismi di brutale spremitura di Equitalia, potrà anche essere sottoposto a tortura, ma se i soldi non ce li ha continuerà a non pagare. Lo stato italiano si dimostra, ancora una volta, ingiusto e rapace inasprendo una politica punitiva dove invece ci sarebbe stato bisogno della massima comprensione per un popolo di cui almeno un terzo vive al di sotto della soglia di povertà. La cosa giusta sarebbe stata mettere la gente in grado di pagare fornendogli i mezzi economici per farlo: Una politica di agevolazione all’impiego (creare nuovi posti di lavoro), varare, finalmente, il tanto sospirato reddito di cittadinanza, agevolare le imprese, con una detassazione, e favorire la nascita di nuove agevolando l’accesso al credito( ed ai finanziamenti UE). Dove reperire i fondi? Per i finanziamenti UE è palese, per il resto basterebbe attuare una politica di immigrazione giusta e selettiva. La solidarietà è una bella cosa ma va espressa solo verso chi la merita e non indiscriminatamente, senza contare che prima si deve pensare agli italiani e poi si può essere solidali con gli stranieri (sempre solo verso chi ne è dimostrabilmente meritevole). Facciamo un conticino: Un immigrato costa allo Stato Italiano 45 € al giorno (fonti del governo ben poco credibili) di questa cifra alle associazioni assistenziali, come quelle che gestiscono i campi di accoglienza) dovrebbero restare 4,5 €. In Realtà, come ammettono le fondi ufficiali, facilmente tali associazioni riescono a ricavare 10 € al giorno per immigrato. Basta risparmiare un poco sul cibo ed il vestiario e il gioco è fatto. Noi riteniamo che la stima sia per notevole difetto, ma atteniamoci alla cifra ufficiale dei 10 € al giorno per immigrato, un’associazione che gestisce 1000 rifugiati guadagna 10.000 € al giorno, vale a dire 300.000,00 € all’anno. Una cifretta niente male. Ciò spiega anche perché nel 2016 ci sono stati ben 190.000 nuovi immigrati in Italia, un business di tutto rispetto, un’enormità di risorse sottratte ai poveri del nostro paese, nostri compatrioti costretti a perdere la loro dignità dannandosi per mettere un piatto di minestra sulla tavola dei loro figli. Questo nostro Paese, questa nostra amata Patria è umiliata ed offesa da una classe parassitaria si si arroga il diritto di imporci leggi inique e di perseguitarci inquinando irrimediabilmente le nostre vite.   
USQUE TANDEM (Fino a quando?)  P.S. Un consiglio per i signori che tengono il culo al caldo in Parlamento: Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovesse dimostrarsi inefficace affidino le procedure di recupero crediti alla mafia. Loro sanno bene come farsi pagare.



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domenica 8 gennaio 2017

IL MES QUESTO SCONOSCIUTO: IL CAPPIO ALLA DEMOCRAZIA



Editoriale di Stefano Becciolini
Anche in questo periodo festivo voglio intervenire con un editoriale radiofonico, che forse potrà anche essere un tantino indigesto, ma sicuramente sarà chiarificatore di molte cose che stanno succedendo in Italia, e nella UE, e di molte altre che succederanno nei prossimi mesi.
Siamo ancora in balia della sovra esposizione mediatica dovuta alla campagna referendaria che ha visto trionfare il “NO”, ora tocca porsi 2 domande:

  1. Cosa avrebbe significato la vittoria del “SI”? Probabilmente la firma di un assegno in bianco per Renzi, preludio di una parte della sovranità popolare all’Europa, una chiave d’accesso incondizionata alla costituzione, un potere che non possiamo quantificare.
  2. Cosa comporterà per il nostro paese l’approvazione del decreto salva Monte dei Paschi di Siena, o più ampiamente “salva banche”? Il decreto prevedendo un aumento del debito pubblico di ben 20 miliardi di Euro (circa quarantamila miliardi delle vecchie lire)
Probabilmente la rispsota a queste due domande è la stessa e cioè la cessione di una parte della sovranità popolare all’Europa. Anzi a favore del MESS (Meccanismo Economico Salva Stati)Per capire meglio di cosa stiamo parlando facciamo un poco di chiarezza sul MESS o EMS, entrato in vigore il 27 settembre 2012 durante il governo di Mario Monti esso è un trattato internazionale stipulato tra gli stati membri dell’Unione Europea che, di fatto, crea una nuova organizzazione tesa a risolvere le problematiche della crisi economica-finanziaria prestando soldi agli stati membri in crisi di liquidità (ultimamente Grecia e Cipro).Nel caso in cui lo stato debitore non sia in grado di restituire il prestito il creditore, il MES, può rivalersi sui beni, mobili od immobili, del debitore (uno qualsiasi degli stati membri della UE che hanno dovuto far ricorso al prestito). Il fondo MES è costituito da un capitale di 700 miliardi a cui l’Italia dovrà partecipare con una quota di 125 miliardi. Viene da chiedersi come possiamo versare nelle casse del MES 125 miliardi, nei prossimi 5 anni, quando stiamo gravando il debito pubblico di ben 20 miliardi per tirare fuori dai guai la MPS e  le altre banche che si accoderanno? Cosa accade se l’Italia diventa insolvente? Per capirlo entriamo nel dettaglio dello statuto del MES.
Art 9- il MESS può richiedere in qualsiasi momento la restituzione delle somme erogate,  il capitale dovrà essere versato entro 7 giorni per non incappare in sanzioni, clausola che definire da strozzini è poca cosa.
Art 10- In qualsiasi momento il MESS può richiedere l’aumento di capitale, vale a dire che il comitato direttivo del MESS può deliberare un aumento di capitale e l’Italia non dovrà versare più 15 miliardi ma 130, 140.
Art 13- La richiesta di intervento di uno stato membro al MESS (richiesta di accedere ad un prestito) dovrà essere valutata dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Si ricordi che dell' FMI fanno parte sia la Trilaterale che il gruppo Bildenberg (non credo ci sia bisogno di chiarire di chi stiamo parlando).Perché si è deciso di creare il MES? Perché alcuni paesi della zona Euro, in seguito alla crisi del 2010, stavano per implodere. Si è provveduto a creare un organismo economico con regole proprie svincolate dalle regole che governano l’economia della UE, con lo scopo di intervenire la dove esiste uno squilibrio che potrebbe creare una falla nel sistema economico europeo. Potrebbe sembrare un fattore positivo se non fosse per il fatto che il MES è nato con un’autonomia tale da renderlo svincolato da qualsiasi regola e quindi  esso stesso diviene una forma di condizionamento economico-politico dei paesi membri ad incominciare da quei paesi che fanno ricorso al fondo ed in seguito ai paesi che hanno costituito il fondo, tra cui l’Italia, che sono costretti a far fronte a richieste eccedenti la capacità del fondo stesso. Può sembrare complicato ma non lo è: ci troviamo di fronte ad un sistema che rende possibile il condizionamento della vita politica e sociale di uno stato sovrano attraverso la manipolazione economica-finanziaria.  Come un usuraio condiziona la vita della sua vittima ugualmente il MES condiziona la vita di interi popoli. Si tratta di un meccanismo quasi automatico per cui se uno stato è in preda ad una crisi che coinvolge le banche, e quindi crea instabilità a livello sovrannazionale, il MES può intervenire. Intervenire in base a regole che sono fuori dall’ordinario, proprio come un usuraio.
Il MES è un organismo che dovrebbe tutelare la stabilità economica degli stati, invece, a causa delle regole particolari di cui beneficia, chi è costretto a ricorrere al fondo è preso in una spirale da cui ben difficilmente verrà fuori. Chi si indebita con il MES sarà costretto a cedere parte del suo patrimonio  e della sovranità nazionale. Insomma il paese debitore diverrà, in qualche modo, sottomesso a questo organo di salvaguardia economica.Il MES in realtà è un sistema per tenere aggiogati i popoli.
E l'aspetto più inquietante è proprio la sua impunità a qualsiasi controllo delle leggi nazionali europee:
Art 32- Immunità dei rappresentanti del MES. Tutto ciò che riguarda il MES è inviolabile e non sottoponibile a nessun organo di giustizia, nazionale od europeo, uomini, beni, documenti, tutto ciò che riguarda il  MES è intoccabile.Neanche il fisco può avere voce. In pratica il sogno di ogni organizzazione criminale: la patente di delinquere impunemente.
 Art 34- I membri del MES sono tenuti alla più assoluta riservatezza
Art 35- Immunità dei membri del MESS e dei documenti che li riguardano.
Art 36- Tutte le operazioni del Mess non sono soggette a tassazioni dirette.
Da chi è composto il MES? In base alle modifiche apportate al trattato di Lisbona del 2011 è divenuto una vera e propria organizzazione sul modello del Fondo Monetario Internazionale dotato di un consiglio di governatori formato da ministri delle finanze dei paesi membri e di un consiglio di amministrazione e anche di un direttore generale. Il commissario europeo agli affari economici ed il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghisono membri osservatori. Il MES ha il potere di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi membri, come dire che possono condizionare a loro piacimento la politica e l’economia di una nazione sovrana. Può emettere strumenti finanziari e titoli, può altresì acquistare titoli di stato di qualsiasi paese membro, ricordiamo che solo giocando su queste possibilità si può variare l’aspetto economico, e quindi politico, di uno o più stati.
Tornando all’Italia … dove troverà le risorse finanziarie, soprattutto dopo aver fatto lievitare il debito pubblico di altri 20 miliardi, per avere una posizione egemone in questa colossale operazione speculativa? Ricordiamo che alcuni articoli di cui si avvale il MES sono inquietanti per la loro perentorietà e per i gravissimi risvolti sul brevissimo termine sulle economie locali: richiedere la restituzione del prestito con un preavviso di 7 giorni significa destabilizzare uno Stato, gettarlo in ginocchio e metterlo nelle mani di chi è artefice di questa organizzazione speculativa (leggi criminale). Lo Stato che non fosse in grado di far fronte alla richiesta di restituzione immediata delle somme dovute viene, automaticamente, escluso dal consiglio direttivo e cede parte della sovranità al  MES. Ovviamente risulta palese che ciò innesta una sorta di selezione naturale per cui, alla fine, resteranno solo alcuni stati ad avere potere e voce in capitolo su tutti gli altri. Con buona pace di quelle che avrebbero dovuto essere le regole di uguaglianza e libertà per tutti i paesi della UE. Matteo Renzi voleva mettere le mani sulla costituzione, come da direttiva della JP Morgan del 2013 ( a tale proposito vi invito ad ascoltare il mio editoriale radiofonico dal titolo: “Si scrive Matteo Renzi si legge G&P morgan, le ragioni del NO al referendum sulla costituzione”  di circa 2 mesi fa.La stessa Germania, che fa parte del MESS, sicuramente più solida e maggiormente candidata alla sopravvivenza, ha espresso, attraverso i politici e le associazioni di cittadini, grandi perplessità. Sono fioccati ricorsi da parte dei politici sicuramente più informati ed attenti dei loro colleghi italiani e dai cittadini meno ottimisti e attenti. La Corte Costituzionale tedesca ha si rigettato i ricorsi ma ha approvato delle importanti riforme alle regole del MESS che, ovviamente valgono solo per la Germania. Prima riforma sostanziale è la riduzione del fiscal compact da 500 a 190 miliardi, la seconda, ancora più importante è che i due rami del parlamento devono essere informati delle decisioni del fondo.  Questo in Germania, in Italia invece pochi sanno cosa sia il MESS e quale grande intrigo vi si nasconda al suo interno, forse perché i nostri politici erano troppo impegnati a fare campagna elettorale nei salotti televisivi. Comunque se volete chiarimenti e/o approfondimenti vi invito ad ascoltare l’intervento di Claudio Messora suo canale You Tube:Attenzione, ecco come vogliono ribaltare il risultato del referendum attraverso l’accordo EMS (o MESS)”.
Ora sta a noi non aspettare oltre, il 2017 è iniziato e rischia di essere un anno peggiore di quello appena passato. Ricordiamo che i nostri figli ci giudicheranno per quello che non abbiamo fatto per consegnare loro un paese più vivibile.Nostra opinione personale è che questa organizzazione abbia lo scopo di sottomettere grandi masse di popolazione e spostare enormi capitali stravolgendo l’attuale geopolitica.



 

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lunedì 2 gennaio 2017

2017: L’ ANNO DEL RISVEGLIO DELLE COSCIENZE?

Editoriale di Stefano Becciolini

Non sono un personaggio pubblico di spicco o un capo di governo per la quale valga la pena impiegare un po del vostro prezioso tempo per ascoltarmi, sono un semplice Blogger, ma sono anche un'essere umano pensante con un cervello e soprattutto un cuore e dei sentimenti.
Quindi per me è difficile dire qualcosa ed essere ascoltato, ma soprattutto non cadere nella retorica di ogni fine anno. Questi giorni dovrebbero avvicinare le persone non con i regali,  ma nella solidarietà di un gesto e di una parola di affetto.
Oggi avete sorriso a qualcuno?
Oggi vi siete sforzati a non provare rancore o risentimento verso chi vi ha fatto un torto? Io ci sono riuscito! Queste festività  per molti di noi sono  percepite  come i giorni "del lavaggio della coscienza", si lava ben bene e si indossa pulita e linda pronta per essere nuovamente lordata per un' anno intero. Quello che ci porterà il nuovo anno non è dato a sapere e forse è un bene, ma di una cosa sono assolutamente certo, nulla cambierà se non saremo noi, nel nostro quotidiano, negli  atteggiamenti  verso la vita e soprattutto verso gli altri .  Non nascondiamo la testa sotto la sabbia o dietro il cuscino di un comodo divano, il quotidiano non è certezza, sicurezza inviolabile  di una vita vuota di significato se non quello dell'egoismo e della prevaricazione verso i deboli. Non giudichiamo per non essere un giorno giudicati a nostra volta, nessuno è immune alle altalenanti esperienze della vita.
Siamo tutti esseri umani e chi si pone su un piedistallo prima o poi cadrà. la storia insegna. Il mio pensiero va a tutte quelle persone private della dignità di cittadini, a tutte quelle famiglie che non hanno di certo gioito di queste festività perchè in assoluta povertà e disperazione, a tutti i bambini privati di un sorriso e di un gesto di tenerezza. Loro sono le vittime innocenti di un sistema marcio e corrotto che ha fatto dell'arroganza il proprio vessillo.
Per chi invece ha fatto di questi giorni una meschina corsa agli acquisti, al dimostrare di valere per quello che si ha, ma non per quello che si è; auguro un felice e abbondante 2017, che i vostri figli siano felici nello scartare i nuovi IPhone, i Tablet e i nuovi giocattoli cult.
Mangiate abbuffatevi, oziate e non pensate agli ultimi, vi rovinerebbe la digestione.

Non spegnete la televisione, le notizie per voi saranno magistralmente epurate, passate delle felici festività, tanto la coscienza l'avete già spenta da molto tempo. 
Voglio dedicare questo mio editoriale ad una persona per me molto speciale, una persona  che con la sua semplicità e la sua determinazione nel voler combattere le ingiustizie, ha portato un raggio di sole e di speranza in questo squarcio di fine 2016.





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martedì 27 dicembre 2016

23/12/2016, FONDO FAMI: STANZIATI 31 MILIONI DI EURO PER L' INTEGRAZIONE CULTURALE DEGLI IMMIGRATI


PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino.

Una leggina piccola piccola, una decisione di un governo non legittimato dal voto dei cittadini, il quarto, presa in sordina il 23 dicembre 2016, mentre gli italiani erano più distratti del solito, e non è poco, presi dai preparativi per il Natale. E’ stato stanziato un fondo di 31 milioni di Euro che, attraverso regioni e provincie autonome, tramite istituti scolastici, enti locali e associazioni agenti nel sociale, dovrebbe servire a rendere più agevole l’integrazione di immigrati nel nostro paese favorendone la scolarizzazione e la socializzazione, insomma aiutandoli ad inserirsi nel tessuto sociale italiano bene e presto. Devo dire che credo si tratti della solita bufala, un regalo di Natale che il governo ha voluto fare a qualche associazione che oggi come in passato è un bacino elettorale per la forza politica che ancora oggi detiene il potere in Italia nonostante gli italiani abbiano manifestato, apertamente, il loro dissenso votando “NO” all’ultimo referendum.
Comunque chi ha fatto piovere 14 milioni di voti sul “SI” andava premiato. Sinceramente 31 milioni ci sembrano poca cosa e pensiamo siano solo la prima trance di un più vasto conto da saldare. Di una cosa siamo certi: Gli immigrati non c’entrano un tubo con questa elargizione e non ne avranno alcun beneficio. I sodi si divideranno in tanti rivoletti per poi scivolare, discretamente, nelle tasche di compari e comparielli dei politici che ci stanno martoriando senza tregua. 
In ogni caso vorremmo che qualcuno ci spiegasse da dove proviene la copertura finanziaria per questo progettuolo e perché l’attuale governo, come i precedenti, si preoccupa se gli immigrati sbagliano i congiuntivi ma se ne fottono altamente dei 20 milioni di poveri cittadini italiani di cui almeno un terzo sono socialmente esclusi. Voglio dire che in Italia ci sono 20 milioni di persone che hanno difficoltà a sopravvivere e devono fare ricorso ad enti assistenziali per potersi sfamare, di questi 20 milioni circa 7 sono in uno stato che va ben oltre la povertà: hanno smesso di curarsi, non possono permettersi un’alimentazione adeguata, non hanno più una casa, hanno perso, o stanno perdendo, i collegamenti sociali con i loro simili, sono precipitati nel limbo degli INVISIBILI. Si! Ma i politici si preoccupano se un immigrato non partecipa alla vita economica, sociale e culturale. Che grande paese è l’Italia che, con santa generosità, lascia morire di fame i propri figli ma garantisce una corretta scolarizzazione a chi ci ha praticamente invaso.   Apriamo gli occhi, guardiamoci intorno! Non è possibile che solo io veda certe cose. Al supermercato guardate intorno a voi e vedrete tanti italiani che fanno la spesa tenendo in mano carta e penna per fare i conti prima di presentarsi alle casse, e questi sono comunque i più fortunati, poi vedrete che vanno via con il carrello vuoto o quasi. I carrelli strapieni li vedrete solo spinti da immigrati che possono beneficiare delle carte acquisti e di tutti gli altri agi che lo Stato mette a loro disposizione.
Benefici da cui noi italiani siamo esclusi. La solidarietà, verso chi lo merita, è una gran bella cosa ma prima bisogna pensare agli italiani, non possiamo permetterci di bruciare miliardi di Euro per garantire un buon tenore di vita agli immigrati mentre il popolo italiano è allo stremo. No, non possiamo! A meno che una gran parte del denaro destinato agli immigrati non ritorni, poi, nelle tasche dei politici. Soldi che si dividono in rivoletti, vengono riciclati dalle tantissime associazioni (No profit?) e poi fanno allegramente il viaggio il viaggio di ritorno.
Come si sostiene questa macchina succhia soldi? Ma con le tasse ovviamente. Ancora non vogliono capacitarsi che è inutile varare nuove tasse o inasprire le pene per chi non le paga: Gli italiani non hanno i soldi per mangiare e per curarsi figuriamoci se possono farsi ancora mungere da uno Stato retto da ladri e sostenuto da parassiti. 
Se non vogliono riconoscerci i nostri diritti non ci resta altro che prenderceli. Tra il morire per fame e morire sotto il fuoco dei guardiani del potere io preferisco la seconda opzione almeno è salva la dignità. 






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venerdì 23 dicembre 2016

LA PORTA DELLE TENEBRE



Pensiamoci su: Una rubrica di Luigi Orsino

N.d.R. Vorrei fare un breve incipit su questo brillante articolo di Luigi Orsino e non voglio di certo entrare nel merito della caccia ai terroristi o alla vera o presunta pericolosità degli immigrati islamici. Voglio porre l'attenzione invece sull'assoluta incapacità ed incompetenza di chi dovrebbe rappresentare le Istituzioni, che dopo poche ore dall'uccisione del terrorista implicato nella strage di Berlino, ha fatto i nomi alla stampa dei due agenti coinvolti. Un' atto di un'intelligenza raffinata che mette in seria difficoltà anche i pochi neuroni attivi di Homer Simpson.
Non preoccupatevi la Polizia Postale ha provveduto questo pomeriggio ad oscurare i profili Facebook dei due agenti coinvolti... meno male! Ora la famiglia è al sicuro. Se non fossi una persona educata scriverei quello che penso in "vulgata toscana" delle gole profonde del Ministero degli Interni.

Un nuovo atto terroristico, l’attentato di Berlino, ha sconvolto la tranquillità che vorremmo regnasse nelle nostre vite. Tutto ciò che le autorità possano fare in materia di sicurezza è inutile, non vi sono obbiettivi sensibili. Tutti gli obiettivi sono validi, un cinema, una discoteca, un ristorante, un bar, qualsiasi posto de vi siano presenti un numero, più o meno, consistente di persone è un obiettivo strategicamente appetibile per i criminali islamici. Ciò che importa ai macellai di Maometto è l’impatto mediatico sulla gente, il senso d’insicurezza, la paura serpeggiante, la sfiducia nella possibilità di essere protetti. Tutti fattori che, loro sperano, possano portare alla resa e, ancor peggio all’emulazione.
Finché gli ignavi, stupidi e vili governanti occidentali non accetteranno la realtà di fatto, una guerra senza confini contro un nemico infido ed in gran parte già in casa nostra, non potremo frenare l’espansione della violenza e gli attacchi portati contro di noi.
Se poi qualcuno si illude che è stato raggiunto il limite e peggio di ciò che è già avvenuto non potrà avvenire devo, purtroppo, dire che è in grave errore. In verità ci sono un infinità di modi con cui i carnefici musulmani, in realtà è una questione di potere ed economica più di quanto non sia religiosa, possono portare a noi l’orrore assoluto.
Sicuramente hanno ha disposizione armi di distruzione di massa, ordigni nucleari, ma se ciò non fosse non vedo difficoltà ad entrare in possesso di armi biologiche. Non pensate a nulla di tecnologico, chiunque può entrare in possesso di un’arma biologica estremamente letale, anzi divenire lui stesso un’arma biologica.

Per esemplificare occorre fare una piccolo digressione: Il virus più letale oggi conosciuto è denominato “EBOLA”.  Mentre scrivo il virus Ebola sta infuriando sulla popolazione dell’Africa occidentale. L’epidemia del 2014 è diventata la più esplosiva e devastante dall’apparizione. Ebola fu identificata nel 1976 durante un’epidemia in un piccolo ospedale rurale a Yambuku, Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), vicino al fiume Ebola. Da allora il virus si è manifestato varie volte in vari sperduti villaggi, esso è talmente letale da uccidere tanto rapidamente le sue vittime da frenare, in tal modo, il diffondersi dell’epidemia. Semplicemente gli esseri umani infetti muoiono prima di infettarne altri. Ovviamente ciò è valido per zone scarsamente abitate. Una varietà, molto meno virulenta, accidentalmente, fu importata in Germania insieme ad alcune scimmie infetta e fu dura lotta contenere il diffondersi dell’epidemia. Eppure la varietà di Ebola che colpì la Germania uccideva non più del 20% delle persone infettate e l’infezione si sviluppò in un’area altamente circoscritta e adeguatamente attrezzata contenere fughe di materiale contaminato (laboratori di biologia sperimentale). La varietà più virulenta, detta Ebola Zaire, causa il decesso del 90% degli infettati. Non esiste vaccino, non esiste cura, non si conosce la specie ospite dell’agente patogeno. Il periodo di incubazione del virus, prima che si manifestino i sintomi, ma durante il quale il soggetto infetto, anche se asintomatico, è in grado di infettare tutti coloro con cui viene in contato varia dagli 8 ai 18 giorni. Esiste una zona lungo il corso del fiume Zaire, all’interno dei tanti villaggi sparsi nella foresta pluviale dove il virus è endemico. Se qualcuno vuole contrarre l’infezione non deve far altro che fare una piccola ricerca e scoprire dove può ammalarsi, recarsi sul posto, frequentare quanta più gente possibile e con buone probabilità si beccherà l’Ebola. Cosa vieta ad un terrorista votato al martirio a fare un viaggio in Africa, ammalarsi e poi, durante il periodo d’incubazione, farsi un lungo e piacevole giro per tutte le più grandi e popolose città degli infedeli? Potrebbe causare milioni di morti, uno scenario allucinante da peste Manzoniana. Allora perché non lo fanno? Sicuramente perché mirano ad avere con le loro azioni la massima visibilità mediatica, vale più una bomba in un bar che un’epidemia strisciante, devastante ma dall’origine occultabile dalle autorità. Inoltre chi comanda, i cervelli, del terrorismo non ci tengono affatto a correre a godersi le grazie delle 72 vergini promesse dal Corano. Nessuno può garantire loro che una volta spalancata la porta delle tenebre essa non inghiotta loro stessi.

D’altro canto, paradossalmente, quella che è la forza maggiore dei terroristi, la frammentazione, le cellule dormienti e i folli disposti ad ogni crudeltà contro gli altri ma anche contro se stessi, potrebbe rivoltarsi contro i grandi strateghi del terrore. Un pazzo suicida potrebbe sentirsi investito dalla volontà divina di agire e muoversi in tutta autonomia, le porte dell’inferno si aprirebbero qui sulla Terra.
Non ho descritto questo scenario apocalittico per instillare il terrore o per dare delle idee nuove ai criminali, non ne hanno bisogno credetemi. La mia intenzione è unicamente far capire che siamo solo all’inizio di una nuova era che potrebbe anche rivelarsi la più oscura che l’uomo abbia mai vissuto.




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giovedì 15 dicembre 2016

NO AL MES E AL COLPO DI STATO FINANZIARIO




Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (in inglese European Stability Mechanism - ESM), istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). In caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell'Esm, di una qualsiasi parte dell'importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare, detto membro dell'Esm non potrà esercitare i propri diritti di voto per l'intera durata di tale inadempienza" (art. 4, c. 8).... e il Membro Nazione rischia  di dover accettare una sorta di Commissariamento Il MES  ha assunto  la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione. Sull'Italia tira un arietta greca che sembra un tornado. 

E non è il "grecale" degli Avi . Mentre in Parlamento fanno finta di rifare la Legge Elettorale ... la coppia Gentiloni - Padoan non negozia con L'Europa , esegue e basta .



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martedì 13 dicembre 2016

QUARTO COLPO DI STATO

PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino

Quattro! Con il governo Gentiloni siamo a quattro governi, ed altrettanti presidenti del consiglio, non vidimati dalla volontà popolare, cioè non sono venuti fuori da una consultazione popolare. Certo è molto confortante pensare che dopo aver tirato una sberla, il 4 dicembre scorso, al burattino dei potenti (leggi Renzi) ora ci troviamo con un nuovo Presidente del Consiglio che altro non è che un’escrescenza del suo predecessore. Gentiloni è una controfigura, un servo del servo sciocco Renzi. Il suo unico, vero, incarico è tener calda la poltrona al fino al ritorno del suo capo. Gentiloni è un traditore degli ideali del '68, un individuo che è passato da un banco all’altro con la disinvoltura di chi la faccia ce l’ha al posto del culo. Il resto del governo degli uomini e donne del suo governo non sono altro che dei malfattori che si sono scambiati di posto tra loro. La sig. Maria Elena Boschi è divenuta sottosegretario alla presidenza del Consiglio, come dire deve fare la guardia a Gentiloni perché non faccia cazzate. Chi meglio della Boschi può sorvegliare che il nuovo presidente non si prenda troppa libertà, il suo papà l’ha cresciuta bene e bene le ha insegnato come imbrogliare le carte.  Questa è la nostra democrazia, questa è la libertà che ci è concessa. Noi italiani dimenticheremo mai che ci vogliono pecore al macello? Dimenticheremo che ci hanno instillato il morbo della viltà, che ci hanno costretto a pensare unicamente a come mettere insieme il pranzo con la cena? Ci ricorderemo del nostro passato, recente e lontano che ci vide orgogliosi di noi stessi e della nostra patria? Le cose non si cambiano con una croce su un pezzaccio di carta, si cambiano ribellandosi, ma non ribellandosi a parole. Di parole ne sono state dette tante, troppe! Parole a vagonate, a valanghe, tante parole senza dire nulla… fumo per farci perdere di vista i veri obbiettivi: Liberarci degli sfruttatori, liberarcene definitivamente. Dicono che ne uccide più la penna che la spada…io dico che la conoscenza è l'unica nostra arma per un nemico subdolo ed ingannatore. 



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 Apello alle Forze dell' Ordine



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domenica 11 dicembre 2016

TUTTO CAMBIA PERCHE' NULLA CAMBI

Editoriale di Luigi Orsino

Mi sono chiesto cosa sia cambiato, o possa cambiare, dopo il voto del 4 dicembre scorso. Ci ho pensato a lungo e mi sono sforzato di trovare un barlume di speranza, una flebile fiammella di conforto che ci conceda di sperare in un domani migliore, che il futuro non ci spaventi, che il panico non ci renda inabili. Tutto inutile, non ho trovato nulla che potesse giustificare un minimo, anzi minuscolo, ottimismo. Credetemi se dico ciò, sono direttamente coinvolto: non sono un famoso giornalista, un tuttologo o in qualche modo un benestante con velleità libertarie. Sono un poveraccio, un uomo che ha duramente lavorato nella vita solo per vedersi portare via tutto quello che aveva dalla criminalità organizzata e ancor più dallo Stato, inefficiente, colpevolmente incapace, crudelmente inadempiente e volutamente ingiusto. La cruda verità è che siamo oppressi, non governati, da una casta corrotta e corritrice al soldo di poteri forti sovrannazionali. Noi tutti come singoli individui non abbiamo alcun valore, anche come entità comune, popolo, ci avviamo a grandi passi verso il baratro dell’inconsistenza. La nostra volontà non conta nulla, oggi meno che in qualsiasi altra epoca. Dire che stiamo assistendo all’affermarsi del neo feudalesimo è minimizzare la reale portata del potere. A mio avviso si tratta di essere costretti allo stato di schiavitù a tutti gli effetti. Riduzione allo stato di schiavitù è questo ciò di cui stiamo parlando. Ero convinto, e lo sono ora più che mai, che qualunque fosse stato il risultato del voto del referendum nulla sarebbe cambiato, anzi di più sono convinto che tutto fosse stato previsto per fare in modo che qualsiasi fosse il risultato delle urne tutto restasse immutato. Se qualche cosa sembrerà cambiare sarà solo una formale apparenza, una presa in giro, un modo per tenere, sempre e comunque, il popolo aggiogato, privo delle  libertà più basilari. Il popolo va tenuto in stato di indigenza, anzi affamato affinché, costretto a combattere la battaglia quotidiana per la sopravvivenza, non si interessi di politica e neanche si accorga di come viene calpestata la sua volontà e di come viene cancellata la libertà e i diritti civili. Questo Stato che riconosce ai detenuti, anche se colpevoli di gravissimi reati, anche se ricchissimi mafiosi (nullatenenti per il fisco), il bonus di disoccupazione se svolge un minimo di 78 giorni lavorativi e l’indennità di disoccupazione se ha lavorato, dietro le sbarre, per almeno 57 settimane, disconosce i milioni di italiani che non hanno un lavoro e non sono in grado di mantenere la propria famiglia. Questo Stato che sventola la bandiera dell’accoglienza e della solidarietà facendo affluire nel nostro paese centinaia di migliaia di immigrati che costano alle casse, esauste, Milioni, anzi miliardi di euro, riconoscendo loro diritti che noi italiani ambiremmo avere per noi ma che ci vengono sempre negati. Ogni immigrato costa all’Italia 150/250 Euro al giorno, una vera e propria macchina, perversa, per fare soldi. Soldi che solo in minima parte, comunque non trascurabile almeno per chi come me è costretto a vivere con 289 € al mese, vanno nelle tasche degli immigrati, il resto finisce nelle capienti tasche delle tantissime finte ONLUS che lucrano sulla pelle degli stranieri ed ancora di più sulla pelle degli italiani. Infatti I denari che vanno ai migranti invasori sono sottratti agli italiani. Meno risorse, meno servizi, meno assistenza, meno di tutto per noi italiani per permettere ai soliti maneggioni, agganciati ai politici, di trarre il massimo profitto. Fatevi un giro nei supermercati e gli unici carrelli che vedrete colmi sono quelli degli stranieri che ci stanno colonizzando con il placet di coloro che, indegnamente, ci governano. Secondo le ultime analisi, ufficiali, al nord 1 italiano su 4 è sceso al di sotto della soglia di povertà. Al sud il 47,6% degli italiani è nelle stesse condizioni. Si parla di 12/13 milioni di poveri, molti dei quali ormai socialmente esclusi (cioè rigettati dalla società perché incapaci di qualunque apporto). Queste sono le cifre ufficiali, terribili ma terribilmente false. In verità, da numerose fonti, apprendiamo che gli italiani che vivono in uno stato di estrema indigenza sono ben oltre i 20 milioni. Nostri fratelli che hanno perso qualsiasi speranza, che sopravvivono a loro stessi, torturati dalle voci dei loro figli che chiedono pane. E questi sono i più forti fra di noi. Quanti non sono stati, o non saranno, abbastanza forti e decideranno di uccidersi pur di salvare almeno una piccola parte della loro dignità. I media, tutti, sono colpevoli quanto e più dei politici, infami e corrotti. Sono colpevoli perché vengono meno a quello che sarebbe il dovere di dare informazione, netta e precisa, di ciò che realmente accade e non di accontentarsi dei dati, taroccati, forniti dalle fonti di Stato. Invece si masturbano nell’inutile chiacchiericcio del dopo referendum: Chi ha vinto, chi ha perso, che alzerà il culo dalla poltrona e che invece poserà il suo sulla seduta ancora calda. Traditori, dovevate dare conto della verità e vi siete venduti!  Cosa possiamo fare per capovolgere questo terribile stato di cose? Nulla di nulla! Nulla, almeno finché continueremo a parlarne, a discuterne come se fosse una partita di calcio, a stringerci le braccia al petto in segno d’impotenza. Solo ribellarsi può ridarci speranza e dignità, solo rifiutare la schiavitù può farci sentire il profumo della libertà. Solo chi non ha più niente da perdere non ha paura di nulla. Solo chi ha una corda tra le mani può decidere se usarla contro se stesso o contro i suoi aguzzini.


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